proposte_programma

20 febbraio 2019 Gabriele Ciabattoni

Area tematica ambientale                      Piantumazione estesa di specie arboree e realizzazione di corridoi liberi da coltivazione.                                                      piantiamo un albero per ogni cittadino giuliese.    Per ridurre i rischi derivanti dal dissesto idrogeologico e da quelli relativi allavariazione climatica riteniamo essere di estrema utilità  realizzare estese piantumazioni  su tutto il territorio comunale. La piantumazione sarà effettuata seguendo quanto previsto da un programma pluriennale; la scala temporale dovrà essre di almeno venti anni.       La verifica della realizzazione del programma sarà effettuata ad ogni fine mandato.Cosi facendo la approvazione iniziale  del programma diviene una scelta bipartisan.     La Amministrazione Comunale,anche nel caso di cambiamento di maggioranza alla guida della città,porta avanti il programma fino alla sua completa attuazione.     Gli interventi saranno localizzati nei parchi comunali,su terreni demaniali,lungo le sponde giuliesi dei fiumi Tordino e Salinello e lungo i fossi.Le aree a piantumazione estesa  saranno riconnesse da CORRIDOI LIBERI DA COLTURE.   Questi ultimi  hanno la funzione di limitare i danni dovuti dall uso delle sostanze chimiche in agricoltura.Più specificativamente sarà possibile ,anche in modo sensibile ,limitare tutti gli effeti deleteri che i pesticidi hann0 sugli insetti impollinatorie,tra questi,l ape impollinatrice regina. Sarà necessaria ,con ogni evidenza,la collaborazione di tutti gli Enti preposti e soprattutto dei cittadini frontisti.;è necessario in altri termini raggiungere una unità di intenti sutali tematiche.                   la concludo in serata a presto gabriele

 

23 febbraio 2019 Gabriele Ciabattoni

 L'area  è poco conosciuta ;è dimenticata da tutti ,di essa alcuni irresponsabili si ricordano quando devono disfarsi di rifiuti siano essi ingombranti o Raae o inquinanti a diversa pericolosotà;il sito difatti è una discarica incontrollata.     In essa si evidenzia la incuria del territorio da un lato e il grado di inciviltà di parte dei cittadini giuliesi.   la landa desolata è un tutt'uno con l'altra ferita aperta che è il fiume che lambisce  con le acque i rifiuti della vecchia discarica dei rifiuti urbani.Nel fiume da decenni non c'è forma di vita come indicano gli indicatori biologici utilizzati  in diverse epoche a partire dagli anni 80.  Insiste in tale area un rudere ,l'area exsaig,che è l'emblena del cosidetto periodo del Boom economico;la Saig fu presto abbandonata una volta trasferite altrove le parti produttive dell'azienda.In tutta l'area si ritrovano in una la emergenza delle acque quelle  del suolo ,del sottosuolo con gli inquinanti che percolano in falda.La circolazione si quest'ultima porta tuttto il suo carico a mare e prima o poi ritornano sul nostro tavolo sotto forma di insalata o di pescato.                                                       L'intervento che è necessario fare per risanare la intera area è molto impegnativo e di conseguenza ha un costo rilevante.L'intervento quindi nonpuò che esser attuato se non su scala pluriennale almeno lunga una legislatura.Esso si può concepire cosi' come segue:     

1Bonifica integrale di tutta l'area coperta dai rifiuti sparsi lungo le strade e dei piazzali                    2Definizione della tempistica per l'abbattimento del rudere exsaig                                                    3Demolizione di tutti i manufatti ricadenti nell'area depuratore dismesso                                          4Sistemazione definitiva della sponda del fiume,quella a diretto contatto con i RR SS                    5Recupero.a fini produttivi,delle aree exsaig e del depuratore                                                        6Creazione di un parco ad alta piantumazione.                                                                             

Sarebbe oltremodo auspicabile la creazione di un centro di educazione ambientale ,gestito direttamente dai residenti di Colleranesco .Le funzione del centro sono quelle di vigilare sull'intera area e fare educazione ambientale sulle tematiche proprie della zona riqualificata:acqua aria e suolo rapportati al benessere dell'uono e dela natura   

 

24 febbraio 2019  Stefania Gentile

buonasera,
uno dei miei tanti " sogni " per Giuianova sarebbe  quello di rivalutare
la salita del Monte Grappa, unione tra paese e lido, mai sfruttata a
dovere.
Abbiamo quel lavatoio che deve, dico deve secondo me, essere evidenziato
ed integrato in manifestazioni culturali che facciano risaltare la nostra
storia cittadina ancora poco consciuta  anche dai giuliesi stessi.
Ho immagini lungo la salita, delle cosiddette " pingiare ", ricoveri di
fango e paglia, con appesi fuori a far seccare " li lazzaritte" e le
trecce di aglio dei contadini di quella che sarebbe diventata poi la Zona
degli Orti.
Semplici e  brevi rappresentazioni od anche racconti,poesie dialettali,
canzoni ecc. integrati con immagini potrebbero attirare i cittadini e i
turisti la stessa distilleria Orsini potrebbe essere inserita in questo
progetto.

 

 
25 febbraio 2019 Fabio di Dionisio
 
Dal programma : ….“Noi pensiamo che la città sia la casa di una comunità, … ”Dal programma : ….“Noi pensiamo che la città sia la casa di una comunità, … ”… anche la comunità giuliese andrebbe ricostruita e rinnovata, come le sue piazze e i suoi monumenti. A Giulianova c’è bisogno di ritrovarsi comunità, di riavviare sinergie, di riprendere un confronto costruttivo sui percorsi e le opportunità che possono prospettarsi per un territorio così particolare e pieno di potenzialità. E’ necessario recuperare fiducia in quello che Giulianova può rappresentare in Abruzzo e sull’Adriatico, aspirare ad un futuro decisamente più luminoso e significativo: questo lo si può fare solo insieme, solo risvegliando una coscienza comune che indirizzi e sproni tutti i cittadini, ciascuno nelle sue facoltà e intuizioni, a contribuire alla costruzione di un cammino che riporti Giulianova ad essere punto di riferimento per una cittadinanza attiva, partecipe e capace di creare benessere e bellezza.Sono tante le esperienze associative e di volontariato, in tutti gli ambiti della vita cittadina, che già esprimono questa cura verso il proprio territorio e le persone che lo abitano: queste vanno valorizzate, sostenute e supportate dall’amministrazione pubblica, che deve vedere in esse l’opportunità di generare, nella prossimità ai problemi e alle situazioni più complesse, buone pratiche, servizi fruibili e di eccellenza, occasioni di formazione, accompagnamento, vicinanza alle difficoltà di ciascuno: un benessere che sia per tutta la comunità e da tutta la comunità cittadina perseguito, costruito e favorito.Una comunità cittadina coesa e laboriosa, rende la città accogliente: per tutti gli abitanti, per i turisti, ma anche per chi è più in difficoltà e per chi, anche suo malgrado, incidentalmente trascorre un periodo del suo tempo in questo territorio. Una città accogliente e viva è una città sicura, perché non abbandona cose e persone al loro destino, ma si occupa e preoccupa anche delle marginalità e delle difficoltaUna città viva è accogliente è infine anche una città educante. Una città che, dalla buona pratica di una amministrazione efficiente e attenta alle scelte politiche e culturali, dalla qualità dei suoi servizi, fino alle dinamiche di crescita e di sviluppo, è attenta alla formazione e alla crescita dei suoi cittadini, in particolare delle giovani generazioni. Gli atti amministrativi, le scelte di campo e lo “stile” di una amministrazione diventano strumenti per una “educazione civica” operata sul campo, nell’ottica di una promozione sociale e partecipativa che sia espressione vera e viva della cittadinanza e che risponda ai reali bisogni di tutti, a tutti i livelli. 


TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE Dare risalto al ruolo dei comitati di quartiere ormai avviato 
OPERE PUBBLICHE Area parco Annunziata, valorizzazione ed estensione (NOTA: ci sono margini per la rimozione/spostamento del depuratore in altra area più a monte?)
MOBILITÀ SOSTENIBILEBICIPLAN (esistente e mai adottato a Giulianova?)Mobilità scolastica:Pedibus (coinvolgimento di Andiamo a Camminare)Bicibus (già praticato, da sviluppare e valorizzare)Proposte su gestione trasporto già avviatoECONOMIA SOSTENIBILE LOCALESpostare il punto “Agricoltura” più indietro?
BENESSERE SOCIALE (welfare locale)Politiche giovanili: l’Abruzzo è la sesta regione d’Italia nella triste classifica dell’indice di Povertà Educativa, che rappresenta la possibilità che ogni nostro ragazzo ha di costruirsi gli strumenti che gli permetteranno di affrontare in maniera dignitosa la propria crescita e il proprio futuro. E’ indispensabile intervenire in tal senso per incidere nel tessuto sociale della nostra città e attivare tutte quelle buone pratiche e scelte strategiche che possano fornire a ciascuno la possibilità di una crescita resiliente e consapevole. La programmazione e gestione delle iniziative in tal senso può appoggiarsi alla fruizione degli appositi fondi messi a disposizione dal 2016 e riconfermati per il prossimo triennio nell’ultima legge di bilancio.Proposta annuale, mediata dalle scuole, di due mesi di volontariato come esperienza formativa. (recupero del progetto “Aprire gli occhi, liberare la felicità” portato avanti per anni dal Forum delle associazioni prima e dalla consulta poi)
Istituzione dell’albo delle associazioni giuliesi: Associazionismo e Terzo settore: l’associazionismo a Giulianova rappresenta senza dubbio un punto di forza estremamente significativo rispetto al quale è indispensabile attuare politiche di supporto e valorizzazione. Forti delle esperienze già maturate nel corso degli anni passati è necessario mettere in rete le associazioni, fornendo gli opportuni strumenti e mezzi per realizzare i progetti e le iniziative; (NOTA: la particolare attenzione alle sedi a mio avviso non è prioritaria sebbene probabilmente elettoralmente funzionale); dettagliare inoltre le possibili sinergie con associazioni con finalità educative, formative, sportive, di volontariato…supporto e collaborazione con chi già lavora in maniera efficaceReddito di cittadinanza: Supporto (secondo le modalità indicate, ma anche predisponendo specifici uffici) alla fruizione del reddito di cittadinanza e pianificazione dell’utilizzo delle ore di pubblica utilità da parte di chi lo riceverà;
Polisportiva Amicacci: eccellenza che deve “espatriare” fuori giulianova per le proprie attività (stanno facendo progetti in tutta la provincia)Valorizzazione di tutte le eccellenze sportive
16 marzo 2019 Grazia e Chiara Ettorre

IL CITTADINO GOVERNANTE

PROGRAMMA ELEZIONI 2014

Il nostro impegno politico a livello istituzionale è dovuto ad almeno tre buoni motivi, validi nel 2009 e - dopo il malgoverno degli ultimi cinque anni - ancor più validi oggi:

  1. Le condizioni non esaltanti in cui da tempo versa la nostra città ormai caratterizzata da:
  • maltrattamento del territorio determinato dall’affermazione di un modello urbanistico invivibile e lesivo delle nostre bellezze paesaggistiche e della nostra sicurezza idrogeologica;
  • assenza di una seria riflessione sulle attività economiche da promuovere e sostenere nel rispetto delle vocazioni cittadine;
  • riduzione e penalizzazione dei servizi sociali e sanitari;
  • crollo delle attività culturali di livello e scarso rispetto nei confronti dei beni culturali giuliesi;
  • mancanza di adeguata attenzione al delicato mondo dei giovani;
  • uso poco razionale delle finanze comunali con eccessivo indebitamento e frequenti cattivi risultati nelle opere pubbliche;
  • disinteresse nei confronti del patrimonio pubblico di maggiore pregio;
  • appannamento della trasparenza e della correttezza amministrativa.

  1. Una classe dirigente cittadina che, tranne rare eccezioni, da quasi vent’anni si mostra inadeguata e generalmente accomunata, nonostante l’avvicendamento di schieramenti diversi, da una sostanziale omogeneità programmatica poco sensibile ai beni comuni e molto interessata alla carriera politica e al “comandare” occupando poltrone.

  1. I diritti di cittadinanza calpestati. A Giulianova troppe cose continuano a rimanere un sogno. Vogliamo una città bella, pulita, efficiente, funzionale, vivibile, coesa, civile, sicura, attenta al bisogno di “senso”; una città intesa come Bene comune, come casa di tutti e di cui tutti possano essere orgogliosi. Una città nella quale siano integralmente garantite: l’onestà, la legalità, la correttezza e la trasparenza amministrativa, la partecipazione democratica, la competenza, l’efficienza e, ancora, il senso dello stato e la cura degli interessi generali, il risveglio economico e occupazionale, il rispetto dell’ambiente, la vivibilità e la bellezza cittadine, la cultura, la solidarietà. ( troppi aggettivi, ridondante)

È necessario, quindi, il cambiamento.

Perché emerga una nuova classe dirigente onesta, competente, sinceramente democratica e realmente attenta al bene comune. È necessario uno scossone alla vita politica giuliese che ci affranchi dal malgoverno patito negli ultimi quattro mandati nei quali si sono avvicendati donne e uomini dei diversi schieramenti molti dei quali oggi si ripropongono - magari nell’opposta collocazione politica - come se nulla di tutto il negativo che osserviamo in città possa essere imputato a loro.

Noi pensiamo ad un programma moderno per la nostra città: un programma che abbia sullo sfondo una città ancorata saldamente alle novità che emergono negli ambiti più colti e lungimiranti della cultura politica nazionale e internazionale e in primo piano, nei prossimi cinque anni, gli obiettivi possibili da realizzare, coerenti con le opzioni di fondo a cui deve tendere la città se vuole aspirare a prospettive migliori anche per le future generazioni giuliesi.

Ecco perché già dal 2009 Il Cittadino Governante ha deciso di aggiungere alle numerose attività svolte negli anni, anche la promozione di una lista civile che si è presentata alle scorse elezioni comunali ed è diventata la terza forza politica di Giulianova. Gli ultimi 5 anni trascorsi all’opposizione sono stati anni di impegno, critica costruttiva e proposta - nel rispetto del consenso avuto e del ruolo che l’opposizione deve svolgere - ma anche anni di crescita del radicamento nella comunità locale. Oggi la candidatura a sindaco di Franco Arboretti, ha l’appoggio di due liste civili: Il Cittadino Governante per Cambiare e Per Giulianova Franco Arboretti Sindaco. Ambedue sono costituite da una pluralità di voci animate da passione civile, moralità ed amore per Giulianova che intendono proporre all’intero elettorato giuliese, sulla base di un programma profondamente innovativo, un reale cambiamento nella vita pubblica locale.

UNA NUOVA IDEA DI CITTÀ

Noi pensiamo che la città sia la casa di una comunità, sia cioè un bene di fondamentale importanza che tutti gli abitanti condividono. Per questo riteniamo la nostra città, Giulianova, un Bene comune che si aggiunge ai beni privati di ogni cittadino o famiglia.

È naturale quindi occuparsene e concepirla come una città vivibile, in cui siano ben presenti i diritti di cittadinanza (ambiente tutelato, casa, lavoro, istruzione e cultura, servizi sociali e sanità, spazi pubblici, opportunità qualificate nel tempo libero, trasparenza amministrativa, informazione obiettiva, partecipazione democratica) e un'alta qualità della vita.

Le prossime elezioni comunalidovranno avere al centro soprattutto questi temi perché si volti pagina in una città purtroppo a lungo maltrattata, in cui troppo spesso tutto questo è stato negato. In questo tempo di grave crisi planetaria che mostra i suoi effetti in campo ambientale, economico, finanziario, nel rapporto fra stati e nel rapporto fra istituzioni e cittadini, occorre produrre profondi cambiamenti che non possono non interessare anche le realtà urbane. Ecco perché le cose da fare nella nostra città nei prossimi cinque anni vanno pensate con una consapevolezza piena delle problematiche contemporanee e con l’individuazione di idee-forza che abbiano il respiro del futuro ma capaci di prime concrete realizzazioni nel presente.

Economia sostenibile, bioedilizia, quartieri ecologici, (Ci sono inventivi per chicostruisce in bioedilizia, vedere fondi regionali o europei) rispetto del paesaggio e dei beni culturali, mobilità sostenibile, risparmio energetico, energia rinnovabile, agricoltura biologica locale, alimentazione sana, rifiuti zero, riduzione degli inquinamenti, spazi pubblici (piazze, parchi, giardini, campi da gioco), strutture e servizi (per il sociale, la sanità, l’istruzione, la cultura e lo spettacolo), sono temi cruciali, a cui dare soluzioni adeguate, per una città che voglia essere a misura d’uomo, di cui essere orgogliosi e da trasmettere, con la coscienza a posto, alle future generazioni di giuliesi.

