“Il dovere più pregnante del giornalista e caposaldo del diritto di cronaca è il dovere di verità, considerato sia dalla L.n.69/1963 che dalla stessa Carta dei Doveri quale obbligo inderogabile.
Gli organi di informazione sono l’anello di congiunzione tra il fatto e la collettività. Essi consentono alla collettività l’eseercizio di quella sovranità che secondo l’art. 1 Cost. “appartiene al popolo”.
Un’informazione che occulta o distorce la realtà dei fatti impedisce alla collettività un consapevole esercizio della sovranità. (dal sito www. difesadellinformazione)
E se addirittura al cittadino non viene detto che in una competizione elettorale partecipano 5 liste ma solo 4, è solo una violazione di par condicio (il che già non è poco) o addirittura l’impedimento a che il suo diritto di voto possa essere usufruito nella consapevolezza di cui si diceva prima?
questo l'articolo pubblicato nello speciale de Il Messaggero
leggi la lettera inviata via fax al Direttore del Messaggero
