Tutti abbiamo letto delle 48 denunce che il sindaco Costantini ha esposto per commenti ritenuti "feroci". Se é vero che il web ha sdoganato tutte le dialettiche e che ognuno di noi può scegliere le parole da dire e soprattutto quelle da non dire, restano da capire alcune cose: 1. Possono le parole definite "feroci" essere in qualche modo "di reazione" ad un linguaggio altrettanto aggressivo e volgare? 2. Quanto è sbilanciata la posizione del cittadino comune rispetto ad un amministratore, in questo caso addirittura il sindaco, sia economicamente che socialmente e psicologicamente? 3. Come può Costantini far credere che i risarcimenti derivanti dalle querele saranno tanti e verranno "devoluti al Comune" per le opere pubbliche e il rifacimento di strade, assumendo le sembianze del benefattore del popolo e della città da un lato e minaccioso regnante dall'altro? 4. La querela può essere una risposta alla critica politica, foss'anche colorita o eccessiva? Il primo cittadino é l'esempio. Il primo cittadino dà l'esempio. Se si è arrivati a questo punto, cioé a querelare, sicuramente c'è qualcosa che non va nel rapporto tra il sindaco e i cittadini. In una società democratica un sindaco dovrebbe prestare ascolto a tutte le istanze provenienti dalla città e non essere colui che intimidisce a colpi di querela.
Il piano di riordino della rete ospedaliera regionale proposto dalla giunta Marsilio conferma che l’ospedale di Giulianova non sarà ospedale di I livello.
Eppure dalla nostra città era partita, nel rispetto degli standard ospedalieri, la forte proposta di un nuovo assetto della rete ospedaliera provinciale - con la previsione appunto di un ospedale di I livello a Giulianova, di II livello a Teramo - in grado di offrire un’assistenza sanitaria per acuti di eccellenza e di risolvere anche l’annosa questione degli enormi costi della mobilità passiva (circa 70 milioni di euro all’anno!).
Non a caso su questa proposta nel 2019 invitammo per un confronto pubblico al Kursaal i candidati alla presidenza della regione Abruzzo. Ebbene il candidato del centro-sinistra Legnini e la candidata del M5S Marcozzi intervennero mentre il presidente Marsilio non partecipò.
Forse non voleva scoprire le sue intenzioni nei confronti della sanità teramana e dell’ospedale di Giulianova. Ora le conosciamo, eccole:
Sono previsti tre ospedali di I livello sia nella ASL de L’Aquila (L’Aquila, Avezzano e Sulmona) che in quella di Chieti (Chieti, Lanciano e Vasto) mentre nella ASL di Teramo ne è previsto solo uno, nel capoluogo.
Il presidio di Giulianova (in posizione strategica e baricentrica sulla costa) è ridotto a ospedale di base ed in provincia è quello con meno posti-letto e meno reparti con primario, dunque in ulteriore declino e senza futuro.
Mancano oltre 300 posti-letto rispetto a quanto previsto dagli standard ospedalieri per la popolazione della nostra provincia (che oltretutto in estate aumenta considerevolmente).
Le risorse assegnate pro-capite, nella nostra ASL, sono di molto inferiori alle altre ASL abruzzesi.
A questo punto è palese che il sindaco Costantini non è stato capace di difendere il nosocomio di Giulianova e tantomeno di ottenere l’ospedale di I livello, mentre è notizia degli ultimi giorni che Sulmona lo ha ottenuto. D’altronde il suo disinteresse per una proposta sanitaria seria a Giulianova si era compreso nel momento in cui, dopo aver approvato la mozione per un ospedale di I livello da noi proposta, ha fatto marcia indietro allineandosi con le posizioni della Lega e in particolare dell’assessore alla sanità Verì, la quale (dopo averlo promesso) non è neanche venuta nel consiglio comunale espressamente convocato per discuterne.
È evidente che il sindaco Costantini, in vista della sua carriera politica, ha più interesse a non contrariare la Lega che ad impegnarsi per il futuro dell’ospedale di Giulianova.
È quindi necessaria la mobilitazione di tutti i cittadini uniti per il diritto alla salute, per il potenziamento della sanità pubblica, per l’ospedale di I livello a Giulianova. Noi continueremo ad impegnarci per questo.
Apprendiamo che l’amministrazione comunale ha emanato un bando per l’affidamento in gestione di un’area di sosta a pagamento per autocaravan da realizzare sul parcheggio che si trova tra Lungomare Rodi e via dei Pioppi.
Riteniamo senz’altro che si debba dare una risposta anche a questo settore del turismo e che, come detto anche nel nostro programma, la città si debba dotare di un’area camper per accrescere la propria ricettività turistica.
Pensiamo anche, però, che debba essere una vera e propria area attrezzata per il camperismo, cioè una soluzione completa che consenta sia la sosta sia il pernottamento e oltre ai servizi base offra anche docce, toilette, aree pic-nic, allaccio elettrico. Pertanto la decisione dell’amministrazione che ha deliberato di far realizzare in quel sito un punto sosta a pagamento ci sembra frutto di una scelta insufficiente e irrazionale che presenta vari aspetti critici. Li elenchiamo:
Se si tiene veramente alla mobilità sostenibile i parcheggi periferici di scambio sono fondamentali per cercare di non far affluire troppe auto in centro. Quel parcheggio, una volta reso più accogliente e presentabile con alberi e stalli permeabili, dovrebbe essere organizzato come una delle stazioni di bike-sharing. Chi arriva da fuori città parcheggia l’auto e trova la bici per recarsi in centro.
Lì di fronte c’è una delle spiagge libere più importanti del nostro litorale, va da sé che un parcheggio nei pressi è indispensabile se non si vuole far andare in altre città limitrofe i turisti che scelgono le spiagge libere.
In via Dei Pioppi c’è un centro polifunzionale che necessita di parcheggio per le varie attività culturali e sociali.
Attualmente è in corso la campagna vaccinale che vede Giulianova sede di Hub tra le più importanti della ASL della nostra provincia: il parcheggio è assolutamente necessario visto il notevole afflusso di persone che devono vaccinarsi.
Considerato che un’area camper ha bisogno anche di garantire la privacy dei suoi ospiti, non crediamo che sia una scelta felice quella di posizionarla sul lungomare.
Pensiamo che invece una vera e propria area camper attrezzata (e non un punto sosta) possa essere individuata a nord, non sul lungomare ma nelle tante aree che il Comune ha avuto in cessione nelle lottizzazioni della E2 turistica, attualmente in totale abbandono e dove ci sarebbe molto più spazio a disposizione per realizzare un’area che sarebbe molto gradita agli appassionati di turismo in camper.
Invitiamo l’amministrazione comunale a riflettere su quanto da noi proposto perché sono in gioco vari aspetti: l’aumento della ricettività turistica di qualità, le infrastrutture per la mobilità sostenibile, i parcheggi pubblici per spiagga libera e centro socio-culturale di via dei Pioppi.