Un progetto ed un impegno di tale portata richiede il contributo di tutti: amministratori e cittadini, imprenditori e lavoratori, giovani e anziani, uomini e donne, giuliesi e non, ognuno con i propri diritti ed i propri doveri, uniti da un comune e gratificante obiettivo: una città in cui per tutti ci siano opportunità civili (a partire dal lavoro e dalla casa), relazioni interpersonali significative e solidali, e in cui sia per tutti piacevole vivere.

TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE

La democrazia si amplia e si rafforza promuovendo la partecipazione, la crescita civile, culturale e politica di tutti i cittadini.

Tutto ciò aiuterebbe a rendere il rapporto fra governanti e governati un circolo virtuoso capace di generare interscambio e continua linfa vitale all’interno della comunità in termini di capacità di governo e di cittadinanza attiva.

In democrazia la partecipazione è un diritto fondamentale ed è tanto più efficace quanto più la si esercita con consapevolezza, competenza, cognizione di causa e con coraggio civile.

Ogni cittadino (governato) è un potenziale amministratore (governante), ed è decisivo interessarsi ai fatti della propria città, documentarsi, approfondire, prepararsi, proporre. Nella vita pubblica i cittadini hanno il diritto-dovere di esercitare la critica (purché ben argomentata), di presentare proposte, di esprimere bisogni, di difendere i beni comuni. ( coinvolgere i comitati di quartiere)

Il rapporto governanti-governati, a tutti i livelli, purtroppo non è ottimale. Continua, infatti, ad aumentare la sfiducia della società civile nei confronti delle istituzioni e dei partiti in particolare. È necessario, anche nella nostra città, riannodare i fili spezzati tra la cittadinanza e gli amministratori.

Per raggiungere questo obiettivo proponiamo una serie di strumenti (innovativi o migliorativi di quelli esistenti) tesi da una parte a conferire la maggiore trasparenza possibile all’attività amministrativa, dall’altra a favorire la partecipazione consapevole di tutti cittadini:

  1. Codice Etico. Definizione dinorme etiche e di comportamento che si ritiene debbano appartenere alla condotta di ogni eletto e di ogni amministratore nell’espletamento delle loro funzioni.  
  2. Anagrafe pubblica degli eletti. Va migliorata quella esistente per dare piena pubblicità alla vita istituzionale comunale con particolare riferimento alle informazioni riguardanti i consiglieri ed in maniera particolare tutti gli amministratori: situazione patrimoniale all’inizio e alla fine del mandato, denuncia annuale dei redditi, partecipazioni societarie, indennità percepite; operato nelle istituzioni in termini di impegno, presenza, iniziative assunte, posizioni espresse. Il facile accesso a tutti questi dati renderebbe il Comune una vera casa di vetro e farebbe conseguire due importanti risultati: la corretta valutazione dell’attività degli eletti e la creazione delle migliori condizioni perché la vita pubblica si svolga in maniera corretta e morale in quanto i cittadini attraverso la conoscenza sarebbero in grado di vigilare e controllare i propri rappresentanti nelle istituzioni. Circa la trasparenza ciò che più conta è soprattutto la volontà di rendere trasparente, cioè facilmente conoscibile, tutta la vita istituzionale: dai comportamenti dei governanti alle scelte amministrative contenute nelle Delibere di Giunta, nelle Delibere di Consiglio e nelle Determine dei Dirigenti. Il Portale del Comune andrebbe reso più completo sotto questo profilo. Andrebbe, inoltre, facilitata la sua consultazione, attualmente abbastanza farraginosa.( Il portale del comune andrebbe reso più facile da consultare e molti documenti e domande rese possibili tramite portale)
  3. Bilancio partecipativo. I cittadini, a partire dai Comitati di Quartiere, vanno coinvolti nelle scelte contenute nel Bilancio comunale che deve essere redatto, per questo motivo, anche in maniera semplice e facilmente comprensibile a tutti, spiegando come si vogliono impiegare le risorse pubbliche, quali progetti si sono realizzati e con quali risultati. Il bilancio partecipativo è uno strumento propedeutico e di supporto alla predisposizione del bilancio annuale di previsione, e rappresenta inoltre uno strumento di ascolto, relazione e comunicazione, perché permette ai cittadini di presentare le loro necessità ed esporre le problematiche locali, di valutare le spese previste nel bilancio e l’operato dell’ente, di indirizzare le scelte dell’amministrazione sugli interventi pubblici da realizzare o i servizi da implementare o migliorare.
    Possono cioè partecipare alla previsione di investimento, influenzare le scelte e priorità politiche e quindi “decidere” attivamente le politiche future.
    Il bilancio partecipativo è anche uno strumento di rendicontazione sociale perché prevede momenti e materiale di informazione rivolti alla cittadinanza, riguardanti l’operato dell’ente, gli investimenti fatti e gli interventi previsti.
  4. Ufficio dei diritti dei cittadini. Servizio comunale da ubicare al piano terra, facilmente accessibile e con personale preposto a rendere semplice il rapporto dei cittadini con l’intera macchina amministrativa, in particolare quando essi “si perdono” nei meandri burocratici o lamentano diritti palesemente negati. Il personale incaricato avrà il compito di ricevere suggerimenti, reclami, critiche costruttive e di fornire informazioni, spiegazioni, atti per garantire la massima trasparenza come previsto dalla Legge 241. Per il servizio va istituito anche un numero verde. Ma anche un sito sul portale
  5. Difensore civico. Figura di garanzia con il compito di creare un “ponte” tra cittadini e Amministrazione comunale.
  6. Comitati di quartiere. La loro istituzione è stato un fatto positivo ma, alla luce dei primi risultati, con alcune luci e molte ombre, vanno rivisti gli aspetti organizzativi nel senso della semplificazione e del conferimento di una reale autonomia agli organismi democratici eletti. Vanno inoltre forniti tutti gli elementi per una partecipazione consapevole, a partire dal coinvolgimento sui temi del bilancio comunale (Bilancio Partecipativo) e della gestione del territorio (avviando esperienze di Urbanistica Partecipata).( il regolamento è buono quello che va rivisto è il serio coinvolgimento dei comitati di quartiere nelle scelte che riguardano il bene comune, i progetti vanno fatti conoscere prima e non a cose fatte) Moto opportuno che almeno una volta al mese si indicessero assemblee pubbliche fra cittadini e amministrazione per relazionare su cose fatte e da fare.
  7. Consigli comunali dei giovani e degli adolescenti. Assemblee a cui conferire la possibilità di elaborare e poi proporre idee e progetti all’Amministrazione comunale. Creare un filo diretto tra il complesso mondo giovanile (con i suoi desideri, la sua problematicità e la sua capacità innovativa) e le istituzioni sarebbe un fatto molto importante. Si tratterebbe in fondo di una sorta di educazione civica praticata sul campo che, da una parte potrebbe fornire preziose indicazioni agli amministratori in merito alle scelte da effettuare, e dall’altra potrebbe contribuire a sviluppare nei giovani senso civico, attaccamento alla cosa pubblica e consapevolezza delle oggettive difficoltà che talvolta esistono nell’attività amministrativa. Educazione civica nelle scuole
  8. Forum tematici. Periodiche assemblee pubbliche su temi di rilevante importanza per la città e la comunità.

MACCHINA AMMINISTRATIVA

Il Comune è un ente complesso con un ruolo fondamentale per il raggiungimento pieno degli obiettivi che l’Amministrazione si prefigge. Lo strumento operativo è la macchina amministrativa comunale che deve essere organizzata, competente, efficiente. La macchina amministrativa deve sviluppare al massimo, a partire dai suoi dirigenti, le capacità ideative ed organizzative per coordinare al meglio la rete dei servizi pubblici; deve inoltre servirsi costantemente della programmazione per impiegare razionalmente ed efficacemente personale, mezzi e risorse.

Particolare attenzione va rivolta alla creazione di un buon clima nei rapporti interpersonali tra amministratori e personale amministrativo, improntato sul rispetto reciproco e sulla ricerca di una feconda collaborazione fondata sui principi dei diritti e dei doveri e sulla meritocrazia. Va rinvigorito il sentimento di orgoglio di tutto il personale comunale che è artefice del buon funzionamento dei servizi pubblici, tutti importanti e delicati per l’intera comunità cittadina. I dirigenti, cui è affidato il compito della gestione, vanno valorizzati al massimo nella loro professionalità e rispettati nella loro autonomia, prevista dalla legge, ma nel contempo vanno incentivati ad assumere pienamente la responsabilità di essere capaci, zelanti, aggiornati e produttivi. Va ricercata la valorizzazione di tutti i dipendenti favorendo la loro maggiore qualificazione possibile tramite l’aggiornamento.

Vanno introdotti nuovi uffici quali:

  1. Ufficio Cerca-Finanziamenti, dotato di personale qualificato con il compito di effettuare continuamente ricerche nella legislazione europea, nazionale e regionale, di finanziamenti, risorse, agevolazioni, incentivi che possano accrescere, con richieste ben fatte, gli introiti comunali.
  2. Ufficio Manutenzione, preposto esclusivamente alla manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio comunale (vedi capitolo specifico).
  3. Ufficio della Sostenibilità, grazie al quale sarà possibile una continua elaborazione capace di incidere progressivamente nel tempo su tutti gli aspetti che configurano una città sostenibile. Sarà naturalmente in collegamento con il Laboratorio della Sostenibilità in campo economico, con il movimento dei comuni di Agenda 21, con il Centro di Educazione Ambientale.
  4. Ufficio per la Promozione di Giulianova, in campo turistico, economico, culturale.
  5. Ufficio per la Trasparenza, che sarà preposto alla creazione e all’ aggiornamento continuo del Portale del Comune. In esso dovranno confluire tutte le informazioni inerenti le Delibere Consiliari e di Giunta, le Determine Dirigenziali, il Bilancio Comunale, l’attività urbanistica, l’anagrafe pubblica degli eletti etc.

Saranno attivate, quando necessarie, consulenze di figure specializzate quali botanici, paesaggisti, storici dell’arte, esperti del restauro, ingegneri dell’ambiente, esperti di mobilità urbana, esperti in economia sostenibile, nella consapevolezza che i saperi sono decisivi, se coinvolti, nella creazione di una città che voglia rispettare e valorizzare le proprie peculiarità per garantirsi un futuro di città sempre più bella, funzionale ed operosa. Al momento dell’assegnazione di nuovi incarichi a professionisti per consulenze si seguirà il criterio della rotazione utilizzando gli elenchi dei vari Ordini professionali, coinvolgendo il più possibile i giovani.

BILANCIO COMUNALE

Il Bilancio comunale dovrà essere uno strategico momento di riflessione da porre alla base di tutta l’attività amministrativa. Sarà perseguita una rigorosa, ma non vessatoria, politica delle entrate che comporti la possibilità anche di diminuire tasse e tributi comunali all’insegna del “pagare tutti per pagare meno”. La politica delle uscite sarà improntata ad un uso oculato delle risorse facendo le spese possibili, compatibili con la situazione finanziaria del Comune, meditando, responsabilmente, su una scala di priorità tra le cose da fare. Sarà fatto ogni sforzo per ridurre le spese inutili e per rendere, salvaguardando la qualità, gli acquisti più vantaggiosi. Si cercherà di ridurre la cospicua spesa per i consumi di energia elettrica puntando all’autosufficienza energetica di tutti gli edifici e della pubblica illuminazione attraverso la progressiva realizzazione di impianti a basso consumo alimentati da fonti rinnovabili. Si terrà conto dei principi della finanza etica nelle selezioni delle offerte relative al bando di gara per l'affidamento dei servizi di gestione della tesoreria comunale e nel relativo schema di convenzione.

Massima attenzione verrà posta affinché tutti i cittadini possano essere messi a conoscenza dei contenuti del bilancio attraverso la redazione del Bilancio Partecipativo, come detto nel capitolo specifico, che progressivamente dovrà rendere la definizione del bilancio un appuntamento sempre più partecipato, nel quale i cittadini possono segnalare bisogni ma nel contempo acquisire anche consapevolezza delle difficoltà oggettive, quando esistono, in cui si trova il Comune.

Va riconsiderata l’esistenza della società “Giulianova Patrimonio” sia alla luce della recente decisione del governo di ridurre drasticamente le partecipate degli enti locali sia perché si è creato una sorta di doppio bilancio comunale. Uno ufficiale che deve rispettare le leggi di spesa, l’altro usato come espediente per spendere oltre il consentito, di fatto però indebitando irresponsabilmente il Comune.

LAVORI PUBBLICI

(Manutenzione e Opere pubbliche)

Quello delle opere pubbliche e dei lavori pubblici in generale, purtroppo, per Giulianova è un nervo scoperto da troppo tempo. La città, pur spendendo molto subisce da troppi anni ormai le conseguenze di scelte sbagliate: manutenzione inesistente o quasi, opere pubbliche spesso inutili, quando non dannose o malfatte, mentre altre che sarebbero necessarie per far compiere un salto si qualità alla città non sono state (e non sono) presenti nemmeno nelle intenzioni degli amministratori degli ultimi 20 anni.

Noi riteniamo che il nostro Comune, da subito, debba muoversi all’interno di un orizzonte di questo tipo: da una parte riservare molta attenzione alla Manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio pubblico; dall’altra porsi di fronte al tema delle Opere Pubbliche con atteggiamento razionale ed innovativo.

MANUTENZIONE

Avere una città pulita e funzionale è un diritto dei cittadini. La città va curata costantemente. La cultura della manutenzione è la nuova frontiera nel campo della gestione del patrimonio pubblico. Giulianova ha un grande patrimonio in termini di edifici, scuole, palestre e impianti sportivi, verde pubblico, pubblica illuminazione, strade, rete fognante, automezzi etc. È assolutamente necessario quindi organizzare in maniera più razionale il settore della manutenzione, potenziandolo e finanziandolo adeguatamente. Programmare annualmente la manutenzione ordinaria e straordinaria con adeguati stanziamenti in bilancio deve diventare la regola introducendo i seguenti aspetti innovativi:

  1. Creazione di un Ufficio Manutenzione, preposto esclusivamente e quotidianamente alla manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio comunale con responsabili qualificati ed équipes adeguate per consistenza e competenza.
  2. Individuazione di un tecnico con il compito di seguire costantemente i cantieri pubblici e quelli privati che coinvolgono gli spazi pubblici. L’intervento sui luoghi interessati deve essere quotidiano per: evitare le lungaggini, garantire la buona esecuzione dei lavori, e verificare - alla riconsegna dei lavori pubblici o delle aree pubbliche concesse temporaneamente - se le opere sono state eseguite a regola d’arte o se le aree pubbliche concesse vengono riconsegnate in condizione ottimali.
  3. Utilizzo della piattaforma ‘Comuni-Chiamo’, un servizio che permette ai cittadini di segnalare in tempo reale al proprio Comune qualsiasi problematica riscontrata sul territorio consentendo un pronto intervento: nella pratica il cittadino diventa l’occhio vigile della pubblica amministrazione. Per fare questo la piattaforma comunica con diverse applicazioni: si può interagire direttamente da PC o da smartphone, per telefono o via mail, oppure recandosi all’ Ufficio dei diritti dei cittadini del comune.
  4. Pronta reperibilità della squadra per l’emergenza (specialmente per evitare gli allagamenti estivi).
  5. Attenzione particolare va dedicata alla cura del Verde urbano con l’introduzione di nuove figure professionali esperte in botanica e nel giardinaggio per rendere la squadra del verde sempre più qualificata nella sua attività.

Attuare un piano d’emergenza con la protezione civile e la croce rossa

OPERE PUBBLICHE

Occorre un atteggiamento amministrativo nuovo che riesca ad ottenere più risorse con un’efficace azione di ricerca delle stesse e che poi le faccia utilizzare al meglio con razionalità e creatività. Vanno finalmente terminate le incompiute evitando di crearne di nuove. Per quanto riguarda le nuove opere pubbliche vanno progettate e realizzate - con senso di responsabilità finanziaria e secondo una scala di priorità - quelle capaci di rendere moderna, sostenibile, smart e sempre più vivibile la nostra città.

