La replica alle nostre osservazioni sulle aree pubbliche "svendute" all'asta, giunge proprio da colui che non è stato chiamato in causa, il vice-sindaco Filipponi, onorati della sua presenza, ma almeno risponda alle domande che si sono poste, e cioè, sperando in un repetita iuvant, anche se non c’è peggior sordo di chi non vuol ascoltare, le ripetiamo:
La replica fuori luogo del vicesindaco sottolinea solo la regolarità del bando, e vorremmo vedere, manca solo che il Comune faccia vendite sottobanco, in nero! Il problema è che il Comune non sta facendo, e quindi non sa difendere, i beni dei cittadini giuliesi.
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Il Sindaco lamenta il fatto che a Giulianova manchi la capacità di fare fronte comune sulla difesa dell’Ospedale e che la responsabilità è da imputare alle opposizioni, alludendo, in maniera neppure tanto velata, anche al Cittadino Governante che si occuperebbe - è questa la sua infondata tesi - solo di urbanistica. Finora, però, abbiamo registrato, solo dichiarazioni provocatorie e sterili iniziative in supponente solitudine, come quando, nel febbraio scorso, ci fece trovare in Consiglio Comunale un “piatto precotto” sintonizzandosi acriticamente sulle posizioni dell’assessore regionale Venturoni, sconfessando una delle poche scelte felici del suo predecessore Ruffini che aveva deciso di optare, responsabilmente, per la ristrutturazione dell’ospedale esistente. La struttura odierna è, in parte, degradata, ha quindi bisogno di essere migliorata strutturalmente ed ha bisogno funzionalmente, ad esempio, di recuperare il Punto Nascita, ha bisogno di una Risonanza Magnetica per tutti gli apparati, ha bisogno di ridurre le liste di attesa. Voler pretendere a tutti i costi una nuova struttura equivale sia essere disposti ad attendere tempi lunghissimi sia ad essere disposti a pagare, probabilmente, un prezzo altissimo in fatto di beni da alienare, ed intanto essere alla mercé di comunicati stampa, affermazioni estemporanee, assensi e dinieghi ora di quell’Assessore, ora del Presidente regionale, ora di questo Consigliere regionale. Nel frattempo l’Ospedale, quotidianamente, come sta già accadendo, scivolerà sempre più verso la decadenza.