Opere pubbliche incompiute o da riconvertire:

  1. Mercato Coperto di Piazza Dalla Chiesa: riconversione della struttura in Mercato per i prodotti agricoli locali (piano terra) e “Cittadella creativa” (nei due piani superiori) con spazi e servizi da destinare ai giovani. Chi gestisce lo spazio? Fare un sondaggio tra i cittadini per sapere cosa ci vorrebbero
  2. Kursaal: completamento e definizione delle funzioni culturali e turistiche. È in atto la ristrutturazione tramite Giulianova Patrimonio)
  3. Sottobelvedere: completamento con sistemazione polifunzionale (Auditorium etc.) dell’ampio locale centrale.
  4. Palazzo Bindi: ampliamento e completamento della Pinacoteca civica per esporre tutta la collezione della Scuola di Posillipo
  5. Restauro del Torrione di Porta Napoli adibendolo a spazio espositivo.
  6. Sistemazione definitiva del museo della Civiltà Contadina nel lascito Cerulli.

Nuove Opere Pubbliche:

La scala delle priorità delle nuove Opere Pubbliche va definita dopo un’attenta ricognizione su tutto il territorio comunale per individuare le problematiche e le necessità esistenti. Le problematiche della sicurezza del territorio (rischio idrogeologico, argini dei fiumi, canali a mare da convogliare in collettori paralleli all’arenile e da riservare solo alle acque piovane, sottopassi), quelle legate agli aspetti igienico-sanitari, ai servizi fondamentali (rete del gas metano etc.) e alle infrastrutture per la mobilità sostenibile (marciapiedi, piste ciclabili, viabilità, parcheggi di scambio) dovrebbero avere la priorità assoluta. Inoltre, progressivamente nel tempo, in base alle disponibilità finanziarie del Comune, riteniamo che la realizzazione delle opere pubbliche seguenti possa qualificare di molto la città, aumentandone anche l’attrattività turistica:

  1. Vasta area pedonale e ciclabile immersa nel verde, di alto valore estetico e funzionale con un progetto che ridisegni e valorizzi l’area cruciale del Lido che comprende il lato est del lungomare centrale, piazza Dalmazia e le aree circostanti. Tale nuovo assetto prevederebbe: la chiusura della carreggiata est del lungomare monumentale ed il doppio senso sulla carreggiata ovest; la riapertura delle vedute panoramiche sul porto, sull’arenile e sul mare, ricollocando le costruzioni che recentemente hanno seriamente compromesso l’immagine complessiva del Lungomare centrale fino all’imbocco del molo Nord; l’allargamento del marciapiede Est a Sud di piazza del Mare, per raggiungere la stessa larghezza esistente nel tratto iniziale con il risultato di ottenere, in economia, un marciapiede fino all’ingresso del molo sud che si configuri come una vera passeggiata degna di un lungomare, in grado di raccordarsi con il tratto già realizzato del Lungomare Spalato. Tutta l’area così riorganizzata area andrebbe ad aggiungersi al già bel Lungomare monumentale e ad alle caratteristiche passeggiate sul porto e potrebbe ospitare nuovi chioschi e nuove attività a supporto del turismo: si intuisce quale stupendo e vivibile spazio urbano potrebbe risultarne nel cuore del Lido e quanto sarebbe importante sotto il profilo turistico ( i commercianti si ribellerebbero perché verrebbe a mancare il passeggio in via N Sauro e Viale Orsini) proporrei un sondaggio per chiedere l’isola pedonale in centro piuttosto che al lungomare)
  2. Parco urbano nell’area del cosiddetto “Cannocchiale verde” tra il lungomare Rodi e via Trieste.
  3. Arricchimento botanico dei Lungomari (alberi, siepi, fiori) affidandone la progettazione specifica ad architetti del paesaggio e botanici, con l’obiettivo di creare una passeggiata amena e di eliminare l’invasione della sabbia sul marciapiede o sulla carreggiata.
  4. Realizzazione di un’Arena estiva attrezzata per spettacoli dal vivo all’interno del parco Chico Mendes. Essa potrebbe anche essere noleggiata con ricadute positive sulla vivacità estiva della città e sulle casse comunali.
  5. La pista ciclabile sul lungomare può essere migliorata senza grandi spese: realizzandola su parte della carreggiata esistente, sia a Nord (con studiati sensi unici) che nella parte centrale. In tal modo si eviterebbe la rischiosa promiscuità di pedoni e ciclisti sul marciapiede Est. Perché non prevedere una pista ciclabile lungo il fiume Tordino
  6. Riqualificazione e rivitalizzazione di tutto il Centro storico con individuazione e realizzazione dei parcheggi esterni al Centro storico (vedi capitolo specifico)
  7. Nuovo Belvedere al termine di viale dallo Splendore.
  8. Passeggiata panoramica (anche ciclabile) in via dei Covoni.
  9. Riqualificazione di Piazza Dalla Chiesa per farne la cerniera fra il Lido ed il centro storico attraverso la valorizzazione dei percorsi pedonali collinari di via delle Fontanelle e Salita Montegrappa.
  10. Riqualificazione di tutti gli ingressi della città: nord (compresa via Mantova) e sud della Statale 16 e ovest da via Cupa.
  11. Rotonda sulla SS 80 all’altezza dell’ingresso alla zona artigianale-industriale di Colleranesco per ridurre la velocità nell’attraversamento di Colleranesco e per facilitare l’entrata e l’uscita dalla zona artigianale.
  12. Riqualificazione della zona artigianale ed industriale di Colleranesco.
  13. Parcheggi periferici di scambio al Lido per favorire la mobilità sostenibile.
  14. Piste ciclabili, isole pedonali, marciapiedi alberati ovunque possibile.
  15. Campi e piattaforme per il gioco di quartiere e di isolato (a partire dalle aree abbandonate di proprietà comunale come ad esempio quelle ad ovest di viale Orsini, nei pressi del Centro sportivo).
  16. Manti erbosi sintetici sia al campo Castrum (da ristrutturare) FATTO sia allo stadio Fadini per il suo pieno utilizzo, tutti i giorni.
  17. Marciapiede sulla strada panoramica di via Veneto.
  18. Teatro e Palazzetto polifunzionale: obiettivi di medio termine (fondamentali per far compiere un salto di qualità alla città) da programmare e su cui lavorare per individuare le vie del finanziamento.
  19. Tendere all’autosufficienza energetica del Comune per conseguire nel tempo un notevole risparmio in termini economici, tramite progressivamente:
    • adeguamenti strutturali dei propri edifici finalizzati al risparmio energetico;
    • installazione di pannelli fotovoltaici (o altre fonti rinnovabili) negli edifici e negli impianti comunali per la produzione di energia;
    • utilizzazione di tecnologie a basso consumo negli impianti di illuminazione pubblica. Progetto Paride ma le video camer promesse dove sono?
  1. La chiusura della sede distaccata del Tribunale ha reso libero l'immobile sito in via Cerulli, disponibile per altre funzioni. Andrà valutata la possibilità di trasferire la Scuola Elementare De Amicis nell’ex Tribunale (dopo adeguata ristrutturazione) ed il Municipio nella sede attuale della Scuola De Amicis. L’attuale sede comunale potrebbe essere destinata ad altre funzioni pubbliche nel campo della cultura. L’operazione procurerebbe molti vantaggi: sede più adeguata per la scuola accanto ad un parco pubblico; sede di prestigio e molto capiente per il Comune; nuovi spazi per la cultura nel centro storico. Polo Scolastico in itinere

CENTRO STORICO

Giulianova possiede, col suo centro storico, un bene culturale che andrebbe correttamente restaurato e pienamente valorizzato.

Nella Carta di Gubbio (la dichiarazione dei principi sulla salvaguardia e sul risanamento dei centri storici risalente al 1960), che il grande urbanista Leonardo Benevolo considera ancora adesso un vanto per l’architettura italiana, la città storica viene definita come un “organismo urbano unitario cui va riconosciuta la qualità di bene culturale”ed in essa sono contenuti i principi per tutelare i centri storici nella loro interezza (strade, allineamenti degli edifici, materiali costruttivi).

Il tema della rivitalizzazione del centro storico è uno degli obiettivi strategici nel programma di governo della città. Un centro storico vivo e vitale, interessante da visitare, aiuterebbe tutto il resto della città e contribuirebbe ad accrescerne la vocazione turistica.

Occorre, quindi, innanzitutto un corretto progetto complessivo di restauro elaborato da un’équipe di esperti (urbanista, storico, storico dell’arte, esperto del restauro, architetto) che guidi in modo armonico i singoli interventi pubblici e privati come si è fatto in passato per le facciate con il Piano del Colore.

Rilanciare il centro storico significa, poi, farlo vivere. Questo accadrà se torneranno ad abitarci molte persone; in sostanza occorre puntare al pieno e contestuale utilizzo di tutti gli edifici esistenti ristrutturandoli. A tal fine è necessario un incisivo Piano coordinato dal Comune che, accanto agli aspetti urbanistici e culturali, curi anche quelli economici, finanziari, dei lavori pubblici, della sicurezza e dell’igiene pubblica. Un piano che lanci questo messaggio: abitare e lavorare in centro storico è interessante e conveniente. Esso deve prevedere forti incentivi e altre condizioni allettanti in grado di attrarre, anche grazie ad alcuni vantaggi, un cospicuo arrivo di nuovi residenti in un breve arco temporale e la contestuale apertura di negozi, di botteghe artigiane e d’arte, di servizi e di strutture per la ricettività (tra cui l’albergo diffuso). Determinanti saranno anche: l’elaborazione di un organico e meditato piano delle opere pubbliche necessarie, nel rispetto delle caratteristiche storico-architettoniche presenti; il completamento delle ristrutturazioni di tutti gli edifici per la cultura ridando, contemporaneamente, nuovo smalto a tutti i beni culturali in esso esistenti; la realizzazione di strategici parcheggi limitrofi e l’allestimento di un rapido collegamento tra il centro del Lido ed il centro del Paese per poter poi liberare dal traffico automobilistico almeno parte del centro storico senza contraccolpi per il commercio e con il consenso di tutti; la programmazione di iniziative culturali e ricreative di qualità da ospitare nel suo scenario di piazze, in grado di esercitare anche un forte richiamo turistico.

Tra le tante iniziative da mettere in campo sarà decisivo:

  • Esercitare un’azione diplomatica su tutti i proprietari di alloggi e locali per convincerli a partecipare direttamente o indirettamente al piano di rilancio. Incentivi es diminuzione tasse
  • Istituire una nuova linea di trasporto pubblico, con frequenti navette elettriche (passaggi ogni 5-10 min), che colleghi rapidamente il centro del Lido col centro del Paese (stazione, via XXIV maggio, via Vittorio Veneto, via Gramsci, Belvedere, via Bindi, via Piave, via Matteotti, statale Adriatica, stazione).
  • Realizzare un parcheggio a due livelli a sud dello stadio (uno a raso e l’altro interrato).
  • Completamento di Palazzo Bindi (Biblioteca e Pinacoteca) e sua apertura durante tutto l’anno.
  • Completamento del Sottobelvedere con realizzazione di un auditorium e sale espositive.
  • Restauro del Torrione di Porta Napoli e di Palazzo Massei. GIA’ DETTO
  • Manutenzione straordinaria di Casa Cermignani.
  • Sistemazione adeguata delle sculture di Pagliaccetti e della donazione Tentarelli.
  • Puntare progressivamente all’apertura costante della rete museale.
  • Illuminazione del Duomo e degli altri edifici di importanza storico-culturale.
  • Attenzione ai problemi della sicurezza, della pubblica illuminazione, della segnaletica (uso di quella appropriata ai centri storici), della manutenzione e della pulizia delle strade e del traffico (andrebbero da subito eliminate le interminabili code ai semafori dell’incrocio tra via Migliori, via del Popolo e via Cupa, ripristinando solo il giallo lampeggiante)
  • Valutazione con gli esercenti dell’utilità della realizzazione di un ‘centro commerciale naturale’. Per es il centro del lido se isola pedonale con attrezzature anche per bambini

Inoltre pensiamo ad altre azioni che potranno avere ripercussioni positive sul rilancio del centro storico e del Paese quali:

  • Realizzazione di un altro Belvedere alla fine di viale dello Splendore ( a sud del vecchio ospedale) a degna conclusione della bella passeggiata che parte dal Belvedere esistente in piazza della Libertà. Già detto
  • Definizione della destinazione d’uso del vecchio ospedale e azioni per un suo recupero a partire dalla ipotizzata sede per le sculture di Pagliaccetti.
  • Allestimento di una passeggiata panoramica collinare pedonale e ciclabile in via dei Covoni. Già detto
  • Creare le condizioni per il pieno utilizzo, tutti i giorni dello stadio Fadini realizzandovi il manto di erba sintetica.
  • Iniziative volte a far visitare la nostra città, a partire dal centro storico, ai numerosi pellegrini che visitano il Santuario della Madonna dello Splendore. ( percorso religioso

Questi come tanti altri progetti devono, però, discendere dall’aver chiaro un piano unitario che leghi coerentemente gli aspetti urbanistici, le opere pubbliche, le funzioni, le scelte strategiche, le attività e che deve diventare concreto attraverso in programma organico e una sequenza logica delle varie fasi di attuazione. Naturalmente sono decisive, da una parte, l'attivazione di tutte le competenze necessarie, dall'altra la partecipazione di tutti gli abitanti e dei titolari di attività commerciali del centro storico.

URBANISTICA E GESTIONE DEL TERRITORIO

La città ed il suo territorio costituiscono la “casa” di tutti i cittadini.

Quanto più le relazioni fra i viventi (con le proprie attività economiche e non) e l’ambiente rispettano gli equilibri naturali tanto più la città sarà vivibile e sostenibile, cioè in grado di durare nel tempo. Il futuro sarà delle città ecologiche. Ogni città, piccola o grande che sia, dovrebbe sentire il dovere di impegnarsi in tale direzione riprogettando la propria struttura urbanistica con lo scopo di migliorare la qualità della vita dei propri abitanti. Strumento fondamentale è l’urbanistica che non significa metri quadri da costruire o chilometri da asfaltare, ma è l’arte di saper costruire la città pensando al benessere complessivo degli abitanti. Nell’urbanistica di livello confluiscono molti saperi finalizzati ad individuare le migliori risposte al bisogno di organizzazione razionale e sensata del territorio. I più importanti Paesi europei, e quelli più civili nel mondo, la interpellano per realizzare città vivibili e con attività economiche improntate alla sostenibilità.

A Giulianova, di fronte ad una crescita demografica quasi inesistente e ad una densità della popolazione molto alta (oltre 800 abitanti per Kmq.) dovrebbe essere logico rifiutare la spinta alla cementificazione e costruire solo ciò che veramente serve, innanzitutto riqualificando o recuperando aree dismesse o sottoutilizzate, evitando un dissennato progressivo consumo di nuovo territorio. Quando necessario, andrebbe fatto, comunque, nei luoghi giusti, rispettando le peculiarità, le bellezze e le vocazioni di un territorio che per Giulianova sono: paesaggio (compresi i punti panoramici di pregio), arenile, campagna, collina, Centro storico, Beni culturali.

Infine gli edifici, ben fatti, andrebbero inseriti in contesti armonici realizzando quartieri ecologici e vivibili. Cioè: bioedilizia con scelte sostenibili per l’energia e per l’acqua; densità abitativa ottimale; strade ampie con marciapiedi e alberi (Viale Orsini o Viale dello Splendore non sono belli per questo?); piazze e parchi urbani; giardini e campi da gioco di isolato; piste ciclabili e percorsi pedonali; spazi per la cultura e lo sport.

Tutti sanno, ormai, che la cessione di aree al Comune, quando si costruisce, serve proprio per realizzare quanto sopra elencato. Tutto ciò è previsto in una legge nazionale del 1968 ( quella sugli standard urbanistici) che detta i parametri per garantire la qualità e la vivibilità nelle città, che andrebbero incrementati oltre il minimo di legge e non ridotti, come si tende a fare attualmente.

In questo atteggiamento di fondo che riteniamo sensato e produttivo vanno collocate le scelte da fare oggi in materia urbanistica nella nostra città:

  1. Tutela dell’ambiente, delle bellezze naturali e storico-artistiche e delle vocazioni del territorio giuliese.
  2. Riduzione del consumo di territorio.
  3. Rispetto delle leggi sulla sicurezza idrogeologica e antisismica, sul paesaggio, sull’impatto ambientale e sugli standard urbanistici.
  4. Analisi approfondita dei bisogni urbanistici con accurata stima del vero fabbisogno edilizio sia residenziale che produttivo e degli standard urbanistici (verde urbano, piazze, piste ciclabili, impianti sportivi pubblici, giardini, parchi, parcheggi pubblici, scuole ed altri servizi pubblici) di isolato, di quartiere, di città.
  5. Riqualificazione delle aree già urbanizzate: incentivare prioritariamente l’edificazione nelle aree industriali dismesse e nelle aree urbane degradate e spopolate, recuperando e riqualificando pezzi di città (come nelle zone centrali del Lido) con studiato aumento degli indici di edificabilità nelle aree da recuperare e riqualificare.
  6. Rilancio del centro storico (vedi capitolo specifico)
  7. Forte impegno per promuovere le politiche per la casa a prezzi accessibili (sia in caso di acquisto che in caso di affitto) attivando leggi e finanziamenti per l’edilizia convenzionata e sovvenzionata e incentivando la costruzione di case da affittare. (Giulianova Patrimonio ha in animo di costruire case convenzionate
  8. Riqualificazione della zona artigianale ed industriale di Colleranesco promuovendone l’appetibilità (per la loro strategica ubicazione vicino al casello autostradale) sul mercato nazionale.
  9. (Recupero del parco sul “Cannocchiale verde” tra Lungomare Rodi e Via Trieste.)
  10. Inserimento nel Regolamento edilizio di norme per indirizzare la nuova edificazione e le ristrutturazioni nel senso dell’alta efficienza energetica, per far immettere gli scarichi delle caldaie a pressione all’interno delle canne fumarie al fine di evitare danni alla salute delle persone sottoposte all’inspirazione di sostanze nocive.
  11. Impegno per favorire soluzioni positive per l’ex colonia Rosa Maltoni, l’ex Ospizio Marino ed il vecchio Ospedale.
  12. Azione di stimolo alla realizzazione di un moderno quartiere ecologico che possa rappresentare un modello per l’uso del territorio e per l’edificazione del futuro.

VERDE URBANO

La presenza del verde in una città conferisce qualità perché ne migliora l’estetica valorizzando tutto il contesto, crea ambienti piacevoli e più sani, ombreggiati e adatti alle passeggiate e alle relazioni sociali.

In particolare, i parchi e i giardini migliorano il paesaggio urbano, anzi sono essi stessi paesaggio di pregio; aiutano a lottare contro l’inquinamento (tutti sanno che le piante producono ossigeno e assorbono anidride carbonica) e i rumori; hanno una grande funzione sociale per il tempo libero di tutti, in particolare dei bambini e degli anziani, e quindi per il gioco, per lo sport, per l’incontro, per il riposo, per la lettura; aiutano “naturalmente” il turismo e tutta l’economia, perché rendono più bella, vivibile e attraente la città; nel tempo, creano habitat per tante specie vegetali e animali e contribuiscono alla biodiversità, fondamentale per la vita del nostro pianeta; favoriscono stili di vita più sensati e più salutari; ci invitano a rallentare la frenesia con cui ci muoviamo nel tempo e ci offrono quello spazio che è sempre più contratto nei luoghi di vita.

Per questo proponiamo:

  1. Utilizzo corretto delle indicazioni contenute nel censimento del verde urbano e nel regolamento del verde urbano per provvedere ad un’appropriata cura del patrimonio arboreo cittadino. A partire dalle corrette potature e dall’abolizione dell’uso dei diserbanti chimici, troppo spesso molto impattanti ed addirittura contaminanti per i terreni. Per la gestione controllata delle erbe spontanee si può invece introdurre la tecnica del “Pirodiserbo”, capace di controllare le erbe infestanti con l’emissione di calore, una tecnica sostenibile per il diserbo.
  2. Potenziamento e ulteriore qualificazione della squadra del verde per giardinaggio, potatura e trattamenti biologici; attivazione di consulenze botaniche e paesaggistiche.
  3. Aumento progressivo del patrimonio di alberi seguendo i criteri progettuali per i nuovi impianti contenuti nel censimento e nel regolamento del verde urbano.
  4. Nuovi parchi, anche tematici, ovunque possibile a partire dal recupero dell’importante e strategico parco sul “cannocchiale verde” tra lungomare Rodi e via Trieste.
  5. Aree ricche di verde negli spazi esterni di tutte le scuole comunali (in alcune, ove possibile, allestimento di terreni per le attività di “Orto in condotta”, esperienza che in tante città è ormai uno strumento fondamentale per le attività di educazione alimentare e ambientale nelle scuole. 
  6. Progettazione botanico-paesaggistica del lungomare Nord ridotto alla desolazione dopo l’assurdo taglio, nel ’98, di 250 alberi di trent’anni di vita.
  7. Creazione di marciapiedi con alberature ovunque sia possibile introducendo, ove necessario per ragioni di spazio, sensi unici di marcia.
  8. Ripiantumazione del bosco fluviale nell’argine Nord del Tordino, sradicato nel ’98. Nel tempo si ricreerebbe una magnifica nicchia ecologica in cui si tornerebbe a praticare anche il bird-watching. La pista ciclabile attraverserebbe, in questo caso, una porzione di territorio giuliese di straordinaria bellezza naturalistica.
  9. Orti urbani, piccole aree di terreno per praticare l’orticoltura da affidare ai pensionati e ad altri cittadini interessati. Vari sono gli aspetti positivi degli orti urbani: sostegno ad attività salutistiche (“so cosa mangio”, attività in spazi aperti), sociale (condivisione di attività, spazi, esperienze, scambi di prodotti fra i diversi soggetti..) educativo ( sensibilizzazione al recupero di scarti e materiale organico), economico. ( non so se ancora d’interesse, magari affidarlo a giovani con l’insegnamento di contadini in pensione)
  10. Orto botanico nell’ambito della riconversione dell’impianto dell’ex Tiro a volo a Case di Trento (
  11. Coinvolgimento di scuole ed anziani nella cura del verde.
  12. Balconi fioriti, gara annuale per il più bel balcone fiorito in Centro storico e anche negli altri centri urbani del nostro territorio (Lido, Annunziata, Colleranesco).
  13. Fiera dei fiori e delle piante coinvolgendo i vivaisti e i fiorai locali.

MOBILITÀ SOSTENIBILE

Nel Nord Europa e in alcune città italiane si tende a modificare radicalmente le modalità con cui ci si muove all’interno delle città privilegiando il trasporto pubblico e l’uso della bicicletta. Tanti, a ben riflettere, sono i vantaggi derivanti da questo cambiamento delle abitudini: poter continuare a spostarsi rapidamente e contemporaneamente poter avere anche meno inquinamento atmosferico ed acustico, più sicurezza per pedoni e ciclisti, più aree pedonali e piste ciclabili, meno stress nella vita quotidiana, più salute, riduzione della spesa privata per la mobilità, risparmio nella manutenzione delle strade, nel mentre si dà, tra l’altro, un contributo fattivo come città alla riduzione dei gas serra, indispensabile per la salvezza del pianeta, per la riduzione del riscaldamento globale causa di disastrosi mutamenti climatici. Alla luce di tali considerazioni sarebbe illogico non applicarsi, attivando le necessarie competenze, per studiare e poi organizzare la mobilità cittadina in termini sostenibili. Naturalmente un così radicale cambiamento necessita di una riorganizzazione della città che deve essere predisposta a favorire la nuova mobilità in modo da evitare contraccolpi e problemi. Va chiarito, infatti, che le pedonalizzazioni di alcune aree saranno fatte solamente nel momento in cui riorganizzazione del trasporto pubblico, strategici parcheggi di scambio e nei dintorni del centro storico, l’arredo urbano e le iniziative di animazione le consentiranno senza penalizzazioni per le attività commerciali. La preparazione va iniziata con il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico ed acustico per diffondere la consapevolezza dei rischi reali per la salute insiti nell’attuale organizzazione della mobilità e con la promozione di forti ed incisive campagne di educazione ambientale e sanitaria (sugli stili di vita più salutari) e di informazione sulle nuove e più vantaggiose possibilità di trasporto (Bike Sharing, Piedibus, Car Sharing, Car Pooling)

Gli aspetti strutturali previsti sono:

  1. Nuova organizzazione del Trasporto Pubblico locale:
      • potenziamento dell’offerta attuale modificando e innovando profondamente le linee esistenti: innanzitutto la linea fondamentale sarà quella che collegherà il centro del Lido col centro del Paese e seguirà un itinerario breve: piazza Roma (stazione) -Via Matteotti - Via XXIV maggio - Via Bindi - Piazza della libertà - Via Gramsci - Ospedale - Via Veneto - Via Bindi - via XXIV maggio - Piazza Roma (stazione). Nelle singole fermate gli utenti avrebbero a disposizione, ogni 5-10 minuti, una navetta elettrica. Questa linea oltre ad offrire la possibilità ad una fascia di popolazione molto ampia di raggiungere i servizi fondamentali di Giulianova (comune, ospedale, scuole, biblioteche, chiese, cinema, stazione, negozi, banche etc.) permette un veloce collegamento tra il Lido e il Centro Storico, rendendo praticamente inutile l’ipotizzato collegamento con scala mobile (o ascensore inclinato) che comporterebbe importanti costi di costruzione e soprattutto di manutenzione assolutamente non paragonabili a quelli previsti con il collegamento con navette elettriche più utili in caso di pioggia e sicuramente meno impattanti. Altre due linee potrebbero collegare, anch’esse con itinerari brevi e passaggi frequenti, il sud di Giulianova (zona Annunziata) con piazza Roma passando per via Trieste e Statale 16, e il Nord con la Stazione passando per viale Orsini e la Statale 16. Una quarta linea potrebbe collegare Case di Trento, Villa Volpe, Colleranesco, Villa Pozzoni con piazza Roma;
      • utilizzo di mezzi a trazione elettrica e autorimessa con pannelli fotovoltaici per la ricarica dei bus. Tutto ciò verrebbe ammortizzato in pochi anni di utilizzo e successivamente i costi complessivi del servizio sarebbero inferiori. I benefici ambientali, ovviamente sarebbero immediati;
      • forti incentivi all’uso del trasporto pubblico specialmente nella fase di avvio e comunque facilitazioni per giovani, anziani, introduzione di biglietti orari utilizzabili per più tratte.
  1. Realizzazione di marciapiedi in tutte le nuove strade, e ovunque sia possibile anche in quelle esistenti, prevedendo sensi unici per recuperare gli spazi necessari, con particolare attenzione alle strade a scorrimento veloce.
  2. Creazione di rete diffusa di piste ciclabili sicure anche prevedendo sensi unici ove necessario e possibile.
  3. Aumento dei parcheggi periferici di scambio per chi entra in città.
  4. Realizzazione di parcheggi all’esterno del centro storico con la prospettiva di pedonalizzarne le parti più significative (a partire da piazza Buozzi) nel momento in cui sarà possibile senza penalizzare le attività commerciali
  5. Potenziamento del Servizio di Bici in città (Bike Sharing) dislocandolo in vari punti strategici, come raccordo con le fermate dei bus da utilizzare gratuitamente.
  6. Creazione di isole pedonali nei luoghi dove tradizionalmente i cittadini amano ritrovarsi. Scelte da attuare dopo aver realizzato un consono arredo urbano e previsto tutte le misure per non penalizzare le attività commerciali.
  7. Riorganizzazione del Trasporto Scolastico promuovendo ove possibile il servizio Piedibus che comporta tanti vantaggi per i bimbi, per l’ambiente e per la mobilità (vedi il sito www.piedibus.it). Questa interessante novità sta ottenendo grande successo in tante realtà italiane e straniere. Il Piedibus è un autobus che va a piedi; è formato da una carovana di bambini che vanno a scuola in gruppo, accompagnati da due adulti, un “autista” davanti e un “controllore” che chiude la fila. Il Piedibus, come un vero autobus di linea, parte da un capolinea e seguendo un percorso stabilito raccoglie passeggeri alle “fermate” predisposte lungo il cammino, rispettando l’orario prefissato. Il Piedibus viaggia col sole e con la pioggia e ciascuno indossa un gilet rifrangente. In generale occorre comunque trovare soluzioni per decongestionare il traffico all’uscita delle scuole e individuare percorsi in sicurezza per i bambini che già vanno a piedi.

In tutto questo ampio progetto alcuni aspetti possono essere realizzati in breve tempo e precisamente:

  1. La navetta di collegamento tra il centro del Lido col centro del Paese.
  2. Il potenziamento del servizio di Bici in città.
  3. La nuova pista ciclabile sul Lungomare, da ricavare sulla carreggiata est del lungomare monumentale da continuare sulla carreggiata del lungomare nord, creando studiati sensi unici, potendo così riservare il marciapiede ovest esclusivamente ai pedoni.
  4. Alcune esperienze pilota di Piedibus.

ENERGIA E FONTI RINNOVABILI

Il riscaldamento globale rappresenta un importante problema che manifesta chiaramente i suoi effetti attraverso la sempre maggiore diffusione di eventi metereologici estremi, il ritiro e lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento del livello dei mari e la progressiva desertificazione.

Sebbene siano già molteplici le azioni intraprese dai governi centrali volte a favorire la diffusione di politiche energetiche alternative all’utilizzo dei combustibili fossili, è comunque indispensabile che anche le singole comunità siano promotrici di provvedimenti utili a ridurre gli effetti negativi del traffico veicolare, degli scarichi del riscaldamento domestico e delle attività industriali.

In questo senso, dunque, la riorganizzazione della mobilità all’interno del territorio comunale (così come illustrato nel capitolo dedicato), la diffusione di un’edilizia caratterizzata da elevata efficienza energetica e la promozione di piani di sviluppo orientati alla “Green Economy” rappresentano delle priorità in linea con le politiche internazionali.

Indichiamo, di seguito, le azioni realizzabili a livello locale.

  1. Promozione di un’edilizia sostenibile e di qualità attraverso la previsione nel Regolamento Edilizio dell’obbligo di certificazione di elevata efficienza energetica sia per le nuove abitazioni, sia per le abitazioni esistenti, incentivandone la ristrutturazione attraverso opportune deroghe e premi di cubatura, qualora ciò sia possibile sotto il profilo statico ed estetico.
  2. Diffusione della conoscenza degli incentivi e dei benefici fiscali collegati alla riqualificazione energetica degli edifici esistenti, al fine di favorire la realizzazione di tale tipologia di interventi sia sugli immobili civili, che su quelli industriali.
  3. Promozione dell’utilizzo di lampadine a LED ed a basso consumo, così come l’adozione di appositi sistemi di regolazione dell’illuminazione delle parti comuni dei condomini.
  4. Raggiungimento dell’autosufficienza energetica del Comune, con un notevole risparmio in termini economici, attraverso:
    • adeguamenti strutturali degli edifici comunali;
    • installazione di impianti solari fotovoltaici e di impianti solari termici;
    • utilizzazione di tecnologie a basso consumo per gli impianti di illuminazione pubblica.
  1. Collocarsi nella prospettiva di divenire un “comune rinnovabile” stimolando la produzione dell’energia da fonti rinnovabili all’interno del proprio territorio. In questo campo i comuni virtuosi in Italia sono già tanti. Sono 27 i Comuni 100% rinnovabili (quelli che rappresentano oggi il miglior esempio di innovazione energetica e ambientale) e ben 2400 quelli dove si produce più energia di quanta ne consumino le famiglie residenti. Si tratta di sistemi energetici efficienti, “puliti” e all’avanguardia, che non si limitano a produrre esclusivamente benefici ambientali, ma anche economici per i singoli cittadini.

MONITORAGGIO E LOTTA ALL’INQUINAMENTO

L’inquinamento presente nell’ambiente può interessare aria, acque fluviali e marine, acqua potabile e alimenti etc. e, in assenza di un monitoraggio, resta occulto, invisibile e ci accorgiamo dei danni alla salute quando è troppo tardi. Ma anche questo è difficile da percepire se non si fanno studi epidemiologici mirati; quello che sappiamo è che alcune patologie, anche gravi (tumorali, cardiocircolatorie, respiratorie, neurologiche, allergiche…) sono in aumento e che l’aspettativa media di vita sana sta scendendo dal 2003. Ecco l’importanza di incrementare i monitoraggi dei vari tipi di inquinamento, anche in collaborazione con altri Comuni, con la ASL e con l’ARTA in modo da ridurre i costi.

Proponiamo le seguenti azioni:

  1. Acqua potabile. Informazione costante di dati sulla qualità dell’acqua distribuita in rete.
  2. Aria. Controlli con centraline per il rilevamento delle polveri sottili. Iniziative per promuovere la mobilità sostenibile privilegiando i pedoni ed i ciclisti, organizzando un’efficiente trasporto pubblico e sensibilizzando sull’opportunità di una riduzione dell’uso dell’auto privata all’interno della città. Adozione da parte del Comune di un regolamento che disciplini gli scarichi della caldaie a pressione che emettono di fronte alle finestre degli alloggi e che dovrebbero essere più responsabilmente convogliate sopra i tetti tramite canne fumarie.
  3. Amianto. Studiare misure e incentivi (incrementando quelli regionali) che favoriscano la rimozione delle coperture e rivestimenti in eternit esistenti nel nostro territorio.
  4. Acque dei fiumi e del mare. I fiumi sono inquinati e il nostro territorio paga un prezzo alto perché è situato tra le foci di due fiumi con ripercussioni anche sul mare. Va sviluppata un’azione nei confronti di Provincia e Regione perché diventi un obiettivo primario quello del disinquinamento dei fiumi (facendo funzionare i depuratori dei vari Comuni e delle varie fabbriche che sversano). Ciò avrà ricadute decisamente positive anche sulle acque marine sia per la balneabilità che per la pesca e l’alimentazione.
  5. Alimenti. Promozione dell’agricoltura biologica nella nostra campagna.
  6. Inquinamento acustico ed elettromagnetico. Monitoraggio ed azioni tese al rientro nei parametri previsti, ove necessario, con provvedimenti appropriati. In particolare per quello acustico torna di nuovo utile la promozione della mobilità sostenibile.
  7. Inquinamento visivo, disciplinando in maniera opportuna la cartellonistica pubblicitaria spesso fortemente impattante sul piano estetico in molte zone della città come, ad esempio, l’ingresso Sud di Giulianova.
  8. Petrolizzazione dell’Abruzzo. Occorre un forte e determinato pronunciamento contro il programma di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi nel mare e sul territorio che minaccia l’intero Abruzzo. Ciò non potrà prescindere da uno stretto collegamento con il Coordinamento nazionale NO TRIV e con le altre associazioni ambientaliste che stanno profondendo da tempo un impegno encomiabile, spesso nell’indifferenza delle istituzioni locali e regionale. Le vie dell’economia sostenibile non sono quelle dello sfruttamento dei combustibili fossili ma quelle delle fonti rinnovabili che è anche l’unico modo per tutelare la qualità ambientale abruzzese ed il turismo.

RIFIUTI

Il diritto di vivere in una città pulita dovrebbe essere irrinunciabile per qualsiasi cittadino, ma purtroppo a Giulianova non è così scontato. La problematica dei rifiuti rappresenta un nodo ineludibile da affrontare e risolvere in maniera strutturale e definitiva pena l’esplodere di vere proprie emergenze, come la cronaca ormai ci mostra ogni giorno. Non crediamo che la soluzione responsabile possa essere quella di organizzare la raccolta dei rifiuti per il successivo conferimento nell’inceneritore più vicino. Come dimostrato chiaramente da molti esperti (basta visitare il sito di Medici per l’Ambiente) gli inceneritori producono emissioni (dalle polveri sottili inferiore a PM 10, le più pericolose, alle nano particelle di metalli pesanti etc.) tossiche ed altamente nocive per la salute.

Il nostro obiettivo è quello di trasformare un problema in una reale opportunità economica nel rispetto dell’ambiente, della vocazione del nostro territorio e dei cittadini che lo abitano.

In questo senso, di seguito sono riportate le soluzioni razionali ed innovative da perseguire.

  1. Adozione di un’ottica strategica di lungo periodo finalizzata al raggiungimento dei “Rifiuti zero” ed implementazione di tutte le misure organizzative per conseguire progressivamente tale obiettivo.
  2. Riduzione della quantità dei rifiuti a partire dagli imballaggi. Azioni incisive si possono proporre anche a livello locale.
  3. Raccolta differenziata spinta per aumentare l’attuale percentuale di raccolta differenziata (inferiore al 65%) e portarla agli eccellenti risultati dei comuni virtuosi che toccano perfino il 90%. A tal fine devono essere messe in campo le modalità più efficaci per la raccolta dei rifiuti. Oltre al Porta a porta, che potrebbe essere aggiornato con l’adozione di sistemi intelligenti finalizzati a favorire l’introduzione di meccanismi di tassazione dei rifiuti più equi ed incentrati sulla tipologia ed il peso degli stessi rifiuti, il corretto dimensionamento rispetto al numero di abitanti di un Ecocentro aperto 40-50 ore settimanali potrebbe contribuire ad innalzare la percentuale di raccolta differenziata anche del 20%.
  4. Installazione di Compostiere di quartiere (ove possibile) e distribuzione di Compostiere domestiche per i rifiuti organici: il compost prodotto sarà utilizzato come fertilizzante per le aree verdi comunali. Questo potrebbe consentire un notevole abbattimento dei costi di gestione dei rifiuti.
  5. Riattivazione del Polo tecnologico del CIRSU a Grasciano con i vari impianti: per l’organico (con la linea di produzione di compost alta qualità); per le apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso (frigoriferi ed elettrodomestici vari); per i rifiuti secchi (plastica, alluminio) da raccolta differenziata; per i rifiuti indifferenziati (con la separazione meccanica secco umido); per la triturazione dei rifiuti ingombranti mobili, divani, materassi etc. dopo il recupero dei vari componenti (ferro, legno, plastica etc). La rimessa in funzione dei vari impianti di trattamento dei rifiuti che provengono dalla raccolta differenziata, incredibilmente fermi dal 2008, comporterebbe un notevole risparmio per il comune che non dovrebbe più rivolgersi ad impianti privati, anche molto lontani, con notevole aumento dei costi di trasporto.
  6. Chiudere il ciclo dei rifiuti collegandosi con i consorzi di filiera per il riciclo: solo in questo modo i rifiuti differenziati diventano risorse per il comune.
  7. Impegno per far adottare al CIRSU il modello Vedelago, uno dei centri di riciclo più innovativi a livello europeo, in grado di riciclare praticamente quasi il 100% dei rifiuti con notevoli benefici per l’ambiente (non ci sarebbe più bisogno di discariche e inceneritori) ed economici (riduzione dei costi di gestione dei rifiuti per il comune ed i cittadini).
  8. Promuovere ulteriori campagne di informazione in città, coinvolgendo anche le scuole in quanto i bambini e i ragazzi possono rappresentare un elemento decisivo all’interno delle famiglie per una efficace raccolta differenziata.

Nella pratica, e nel rispetto di principi per noi imprescindibili, quali la salvaguardia dell’ambiente e la tutela della salute, l’obiettivo è quello di intraprendere tutte le azioni utili a ridurre sensibilmente i costi di gestione dei rifiuti, perché, ovunque, con l’aumento della percentuale della raccolta differenziata, nel corso del tempo, i costi diminuiscono, mentre a Giulianova continuano ad aumentare. Quindi per evitare di dover trovare soluzioni alternative al consorzio esistente, è indispensabile che il CIRSU raggiunga un maggior livello di efficienza al fine di consentire ai singoli cittadini di ottenere dei vantaggi economici dalla valorizzazione dei materiali e sottoprodotti recuperati.

ECONOMIA SOSTENIBILE LOCALE

Il Comune può svolgere un ruolo decisivo per sostenere l’economia locale e contribuire alla crescita dell’occupazione.

Sebbene parlare di economia locale in un’epoca di globalizzazione e nel pieno di una gravissima crisi nazionale ed internazionale potrebbe sembrare a prima vista velleitario, riflettendo sul nuovo programma di governo per la città è, invece, emerso che proprio in periodi come quello attuale il Comune può giocare un ruolo decisivo per fronteggiare in ambito locale l’impoverimento della popolazione e la crescente disoccupazione.

Naturalmente, e per ovvi problemi di pareggio di bilancio, il ruolo del Comune non è quello di assumere tutti i disoccupati (che, qualora ce ne fosse l’opportunità, dovrebbero essere selezionati sulla base di criteri meritocratici e non attraverso meccanismi clientelari), ma di creare le condizioni favorevoli per rivitalizzare e consolidare le attività economiche sul territorio.

Innanzitutto partendo dalla consapevolezza che l’economia va ripensata nell’ottica della sostenibilità: parlare genericamente di crescita come continuamente sentiamo dire da economisti e politici da anni (senza che poi puntualmente accada niente in quella direzione) non ha più senso. Le attività economiche che possono avere delle chance per il futuro (aumentando l’occupazione ed il reddito pro capite) sono quelle che corrispondono ai bisogni veri del nostro tempo, che rispettano l’ambiente e sono in grado di durare nel corso del tempo perché sostenibili. Chiariremo meglio questi concetti parlando dei vari settori.

Il Comune deve poi svolgere un ruolo di guida, di coordinamento e di supporto nella ricerca degli incentivi e delle risorse: i suoi amministratori devono necessariamente avere le competenze per affiancare imprese, operatori economici e lavoratori nella promozione del territorio.

Il nostro territorio e la nostra città presentano caratteristiche naturali e strutturali (quelle create dai suoi abitanti nel corso della storia passata e recente) che da una parte definiscono le nostre vocazioni in campo economico e dall’altra rappresentano una buona base di partenza per una ripresa di tipo sostenibile. Parliamo di mare, spiaggia, campagna, paesaggio, centro storico, impianto urbanistico, porto, zona artigianale-industriale, rete commerciale, strutture ricettive, servizi pubblici e privati (ospedale, Piccola Opera Charitas, INPS, etc.).

Giulianova ha un’economia che nel corso del tempo, seguendo le proprie vocazioni, si è configurata come multisettoriale (agricoltura, pesca, turismo, commercio, artigianato, piccola industria, servizi). Questa diversificazione l’ha tutelata a lungo rispetto ad altre realtà che hanno puntato solo su un settore (e per questo avviatesi al declino ben prima dell’inizio dell’attuale crisi). Ora però le dimensioni della crisi epocale in cui siamo anche noi immersi sta creando sofferenza a causa della grave disoccupazione che sta interessando tutti i settori ed ha raggiunto dimensioni allarmanti in ambito giovanile. Ovviamente ci sarebbero molte cose che andrebbero fatte ad altri e più alti livelli; noi qui ci possiamo occupare dei fattori locali e del ruolo che può svolgere il Comune.

Riteniamo che una prima scelta lungimirante sia quella di assecondare e sostenere, con scelte amministrative adeguate, la multisettorialità dell’economia giuliese.

Poi il Comune, per dare un serio e fattivo contributo alle attività economiche e all’aumento dell’occupazione, dovrebbe:

  • accentuare l’attenzione alle vocazioni del nostro territorio magari esaltandole;
  • agire in modo razionale sulle voci di bilancio, praticando delle scelte più eque sul fronte delle entrate (pagare tutti per pagare meno: occorre ridurre la tassazione locale sulle attività economiche a partire da IMU e TARSU), mentre, sul versante delle uscite, una fattiva riduzione dei costi inutili che comportano uno sperpero del denaro pubblico (a partite della esosa posta per la gestione dei rifiuti che divora circa un quarto della spesa complessiva);
  • intercettare risorse esterne e convogliarle sul proprio territorio;
  • dare impulso ai diversi settori economici nell’ottica della sostenibilità (anche dando vita ad un Laboratorio di idee per la sostenibilità);
  • svolgere una funzione di raccordo tra Regione, Ministeri nazionali ed UE da una parte e associazioni di categoria, imprese e operatori economici dall’altra;
  • offrire un terreno di confronto e coordinamento ai diversi settori economici locali, favorendone il dialogo e l’integrazione;
  • promuovere l’organizzazione di una Fiera dell’economia sostenibile.

Inoltre, sempre nell’ottica della sostenibilità, il ruolo dell’amministrazione dovrebbe essere quello di orientare i diversi settori economici come di seguito illustrato.

  1. AGRICOLTURA. Il settore primario dell’economia con l’impostazione del km zero e dell’agricoltura ecologica potrebbe dare tanta nuova e durevole occupazione insieme ad alimenti sani e buoni, indispensabili per la salute. Ci sono ormai tante esperienze che lo confermano come: “Umbria grida Terra”, “l’Agrivillaggio” in Emilia, la “cooperativa Alvaia” a Bologna. Il Comune, collegandosi anche con le associazioni di categoria, potrebbe incoraggiare la creazione di imprese agricole (attività autonome o in forma cooperativa) ispirate all’idea del km zero (produttori locali-consumatori locali) nella campagna giuliese individuando risorse e incentivi. Importanti fattori sinergici sarebbero anche scelte quali: la tutela della campagna dalla cementificazione, la ristrutturazione e la riapertura del piano terra del Mercato Coperto di piazza Dalla Chiesa con destinazione alla vendita dei prodotti agricoli locali. Da questa produzione può nascere la commercializzazione di prodotti agricoli biologici e a chilometri zero con i quali rifornire le mense scolastiche e ospedaliere, organizzare i mercati degli agricoltori (a partire dalla riapertura del piano terra del Mercato Coperto), rifornire la rete locale dei negozi al dettaglio. Le implicazioni positive in termini occupazionali e di alimentazione sana sono di tutta evidenza. Una coltura che potrebbe essere reintrodotta è quella della canapa, che non presenta profili di illegalità (a condizione che vengano rispettati determinati requisiti e procedure), che ben si adatta anche a terreni non irrigui e poveri di nutrienti, ed è una pianta i cui sottoprodotti presentano un’elevata richiesta di utilizzo in molteplici settori (tra cui l’alimentare, il tessile, la produzione della carta, la bio-edilizia e la bio-chimica). Si tratta, dunque, di un’attività che potrebbe offrire un reale contributo all’economia ed all’occupazione presentando, altresì, delle importanti potenzialità di sviluppo collegate, da un lato, alla creazione di una vera e propria industria di prima e seconda lavorazione, dall’altro lato, alla promozione dell’attività di ricerca per l’utilizzo della cannabis a scopo terapeutico.
  2. TURISMO. La moderna concezione del turismo sostenibile è l’unica che può consentire al turismo balneare di mantenere inalterata la propria competitività, puntando:

  • sulla qualità ambientale e paesaggistica, sul mare pulito, sulle spiagge non deturpate, sul verde, sulla pulizia e sul decoro;
  • sulla mobilità sostenibile (in particolare piste ciclabili, pedonalizzazioni nelle aree centrali più frequentate, vedi capitolo specifico) e sulla vivibilità della città;
  • sulla valorizzazione dei nostri beni culturali e su eventi di qualità di livello nazionale nella cultura e nello sport in grado di stimolare il turismo culturale e sportivo;
  • sull’ampliamento della gamma delle tipologie della ricettività turistica compresi i residence turistici (molto richiesti dalle famiglie con bambini, da non trasformare, quindi, in alloggi da vendere come previsto nella variante al PRG), i Bed&Breakfast e le aree attrezzate per i camperisti;
  • sul porticciolo turistico e dotandolo di maggiori servizi e di un assetto qualitativamente migliore;
  • sulla rivitalizzazione effettiva del centro storico (vedi capitolo specifico), e le infrastrutture al servizio dell’importante turismo religioso che ha come meta Giulianova Paese;
  • sulla destinazione dell’impianto di tiro a volo a favore dell’imprenditoria giovanile in campo agrituristico, consentendone la riconversione;
  • sulla creazione un efficace portale turistico della città;
  • sulla promozione turistica ed il coordinamento con le iniziative già esistenti dei singoli operatori del settore.

Incrementare il turismo anche in altre stagioni per es settimana enogastronomica, settimana della musica, settimana culturale ( festival della letteratura per giovani autori, turismo religioso collegando vari santuari o monasteri del territorio, percorsi mare montagna con piccole oasi di ristoro, ma anche camminamenti, i vecchi percorsi dei tratturi o chiamarle settimane a tema) favorire le risorse locali per intrattenimenti MOLTO IMPORTANTE TERMINARE LA TERAMO MARE Sentire gli albergatori e balneatori, gli chalet dovrebbero essere aperti la sera utilizzare le imposte di soggiorno per incentivare il turismo e manutenzione

Inventarsi dei campionati non estivi e che non esistono nelle vicinanze TUTTO CIO’ INCREMENTERBBE ANCHE IL LAVORO

  1. ARTIGIANATO E PICCOLA INDUSTRIA. I numeri e le esperienze dimostrano come la Green Economy rappresenti la chiave più efficace per uscire dalla crisi. Va stimolata e favorita la nascita di attività di Economia Verde legati alla bioedilizia (nell’ambito della riqualificazione del aree urbane degradate), al risparmio energetico, alle installazioni di impianti di energia rinnovabile per l’autonomia energetica di edifici, quartieri ed ambito territoriale nel solco tracciato dai “comuni rinnovabili”, al riciclaggio dei rifiuti (nell’ambito della strategia Rifiuti zero), alla trasformazione dei prodotti agricoli ed ittici. La zona artigianale e industriale andrebbe poi risollevata dal degrado in cui versa negli spazi pubblici

  1. COMMERCIO. Andrebbe evitata l’apertura di altri grandi centri commerciali per tutelare la rete del dettaglio locale da stimolare e sostenere affinché i singoli negozi, ben coordinati e promossi, possano costituire delle complete e vantaggiose reti commerciali nei vari luoghi cittadini dove già esiste e vive il tessuto sociale dei residenti, anche sostenendo la nascita di “centri commerciali naturali”. ( sentire i comitati commercianti)
  2. PESCA. Occorrerebbe un’attenta analisi delle problematiche esistenti che stanno impoverendo il settore allo scopo di individuare le contromisure necessarie di concerto con la marineria. Per quanto riguarda la pescosità non si potrà prescindere dalla tutela della qualità delle acque marine con l’azione a favore del disinquinamento dei fiumi Tordino e Salinello ma occorrerà anche una riflessione, da fare insieme ai pescatori, sulle migliori strategie per tutelare la pesca. Attenzione particolare andrebbe, poi, rivolta al miglioramento strutturale e funzionale del Mercato Ittico, e all’ottimizzazione gestionale per superare l’attuale saldo negativo nel bilancio annuale della struttura. In particolare occorrerà operare per:
  • l’ottenimento del numero CEE
  • la realizzazione dell’Asta telematica per l’ampliamento degli utenti del mercato;
  • l’organizzazione dell’asta pomeridiana per piccola pesca;
  • la creazione del Centro di spedizione;
  • la ristrutturazione del tetto dell’edificio per evitare le infiltrazioni di acqua e per installare un impianto fotovoltaico.

Va, inoltre, resa operativa la proposta (avanzata dal COGEVO) della raccolta differenziata a mare con isola ecologica sul porto, eventualmente da praticare anche in caso di alluvioni per evitare il continuo spiaggiamento dei materiali provenienti dai fiumi.

BENESSERE SOCIALE (welfare locale)

La doverosa sensibilità da adottare nei confronti dei SERVIZI SOCIALI impone una seria ed efficace attività di riorganizzazione e di potenziamento dei servizi dedicati agli anziani, all’infanzia, ai diversamente abili, alle donne vittime di violenza, ai bisognosi di accoglienza e di sostegno, coinvolgendo le associazioni e gli istituti che già se ne occupano in termini di volontariato.

La delicatezza e la complessità della sfera del sociale richiedono il ripristino di uno specifico assessorato che dovrà occuparsi di tutte le problematiche inerenti l’infanzia, le politiche giovanili, la terza e quarta età, la sanità, la disabilità, l’indigenza e l’accoglienza, l’associazionismo, il volontariato, lo sport.

  1. Politiche giovanili - Capitolo cruciale è quello relativo ai giovani, per i quali si dovrebbe profondere uno sforzo straordinario, in termini di attenzione alle loro problematiche e ai loro bisogni che spesso non sono solo materiali, giacché la condizione giovanile, da sempre la più delicata delle varie età della vita, nelle profonde contraddizioni del mondo contemporaneo, rischia di assumere vieppiù gli abiti della fragilità. Saranno intraprese tutte le iniziative utili ad affrontare la problematica della disoccupazione giovanile al fine di favorire le condizioni per la creazione di nuovi posti di lavoro.

A loro, inoltre, andrebbero destinate, coinvolgendoli, strutture, servizi, iniziative per arricchire e qualificare le opportunità nel tempo libero, così come andrebbero seriamente considerati importanti interlocutori. Riguardo alle politiche giovanili le nostre proposte concrete sono:

  • Istituzione dei Consigli comunali per i giovani (un Consiglio comunale per gli adolescenti, l’altro per i giovani al di sopra dei 18 anni).
  • Spazi e servizi dedicati ai giovani con la realizzazione della “Cittadella creativa” prevista nella ristrutturazione dell’ex Mercato coperto sito in piazza Dalla Chiesa ove trasferire anche il Centro Informagiovani e, stipulando un accordo con la Regione, il Centro Servizi Culturali. Chiedere ai giovani cosa vogliono
  • Campi da gioco di quartiere e, quando possibile, di isolato per bambini ed adolescenti.
  • Proposta annuale, mediata dalle scuole, di due mesi di volontariato come esperienza formativa.
  • Battesimo Civico: Appuntamento annuale in cui a tutti i ragazzi che compiono 18 anni nel corso dell’anno, divenendo nuovi cittadini, verrà consegnata una copia della Costituzione Italiana come gesto simbolico di benvenuto per il loro ingresso ufficiale nella società e come invito alla partecipazione alla vita pubblica.

  1. Ludoteca - Struttura pubblica, preposta allo svago e alla socializzazione di bambini, attraverso l’uso condiviso di materiali (giocattoli) e spazi. In poche parole è come andare a scuola, ma è sempre ricreazione, e gli insegnanti al posto di assegnare compiti per casa passano tutto il tempo a giocare con i ragazzi. Ci sono buoni motivi per realizzarne una anche nella nostra città:

destinare parte del tempo extrascolastico dei bambini ad una ludoteca è un modo per lasciare che sviluppino la loro personalità in un ambiente divertente, pensato appositamente per loro, e sotto la supervisione mai oppressiva di adulti specializzati.

la ludoteca può rappresentare una salutare pausa da televisione, internet e videogiochi che oggi sono in grado di offrire un intrattenimento vario e stimolante per tutte le età, ma che non favoriscono l’attività fisica e non possono in alcun modo insegnarci a socializzare, a stare con gli altri e stringere con loro legami costruttivi.

Potrebbe essere ubicata in uno dei parchi di Giulianova per arricchire l’offerta dei luoghi ricreativi per i piccoli. Accoglierebbe bambini e ragazzi da 1 a 10  anni per lo svolgimento di attività ludico-culturali, dedicate al gioco libero e alle letture animate, alle mostre interattive, ai laboratori (es. percorsi per scoprire l’utilizzo di alcuni materiali come la carta, la creta, la stoffa...). Avere a disposizione uno spazio ospitale, chiuso, protetto, dove i bambini possono muoversi liberamente tra i libri, i giochi e le strutture ad essi dedicati, è molto utile soprattutto nei mesi freddi, altrimenti i genitori sono costretti a rinchiudersi nei centri commerciali. All’interno dovrebbe prevedere:

  • una stanza-ludoteca per giocare con giochi soffici, costruzioni, puzzles;
  • una stanza-biblioteca per la lettura, con libri di stoffa per i più piccoli, finalizzati all’uso dei cinque sensi e con libri adatti alle diverse età;
  • una stanza per disegnare con tavoli-lavagna;
  • lo spazio verde esterno andrebbe attrezzato per il gioco libero (es. creare un percorso misto permanente con piccoli tunnel, slalom, campane...);
  • la ludoteca sarebbe un luogo d’incontro e di socializzazione per bambini,  genitori e nonni e nei mesi estivi sarebbe un’opportunità in più per i turisti.

  1. Nuova politica della casa, da riattivare dopo un’annosa trascuratezza, attenta da una parte ad assegnazioni motivate e dall’altra a favorire la messa a disposizione, tramite la realizzazione di edilizia popolare, di nuovi alloggi da locare o da acquistare a prezzi accessibili per le fasce sociali più deboli e per i giovani.
  2. Istituzione dell’albo delle associazioni giuliesi per attivare la più efficace sinergia tra le varie attività di volontariato svolte dalle diverse associazioni. Particolare attenzione andrà rivolta al bisogno di sedi.( è previsto dal regolamento comunale ma andrebbe aggiornata, resa obbligatoria l’iscrizione per avere le sale gratis ed eventuali fondi e controllare vera attività
  3. Riorganizzazione e potenziamento del Servizio per i minori.
  4. Promozione e realizzazione di un Servizio del Comune rivolto alle donne che offra ascolto, accoglienza e sostegno a coloro che vivono situazioni di disagio personale, familiare e relazionale, anche gravi quali l’essere vittima di violenza, mettendo a disposizione professionalità specifiche in stretto collegamento con i servizi socio-sanitari e con le realtà già presenti sul territorio. Visibile e riconoscibile come spazio di riferimento, riflessione e contrasto alla violenza.
  5. Azione per la prevenzione del fenomeno delle tossicodipendenze, in collaborazione con il SERT.
  6. Potenziamento dell’assistenza domiciliare per anziani soli o indigenti, per persone colpite da disagio sociale; tale potenziamento prevede anche il raccordo con i protagonisti del volontariato sociale.
  7. Impegno verso i bisognosi di accoglienza e di sostegno collaborando con le attività già esistenti, come ad esempio la Mensa per i poveri gestita dalla Piccola Opera Charitas.
  8. Impegno per sviluppare ogni azione possibile atta a sorreggere il mondo dei diversamente abili e delle loro famiglie.
  9. Attenzione ulteriore ai Centri per anziani prevedendo sia l’offerta di “orti urbani” sia il loro coinvolgimento in attività socialmente utili (come la vigilanza all’esterno delle scuole e la cura dei parchi). ?????
  10. Promozione di una politica degli orari dei servizi che aiuti i cittadini e le famiglie, in particolare le donne oberate spesso da doppio lavoro (considerando anche quello domestico), a districarsi con meno affanno nella vita quotidiana.
  11. Sostegno a favore delle iniziative improntate alla solidarietà, come ad esempio la Banca del tempo. Superata e a giulianova mai decollata
  12. Azione per contrastare efficacemente la microcriminalità, attraverso la ricerca di una collaborazione tra tutte le forze dell’ordine per il rispetto della legalità e per garantire la sicurezza cittadina.
  13. Interventi idonei ad affrontare le problematiche inerenti la integrazione delle diverse etnie presenti sul territorio.
  14. Iniziative istituzionali volte alla difesa di tutte le attività della Piccola Opera Charitas e all’attivazione della struttura Residenza sanitaria assistita della POC a Villa Volpe.

SANITÀ E OSPEDALE

La sanità prevede tre momenti: la prevenzione, la cura, la riabilitazione. Riteniamo che una fondamentale opera di prevenzione risieda nel ridurre i fattori di rischio esistenti negli habitat e negli stili di vita.

Crediamo che la nostra idea di città come Bene comune da organizzare in termini sostenibili (tutela dell’ambiente, monitoraggio e riduzione degli inquinamenti di ogni genere, educazione ambientale ed alimentare, promozione di nuovi stili di vita (più salutari), insediamenti residenziali secondi i canoni della bioedilizia, verde urbano adeguato, agricoltura biologica e a km zero, centralità dei pedoni e ciclisti nella mobilità urbana etc.) sia il contributo più grande che si possa dare in tale direzione con sicure ed importanti ricadute in termini di benefici per la salute.

Ciò premesso, per quella che più comunemente viene intesa come sanità abbiamo idee e proposte.

Il tema dell’Ospedale è statonegli ultimi anni spesso alla ribalta nel dibattito cittadino. L’idea di un nuovo ospedale è poco realistica. D’altra parte sarebbe uno spreco rottamare un ospedale che ha solamente bisogno di un’adeguata ristrutturazione e messa a norma (ove serve), e soprattutto di personale sufficiente ed attrezzature tecnologicamente moderne ed adeguate, all’interno di un progetto che individui le funzioni che il presidio giuliese deve svolgere nell’ambito della sanità provinciale, anche in risposta al fisiologico aumento di presenze durante il periodo estivo. L’Abruzzo deve aver una sanità di qualità, sia ospedaliera che territoriale, a costi sostenibili, razionalmente distribuita, con strutture facilmente raggiungibili, da ogni angolo della regione. Questo vuol dire che i 35 ospedali abruzzesi (veramente troppi per un milione 350.000 abitanti stando ai criteri razionali e alle leggi sanitarie) vanno ridotti al fine di liberare le risorse per realizzare una rete ospedaliera regionale di grande qualità in grado di fronteggiare bene qualsiasi patologia tanto da evitare anche la migrazione verso altre regioni con riduzione dei costi della mobilità passiva. Per contrastare la suddetta mobilità passiva oltre che sulla qualità dei servizi ospedalieri occorre puntare sulle ubicazioni strategiche dei presidi sul territorio regionale e a noi sembra che la posizione e i collegamenti stradali, autostradali e ferroviari dovrebbero far preferire Giulianova sia ad Atri che a Sant’Omero.

In tale rete regionale Giulianova deve essere sede di un ospedale di media complessità, uno dei due per acuti della provincia e deve avere tutte le specialità di base.

l’Amministrazione comunale, quindi, deve adoperarsi con le giuste e convincenti argomentazioni perché a Giulianova possa esistere un ospedale con simili caratteristiche e che in aggiunta all’esistente preveda anche:

  1. La riapertura del Punto nascita con Ostetricia, Ginecologia e Neonatologia. Anche in forza del fatto che sulla costa tra San Benedetto e Pescara, che vede un notevole aumento della popolazione in estate, non esistono altri punti nascita.
  2. La Risonanza Magnetica per tutti gli apparati, così da ridurre i tempi di attesa ed evitare la fuga verso le strutture private convenzionate (il costo di tale importante apparecchio diagnostico verrebbe recuperato nel giro di poco tempo).
  3. Potenziamento del Pronto Soccorso in termini di personale (particolarmente nei periodi estivi) e attrezzature, dotandolo di Astanteria per ridurre i ricoveri non necessari.
  4. La piena autonomia (e autosufficienza) dell’Ortopedia.
  5. Realizzazione di una Riabilitazione di grande qualità per tutte le patologie.
  6. La restituzione della centralità al Centro di Riferimento Regionale di Fisiopatologia della Nutrizione che non solo non ha visto potenziata la propria attività ma addirittura è stato letteralmente svuotato a favore di un’annunciata nuova struttura a Popoli (ASL di Pescara).
  7. L’apertura della RSA (Residenza Sanitaria Assistita).
  8. l’organizzazione dei Nuclei delle Cure Primarie (NCP) per la medicina generale sul territorio.
  9. Forte snellimento delle liste d’attesa che raggiungono ormai livelli intollerabili (di troppi mesi). Per risolvere questo problema occorre che nel nostro ospedale e sul territorio, da una parte si potenzino i servizi diagnostici dotandoli di attrezzature sufficienti e di qualità (ecografi ed ecocolordoppler per i vari apparati, ECG, Holter pressorio e dinamico, spirometria, etc.), e dall’altra si colmi, con l’arrivo di nuovo personale medico e paramedico (a partire dai concorsi per i numerosi primari mancanti), l’annosa carenza che si è venuta creando.

ISTRUZIONE, CULTURA E SPORT

“la Scuola è per i giovani luogo per eccellenza di formazione alla cittadinanza”. Questo è il pensiero di Don Milani sull’istruzione. Spendere per la scuola e per la cultura è un investimento decisivo per il futuro e per la crescita dei cittadini e di tutta la comunità; questi settori non solo dovrebbero essere sempre al riparo dai tagli di bilancio, ma, anzi, dovrebbero essere maggiormente sostenuti con risorse, spazi e servizi.

SCUOLA

È necessario fare una ricognizione generale sulle condizioni strutturali e sui bisogni di spazi e attrezzature di tutte le scuole di pertinenza comunale (asili nido, scuole materne, elementari e medie) per approntare un piano straordinario di intervento che dia concretezza nel tempo al progetto “Scuole sicure, belle e funzionali”.

Le scuole devono essere luoghi curati, belli, attraenti per la qualità e la bellezza degli spazi deputati; ma questo non basta, è necessaria una collaborazione molto stretta tra le istituzioni ed il corpo docente. L’Amministrazione ha il dovere civico di promuovere progetti, concordati con la classe docente, al fine di valorizzare eventi e ricorrenze non solo nazionali, ma anche locali (San Flaviano, la Madonna dello Splendore, il giorno della Memoria, il 25 aprile, il 2 giugno, anniversari di illustri giuliesi, etc.) attraverso premi, concorsi, mostre, incontri, pubblicazioni di testi, poesie, disegni realizzati dagli alunni. Il tutto con l’obiettivo di raggiungere, già dal livello scolastico, una cittadinanza consapevole e partecipata.

In quest’ottica ci sarà un forte impegno nella promozione della lettura (decisiva per la conoscenza e per la crescita civile) attraverso un’operazione sinergica tra le biblioteche del territorio e le istituzioni scolastiche che preveda anche periodiche presentazioni di libri con la partecipazione degli stessi autori. Alle scuole si possono poi proporre rassegne cinematografiche e teatrali da concordare con i docenti.

Attivando una proficua collaborazione con i dirigenti e con gli insegnanti, le scuole diventano, inoltre, decisive per promuovere campagne di educazione ambientale e sanitaria (rifiuti, mobilità, alimentazione, stili di vita salutari). A tal proposito risulterebbe interessante l’adesione ad iniziative come “Orto in condotta” in collegamento con la rete di scuole promossa dallo Slow Food, come pure sarebbe importante recuperare pienamente lo spirito del Menù educativo nelle mense scolastiche giuliesi, rifornendole di prodotti biologici e a chilometri zero. Recentemente ho avuto tramite una mail, qualche notizia su ciò che mangiano i bimbi nella mensa scolastica. Il comune è stato molto evasivo e mi ha fornito pochissime informazioni. I genitori devono essere a conoscenza della qualità e della salubrità del cibo e dell'acqua fornita alla scuola e anche delle condizioni igieniche delle strutture e di quelli che manipolano gli alimenti.

CULTURA

Innanzitutto proponiamo un’attenta tutela e valorizzazione dei Beni Culturali della nostra città, a partire dal nostro Centro Storico di origine rinascimentale. Promuovere la cultura significa elevare il tono della vita cittadina, sprovincializzandola e rendendola più frizzante. Per questo il nostro impegno sarà rivolto sia alla individuazione di strutture (da recuperare o da realizzare) sia alla promozione di iniziative culturali di qualità. Strategica sarà inoltre l’allestimento di itinerari archeologici, storici ed artistici che consentirà, tramite la degna preparazione dei vari siti da visitare, di offrire una proposta culturale dall’indiscussa valenza turistica.

Quanto alle strutture gli obiettivi che indichiamo sono:

  1. Ristrutturare in maniera attenta e finalizzata ad una riconversione d’uso il Mercato Coperto di piazza Dalla Chiesa. L’idea è quella di farne, nei due piani superiori, un edificio destinato ai giovani denominato “La Cittadella creativa” con spazi, servizi e attività di tipo culturale per le espressioni della creatività (sala d’incisione, spazi insonorizzati per fare musica e teatro, laboratorio per corsi di fotografia, sala d’ascolto, biblioteca specializzata, mediateca, etc.). In essa potrebbero trovare sede ideale sia il Centro Informagiovani, sia l’Agenzia per la Promozione culturale della Regione Abruzzo.
  2. Realizzare un’Arena estiva nel parco Chico Mendes attrezzata per spettacoli dal vivo all’aperto.
  3. Teatro e Palazzetto polifunzionale: obiettivi di medio termine (fondamentali per far compiere un salto di qualità alla città) da programmare e su cui lavorare per individuare le vie del finanziamento
  4. Ampliamento e completamento del restauro di Palazzo Bindi, utilizzando gli appartamenti comunali attigui, al fine di ospitare degnamente sia la Pinacoteca con l’intera collezione artistica lasciataci da Vincenzo Bindi sia la Biblioteca comunale con il suo prezioso materiale bibliografico che dovrà essere aggiornato e reso fruibile. Pensiamo inoltre all’attivazione di una speciale sezione dedicata ai ragazzi fornita di una editoria diretta a loro, e che si proponga come centro formativo (sarà possibile attivare dei corsi di educazione alla lettura, laboratori di scrittura e quant’altro la comunità stessa reputi necessario) e informativo, culturale e ricreativo dei bambini e dei ragazzi. Questa iniziativa rappresenterebbe un vero e proprio servizio alla comunità perché si muove sul terreno dell’educazione (ad esempio attraverso il prestito librario ma non solo), della condivisione e del rispetto di quello che è un patrimonio di tutta la città (in questo caso il patrimonio culturale rappresentato dai libri) cercando di costruire dei legami significativi con la città stessa.
  5. Completamento del Sottobelvedere con realizzazione di un auditorium e sale espositive
  6. Restauro del Torrione di Porta Napoli e di Palazzo Massei la cui ampia sala al piano terra può assolvere funzioni espositive.
  7. Collocazione consona e definitiva delle sculture di Pagliaccetti e di Tentarelli nelle sedi sopradette.
  8. Manutenzione straordinaria di Casa Cermignani.
  9. Puntare progressivamente all’apertura costante della rete museale.
  10. Rispettare, in modo da scongiurarne la perdita, le disposizioni testamentarie del lascito dell’avv. Riccardo Cerulli realizzando, nella villa in via Santa Lucia, il Museo della civiltà contadina aprutina.

Quanto alle iniziative proponiamo di progettare nuovi eventi culturali, originali e di alta qualità, collocabili nel panorama nazionale e di dare continuità ad iniziative già collaudate. Ciò anche al fine di attrarre turismo culturale verso la nostra città. Tra questi indichiamo:

  1. Il Festival degli Autori (o Festival della creatività) appuntamento annuale nazionale con la partecipazione di autorevoli personalità della creatività culturale, artistica e scientifica.
  2. Un Festival cinematografico con taglio inedito. ( cinema Moderno si possono trovare dei fondi europei?
  3. Appuntamenti annuali con la musica di qualità nel solco di Rockroads, Mondi sonori, Jazz&Black music, Giugnogiovani e La Rocca Barocca.

Riteniamo, inoltre, necessaria la collaborazione con le strutture e le realtà culturali operanti sul territorio, ed in particolare:

  1. partecipazione attiva alla Fondazione Museo d'Arte dello Splendore (di cui l’Amministrazione comunale, assieme alla POC e alla Provincia di Teramo è socio fondatore), unico museo di prima categoria nella nostra città, al fine, d’accordo con gli altri soci fondatori, di potenziarne l’attività con una programmazione regolare che anche preveda una mostra annuale di valenza nazionale.
  2. Sostegno ad iniziative importanti e ormai radicate in città come l’Università della terza età e il Festival internazionale delle Bande musicali.
  3. Partecipazione alle scelte dell’Istituto Musicale Pareggiato G. Braga anche al fine di individuare originali iniziative tendenti a valorizzare la Sezione distaccata di Giulianova (ad esempio Corsi estivi di perfezionamento).

SPORT

L’attività motoria e lo sport in genere sono fondamentali per la formazione psico-fisica, la socializzazione, lo sviluppo della capacità di autocontrollo, il rispetto delle regole, la tutela della salute. Con tale consapevolezza proponiamo una particolare attenzione alle strutture e ai servizi che possano favorirne la pratica e alle iniziative in grado di attrarre turismo sportivo:

Quanto alle strutture:

  1. Campi e piattaforme polivalenti per il gioco nei quartieri.
  2. Ristrutturazione di tutte le palestre delle scuole di proprietà comunale, che potranno essere utilizzate anche dalle altre associazioni.
  3. Campo Castrum con erba sintetica e realizzazione di una tribuna per spettatori.
  4. Manto erboso sintetico allo stadio Fadini per il suo pieno utilizzo
  5. Azione finalizzata alla riattivazione del campo di calcio presso l’Istituto Gualandi.
  6. Ristrutturazione del Palacastrum secondo le esigenze delle società fruitrici.
  7. Rifacimento del fondo della pista di atletica leggera ormai usurata. Con il nuovo governo il Coni non ha più la disponibilità di molti fondi però ho pensato che si potrebbe chiedere un fo do europeo con un progetto che coinvolga l'istituto Castorani (tipo sport e disagio ragazzi… se ne potrebbe parlare). Con il campo a norma si potrebbero proporre gare di richiamo nazionale
  8. Palazzetto dello sport polifunzionale (posizionato strategicamente in prossimità del casello autostradale) che oltre allo svolgimento delle attività sportive, potrà ospitare altre iniziative di carattere musicale e artistico.

Tra le iniziative, oltre al tradizionale sostegno alle attività di tutte le associazioni sportive esistenti, si propone anche un Meeting Sportivo Nazionale giovanile ed amatoriale pluridisciplinare (calcio, basket, pallavolo, basket in carrozzina, atletica leggera, tennis, pattinaggio, lotta, bocce, ciclismo canottaggio, nuoto, ginnastica artistica e ritmica). L’idea è quella di organizzare una mini-Olimpiade utilizzando tutti gli impianti sportivi e gli spazi idonei nella nostra città. Tale iniziativa costituirebbe, in virtù della presenza di tanti atleti e familiari non locali, un fattore di incremento dell’attività turistica in periodi di bassa stagione.

Un’attenzione particolare al peculiare patrimonio rappresentato dalla società Giulianova calcio ci impegna ricercare e ad attuare tutte le azioni utili a sostenere questa importante tradizione cittadina.

riflessioni

UTILIZZARE LA ZES fiscalità agevolata per imprese

La zes deve essere usata da tutta la regione e non da singoli paesi in competizione Visione globale

Bisogna fare un piano di regia per tutte le aree ( collegamenti costa – mare ma anche con aeroporto) per rilanciare il piano industriale ma nche richiamare i turisti con collegamenti funzionali, si può pensare a degli sconti presso alberghi o bar o ristoranti a chi arriva a Giulianova in treno

Ogni zona ha le sue caratteristiche ma ci vuole una visione allargata e chiamare investitori esteri per es la Cina è interessata ad investimenti da noi? Ha costruito case popolari in Algeria per avere consenso

In Abruzzo hanno investito all’Aquila perché c’è il centro di ricerca

E FINMECCANICA

Fare un sito per informazioni utili su tutta Giulianova alberghi messe orari tram parcheggi taxi ombrelloni ristoranti percorsi ciclabili, collegamenti vari

Superare le dicotomie tra mare e monti e tra vari comuni

Investire su turismo familiare quindi investire sulle spiagge APP SUL TELEFONO

Salita montegrappa per eventi ma anche mercatino serio artigianale

Dare risalto all’artigiano senza tralasciare le industrie ( come incentivare)?

Detassando gli investimenti

Fare piano Antenne, piano DEHORS,

18 marzo 2019 Fabio di Dionisio
 

Aggiungo qualche punto sempre più di dettaglio, ma probabilmente interessante da valutare.

Magari non tutti possono essere elementi di programma, ma probabilmente sono temi “caldi” su cui è necessario prendere una posizione comune.

  • ·Piano Dehors: secondo la sensibilità di molti, parlandone in giro, rappresenta un’urgenza. Mi chiedo se fosse possibile porlo come un provvedimento urgente da proporre come uno dei primi dell’amministrazione (in modo da dare, anche se a ridosso dell’estate una possibilità in più …).
  • ·Porto e mondo “Vela”: quando si parla di porto non si sottolinea mai abbastanza quanto potrebbe far da volano per un suo significativo rilancio, una diffusione dell’accesso allo stesso da parte dei cittadini anche spingendo verso una cultura della vela come sport formativo e non di “elite” (ricordiamo che Francesco Ettorre è attualmente il presidente della FIV). Alcuni eventi vengono già organizzati, ma spesso sono “confinati” nell’area portuale, senza una apertura verso la città.
  • ·Lungomare nord:

o   Si fa riferimento nel programma alla rivisitazione botanica, sicuramente è essenziale sottolinearlo per il lungomare nord che “soffre” della mancanza di vegetazione.

o   Possibilità di favorire attività commerciali e turistiche (ristoranti, gelaterie, piccoli alimentari …) anche rivedendo il piano demaniale comunale in relazione agli stabilimenti balneari.

o   Navetta estiva .

  • ·Tempi di risposta degli uffici comunali (vedi autorizzazioni edilizie, reclami, richieste …)
  • ·Infine ricordo la disponibilità di Alessandro Tursi per un incontro che credo sarebbe bene fare a breve (a che livello e con chi da valutare …).

 

 

 

20 marzo 2019 Giorgia Cinciripi

Le rispondo solo oggi perchè ho voluto leggere con attenzione tutto il vostro programma che trovo corrispondente a quelle che credo siano le esigenze della nostra amata città, oggi purtroppo, così mal ridotta . La ringrazio per aver condiviso con me le vostre idee e,  nel leggere la parte riguardante il settore cultura, ho ritrovato tutti i punti che io e il direttivo dell’associazione Accademia Acquaviva abbiamo a cuore:  in particolare il bisogno di strutture e luoghi dove fare cultura ( un teatro sarebbe davvero un sogno per molti di noi artisti che da anni provano a fare Arte in loco, trovandosi  ogni volta davanti  l’assenza  di strutture adeguate per creare spettacoli ) e il bisogno di investire su iniziative di qualità che diano la possibilità a Giulianova di crescere e puntare in alto.  Inoltre anche il punto in cui si fa riferimento alla collaborazione con il Conservatorio “ G. Braga” è un aspetto importante per far crescere musicalmente e culturalmente la nostra città. Da quest’anno, infatti, noi come Associazione abbiamo stipulato una convenzione con il Conservatorio grazie alla quale ci occupiamo della formazione pre-accademica dei ragazzi più piccoli creando un ponte tra la formazione di base e l’alta formazione: è stato illuminante  scoprire, ancora una volta, il bisogno di fare musica dei giovanissimi e riscontrare quanto la formazione culturale dei piccoli sia la base da cui ripartire per educare all’arte e alla bellezza e quindi per dare un futuro alla nostra città. Per questo motivo credo che la sede staccata del Conservatorio  presso il Kursaal abbia un potenziale enorme finora totalmente ignorato su cui un’amministrazione attenta dovrebbe investire.  Alla luce di ciò, nel mio piccolo, non saprei cos’altro aggiungere nel vostro programma sia perché esso è corrispondente alle mie idee, sia perché è il frutto di un lungo e attento lavoro che il Cittadino Governante, più di me, fa da tempo nel territorio.

 

24 marzo 2019 Fania Valeria Michelucci 

come d’accordi, in calce invio qualche spunto per le tre tematiche che citavi nella tua ultima email. Incollo anche qualche link, a titolo esemplificativo (ovviamente, se le esperienze ti interessano, in rete puoi trovare molti altri esempi).
Ho ripensato inoltre al tema comunicazione e all’esempio che ti ho raccontato di Torino (“SMILE”, qui il video animato di presentazione dal minuto 1:10 se ti interessa: https://www.youtube.com/watch?v=U0DR6MMhb18#action=share). Non so se deciderete di ispirarvi a questa esperienza ed usare un acronimo per la campagna di comunicazione. Un suggerimento/esempio da parte mia potrebbe essere la parola “GIUsto” (scritta con le prime tre lettere maiuscole).
GIU potrebbe stare per Giulianova
STO potrebbe stare per rimango/rimanere/stare
Quindi Giulianova come un posto in cui stare/tornare/rimanere, insomma un posto in cui VIVERE.
GIUsto è anche il programma giusto, il movimento giusto, le proposte giuste per fare rinascere la nostra città.
Infine GIUsto è soprattutto l’acronimo di:
G=Giulianova
IU=Innovazione urbana (tutti i temi legati al digitale, all’urbanistica, alle nuove imprese, ecc...)
S=sostenibilità (economica, ambientale, sociale)
T=turismo (la nostra risorsa principale)
O=occupazione (un tema caldo)
E’ “giusto” un esempio, per illustrare come, se alla fine decidete di andare in questa direzione, si possa costruire una parola positiva che racchiuda i temi principali del programma. La narrativa che ci si può costruire attorno è veramente ampia, in quanto ognuna di queste parole può poi essere arricchita dai 3/4 punti prioritari del programma.
Ci tengo a ringraziarti nuovamente per le tue parole di stima ed apprezzamento. Con piacere, sentiamoci pure per ogni altro input possa essere interessante o utile per voi.
Un caro saluto,
Fania
***
Cittadinanza digitale:
il tema può essere sviluppato almeno su tre fronti:
1) PA digitale (migliorare l’esperienza online del cittadino, es: biblioteca digitale per incrementare fruizione dei titoli; migliore qualità e quantità dei servizi pubblici accessibili online; sistema di riconoscimento e pagamento SPID; anagrafe unica nazionale - https://www.cityrumors.it/notizie-teramo/cronaca-teramo/anagrafe-nazionale-corropoli-e-il-primo-comune-in-abruzzo-che-aderisce-alla-nuova-agenda-digitale.html - ....)
2) Educazione: eventi di sensibilizzazione/ orientamento/ educazione al digitale, per a) conoscere ed usare al meglio i servizi digitali della PA, b) alfabetizzazione digitale dei cittadini, per spiegare quali sono le opportunità e soprattutto i rischi legati al digitale e ad internet, buone pratiche e trend rilevanti applicabili in settori economici rilevanti per l’economia locale come gli open data, il turismo 2.0, ecc... (riporto qualche esempio: 
3) Laboratorio digitale: un luogo per i giovani, dove i ragazzi possano incontrarsi e sperimentare le nuove tecnologie digitali con attività pratiche (es. https://www.comune.modena.it/modena-smart-community/smart-people/makeitmodena-palestra-digitale-innovation-lab
Supporto all’associazionismo locale:
Il Comune di Giulianova ha già un albo delle associazioni, e un regolamento con il quale si impegna a fornire attrezzature, spazi e contributi su richiesta. Probabilmente si può fare di più affinchè ciò si traduca in pratica in un supporto vero. Qualche esempio:
i) istituzione di uno sportello unico per le associazioni, che raccolga le istanze per l’organizzazione di eventi, supporta le associazioni nella compilazione delle pratiche, nell’iter costitutivo, fornisce informazioni su servizi ed opportunità, magari anche mediante bacheca digitale del volontariato
ii) contributi comunali per iniziative specifiche o uso di impianti a tariffe agevolate
iii) tavoli di lavoro con coinvolgimento diretto delle associazioni locali per co-progettare interventi e politiche 
Lavoro e disoccupazione giovanile:
Il Comune di Giulianova, vista la situazione critica in cui persiste, dovrebbe svolgere un ruolo di facilitatore, su due fronti:
1) Stimolando l’auto-imprenditorialità. Il ruolo del comune è duplice:
i) da un lato, dovrebbe stimolare l’incremento della domanda di servizi/prodotti (qui si collegano ovviamente tutte le politiche legate al turismo e all’attrattività della città)
ii) dall’altro dovrebbe supportare imprenditori/commercianti nello sviluppo di un’offerta adeguata a tale domanda mediante ad esempio: 
- incentivi all’apertura di nuove imprese/attività commerciali (es.: da parte di giovani <35 anni ad esempio)
- sportello informativo per supporto e orientamento su come aprire un’attività, come presentare una pratica, quali sono le autorizzazioni necessarie, quali sono le opportunità di finanziamenti/bandi regionali/Invitalia/Camera di commercio, ... 
- occasioni di pubblicità e promozione (es. con premi/concorsi, albo comunale delle botteghe storiche della città)
iii) facendo leva su strumenti nazionali, es. garanzia giovani di cui Giulianova ha già usufruito in parte
2) Supportando i giovani disoccupati nella ricerca attiva del lavoro, ad esempio con le seguenti iniziative, in collaborazione stretta con altri enti preposti come camere di commercio, informagiovani, ecc... 
- creazione di una bacheca online per incontro domanda/offerta di lavoro in città (lo stabilimento balneare di turno che cerca il cameriere per l’estate o il negozio che cerca il commesso che ora pubblica un post sulla pagina facebook di “Sei giuliese se...” può pubblicare un annuncio sulla bacheca digitale del comune. Ovviamente il comune NON fa da intermediario nè si sostituisce all’ufficio di collocamento)
- servizi di orientamento al lavoro (come scrivere il CV Europeo, una lettera di presentazione, possibilità di fare una simulazione di un colloquio...)
- corsi di formazione finanziati o a pagamento (es. lingue, importante per chi lavora con il turismo)
- monitoraggio delle politiche messe in atto e misurazione delle ricadute sul territorio con indicatori chiari, sintetici e misurabili
Qualche esempio:
 
 
 
24 marzo 2019 Zarroli Giulia

I recenti studi sul sistema climatico hanno messo in evidenza che il clima del nostro pianeta sta subendo, soprattutto in questi ultimi decenni, cambiamenti che potrebbero portare, se le attuali tendenze di sviluppo socio-economico e di uso delle risorse naturali non venissero modificate, a variazioni profonde ed irreversibili sia dell'ambiente che della stessa società umana nei prossimi 50-100 anni. Tutti, istituzioni, comunità locali, imprese, singoli cittadini, sono chiamati a porre in essere ogni azione utile ad invertire la tendenza adottando comportamenti responsabili nell’uso delle risorse e diminuendo le emissioni di gas serra.

 A tale proposito, le misure che a livello comunale potrebbero essere intraprese per contribuire a un’inversione delle tendenze di uno stile di vita dichiaratamente non sostenibile potrebbero essere:

  • Mobilità sostenibile

Attraverso l’implementazione e l’organizzazione di un sistema di trasporti sostenibile si può ridurre l’impatto sull’ambiente grazie a una riduzione di gas ad effetto serra e garantire una migliore qualità dell’aria, e conseguentemente della salute umana, grazie alla riduzione di particolato atmosferico.

Un sistema di trasporti sostenibile implica inoltre minori costi e consumi energetici, oltre che di manutenzione, sulla mobilità privata e una riduzione del traffico veicolare.

La mobilità sostenibile si può esprimere mediante l’utilizzo  di mezzi di trasporto condivisi (sharing mobility) come:

  • car sharing di auto elettriche ed installazione di apposite colonnine di ricarica
  • scooter sharing
  • bike sharing, collocando stazioni di biciclette nei punti strategici della città

ed attraverso l’organizzazione di un servizio di trasporto pubblico efficiente basato su autobus a basso impatto ambientale.

  • Lampioni intelligenti

Per ridurre il consumo energetico dell’illuminazione nelle aree più esterne si  potrebbero adottare dei lamponi intelligenti che si attivano automaticamente non appena rilevano un movimento nell’area circostante, accendendosi, quando serve, al passaggio di veicoli o persone nelle vicinanze. (http://www.uttei.enea.it/tecnologie-per-le-smart-cities/tematiche/smart-lighting).

  • Canapa per la bioedilizia

È stato stimato che la principale fonte di consumo di energia a livello globale è rappresentata dal settore dell’edilizia, costituito da residenziale e terziario: esso rappresenta oltre il 40% del consumo finale di energia della comunità, nettamente superiore al consumo dell’industria (28%) e dei trasporti (32%). Per quanto riguarda le emissioni di anidride carbonica ad esso correlate, il settore residenziale e terziario è responsabile del 36% delle emissioni totali di CO2 nell’UE.                                                                                                                                                                                                                                                             

Tra le cause, come la riduzione degli spazi verdi e consumo del suolo, riscaldamento domestico e impianti di climatizzazione, utilizzo di elettrodomestici, è notevole l’impatto dei materiali da costruzione e del loro ciclo di vita. Basti pensare che delle 282 Gt di carbonio emesse in atmosfera dal 1850 al 2000, 5.5 Gt derivano dalla manifattura del cemento. L’impatto dei materiali da costruzione ha ripercussioni sia sull’ambiente naturale esterno che sulla qualità dell’ambiente indoor e sulla salute degli occupanti.

Per questo motivo, si potrebbe auspicare all’utilizzo di materiali «environmental friendly» cioè sostenibili, naturali, biodegradabili e/o riciclabili e a basso livello di grey energy, sia nell’ambito dell’edilizia ex-novo che della riqualificazione degli edifici. A tal riguardo, molto performante è il materiale derivato dalla canapa. Le fibre di canapa sono utilizzate per la realizzazione di pannelli termo- e fono- isolanti con alte prestazioni. Inoltre il materiale vegetale derivante dalla lavorazione dello stelo trova applicazione come materiale isolante termoacustico e, legato ad acqua e calce, può essere utilizzato per realizzare intonaci, massetti e, sotto forma di eco-mattoni, per creare muri di tamponatura. 

La canapa ha inoltre la capacità di stoccaggio della CO₂.

Questo proposito ha il vantaggio di trovare a livello locale la presenza di un’azienda che produce tali materiali: Edilcanapa, situata a Mosciano Sant’Angelo.

  • Sensibilizzazione ai problemi ambientali

La sensibilizzazione della popolazione ai problemi ambientali potrebbe esprimersi attraverso l’organizzazione di giornate ecologiche finalizzate alla pulizia delle spiagge, del porto, dei parchi. Nelle scuole, si potrebbero prevedere delle ore dedicate ad attività come ad esempio la piantumazione, la creazione e apposizione da parte degli studenti di locandine finalizzate ad illustrare i temi ambientali e a  divulgare i “gesti ecologici” da adottare nel quotidiano.

  • Vuoto a rendere

Il sistema del vuoto a rendere è molto diffuso all’estero, soprattutto nei paesi del nord Europa come Germania, Danimarca, Norvegia. Il meccanismo, attuabile dalle attività di ristorazione e/o dagli stabilimenti balneari oppure attraverso l’installazione di distributori appositi, potrebbe incentivare il consumatore al riciclo e al riutilizzo di contenitori.

(In Turchia ad esempio sono stati installati nuovi distributori automatici che permettono di ricaricare le tessere dell’abbonamento dei mezzi pubblici in cambio di bottiglie di plastica e lattine di alluminio che verranno riciclate).

  • Misure contro i mozziconi di sigaretta sulle spiagge

Considerato l’elevato tempo di decomposizione dei mozziconi di sigarette, la tossicità legata ai composti chimici presenti e generati durante la combustione del tabacco e i conseguenti effetti tossici su diversi microrganismi, sugli insetti e soprattutto sugli organismi acquatici, inclusi i pesci, si potrebbero prendere delle misure adeguate. Ad esempio, si potrebbero collocare in più punti della spiaggia posaceneri o prevedere sanzioni (?) per chi getta a terra i mozziconi inquinando l’ambiente.

  • Punti acqua nelle scuole

Ridurre l’utilizzo di bottigliette di plastica nelle scuole, incentivando tra gli studenti l’utilizzo di borracce da riempire presso appositi erogatori d’acqua. Questa iniziativa aiuterebbe alla sensibilizzazione sul problema dell'inquinamento da plastica coinvolgendo docenti, studenti e rispettive famiglie.

 

I recenti studi sul sistema climatico hanno messo in evidenza che il clima del nostro pianeta sta subendo, soprattutto in questi ultimi decenni, cambiamenti che potrebbero portare, se le attuali tendenze di sviluppo socio-economico e di uso delle risorse naturali non venissero modificate, a variazioni profonde ed irreversibili sia dell'ambiente che della stessa società umana nei prossimi 50-100 anni. Tutti, istituzioni, comunità locali, imprese, singoli cittadini, sono chiamati a porre in essere ogni azione utile ad invertire la tendenza adottando comportamenti responsabili nell’uso delle risorse e diminuendo le emissioni di gas serra.

 A tale proposito, le misure che a livello comunale potrebbero essere intraprese per contribuire a un’inversione delle tendenze di uno stile di vita dichiaratamente non sostenibile potrebbero essere:

  • Mobilità sostenibile

Attraverso l’implementazione e l’organizzazione di un sistema di trasporti sostenibile si può ridurre l’impatto sull’ambiente grazie a una riduzione di gas ad effetto serra e garantire una migliore qualità dell’aria, e conseguentemente della salute umana, grazie alla riduzione di particolato atmosferico.

Un sistema di trasporti sostenibile implica inoltre minori costi e consumi energetici, oltre che di manutenzione, sulla mobilità privata e una riduzione del traffico veicolare.

La mobilità sostenibile si può esprimere mediante l’utilizzo  di mezzi di trasporto condivisi (sharing mobility) come:

  • car sharing di auto elettriche ed installazione di apposite colonnine di ricarica
  • scooter sharing
  • bike sharing, collocando stazioni di biciclette nei punti strategici della città

ed attraverso l’organizzazione di un servizio di trasporto pubblico efficiente basato su autobus a basso impatto ambientale.

  • Lampioni intelligenti

Per ridurre il consumo energetico dell’illuminazione nelle aree più esterne si  potrebbero adottare dei lamponi intelligenti che si attivano automaticamente non appena rilevano un movimento nell’area circostante, accendendosi, quando serve, al passaggio di veicoli o persone nelle vicinanze. (http://www.uttei.enea.it/tecnologie-per-le-smart-cities/tematiche/smart-lighting).

  • Canapa per la bioedilizia

È stato stimato che la principale fonte di consumo di energia a livello globale è rappresentata dal settore dell’edilizia, costituito da residenziale e terziario: esso rappresenta oltre il 40% del consumo finale di energia della comunità, nettamente superiore al consumo dell’industria (28%) e dei trasporti (32%). Per quanto riguarda le emissioni di anidride carbonica ad esso correlate, il settore residenziale e terziario è responsabile del 36% delle emissioni totali di CO2 nell’UE.                                                                                                                                                                                                                                                             

Tra le cause, come la riduzione degli spazi verdi e consumo del suolo, riscaldamento domestico e impianti di climatizzazione, utilizzo di elettrodomestici, è notevole l’impatto dei materiali da costruzione e del loro ciclo di vita. Basti pensare che delle 282 Gt di carbonio emesse in atmosfera dal 1850 al 2000, 5.5 Gt derivano dalla manifattura del cemento. L’impatto dei materiali da costruzione ha ripercussioni sia sull’ambiente naturale esterno che sulla qualità dell’ambiente indoor e sulla salute degli occupanti.

Per questo motivo, si potrebbe auspicare all’utilizzo di materiali «environmental friendly» cioè sostenibili, naturali, biodegradabili e/o riciclabili e a basso livello di grey energy, sia nell’ambito dell’edilizia ex-novo che della riqualificazione degli edifici. A tal riguardo, molto performante è il materiale derivato dalla canapa. Le fibre di canapa sono utilizzate per la realizzazione di pannelli termo- e fono- isolanti con alte prestazioni. Inoltre il materiale vegetale derivante dalla lavorazione dello stelo trova applicazione come materiale isolante termoacustico e, legato ad acqua e calce, può essere utilizzato per realizzare intonaci, massetti e, sotto forma di eco-mattoni, per creare muri di tamponatura. 

La canapa ha inoltre la capacità di stoccaggio della CO₂.

Questo proposito ha il vantaggio di trovare a livello locale la presenza di un’azienda che produce tali materiali: Edilcanapa, situata a Mosciano Sant’Angelo.

  • Sensibilizzazione ai problemi ambientali

La sensibilizzazione della popolazione ai problemi ambientali potrebbe esprimersi attraverso l’organizzazione di giornate ecologiche finalizzate alla pulizia delle spiagge, del porto, dei parchi. Nelle scuole, si potrebbero prevedere delle ore dedicate ad attività come ad esempio la piantumazione, la creazione e apposizione da parte degli studenti di locandine finalizzate ad illustrare i temi ambientali e a  divulgare i “gesti ecologici” da adottare nel quotidiano.

  • Vuoto a rendere

Il sistema del vuoto a rendere è molto diffuso all’estero, soprattutto nei paesi del nord Europa come Germania, Danimarca, Norvegia. Il meccanismo, attuabile dalle attività di ristorazione e/o dagli stabilimenti balneari oppure attraverso l’installazione di distributori appositi, potrebbe incentivare il consumatore al riciclo e al riutilizzo di contenitori.

(In Turchia ad esempio sono stati installati nuovi distributori automatici che permettono di ricaricare le tessere dell’abbonamento dei mezzi pubblici in cambio di bottiglie di plastica e lattine di alluminio che verranno riciclate).

  • Misure contro i mozziconi di sigaretta sulle spiagge

Considerato l’elevato tempo di decomposizione dei mozziconi di sigarette, la tossicità legata ai composti chimici presenti e generati durante la combustione del tabacco e i conseguenti effetti tossici su diversi microrganismi, sugli insetti e soprattutto sugli organismi acquatici, inclusi i pesci, si potrebbero prendere delle misure adeguate. Ad esempio, si potrebbero collocare in più punti della spiaggia posaceneri o prevedere sanzioni (?) per chi getta a terra i mozziconi inquinando l’ambiente.

  • Punti acqua nelle scuole

Ridurre l’utilizzo di bottigliette di plastica nelle scuole, incentivando tra gli studenti l’utilizzo di borracce da riempire presso appositi erogatori d’acqua. Questa iniziativa aiuterebbe alla sensibilizzazione sul problema dell'inquinamento da plastica coinvolgendo docenti, studenti e rispettive famiglie.

 

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