Il consiglio comunale di Giulianova, purtroppo, non è interamente antifascista

consiglio comunale giulianovaIeri il nostro gruppo consiliare, raccogliendo l’invito dell’ANPI provinciale e di tutte le forze democratiche e antifasciste presenti in città, ha proposto al consiglio comunale di Giulianova il seguente Ordine del giorno: “Le forze democratiche e antifasciste presenti in consiglio comunale, sulla base dei principi costituzionali, chiedono le dimissioni del presidente del consiglio comunale di Giulianova Paolo Vasanella”.

Come tutti sanno Vasanella in occasione del 25 Aprile ha rilasciato dichiarazioni inaccettabili per qualsiasi sincero democratico, affermando che la Festa della Liberazione è divisiva, semina odio, discordia e non rappresenta l’intero Paese, e mettendo in discussione il significato autentico della Resistenza e del 25 Aprile, data fondativa della Repubblica Italiana presidiata dalla Costituzione democratica e antifascista.

Alla fine del surreale e sconcertante dibattito – le cose dette tendevano a fuorviare il tema, vere prese di distanza non ci sono state o sono state tiepide - abbiamo provato una forte indignazione e una grande amarezza per le parole dette dai vari consiglieri di maggioranza e dal sindaco, il quale  peraltro vanta in continuazione di essere tesserato dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani).

Non solo non hanno sostenuto la richiesta delle dimissioni, ma addirittura hanno affermato che Vasanella ha espresso legittimamente il suo pensiero, dimenticando che chi riveste il ruolo di massimo rappresentante del consiglio comunale deve essere indubitabilmente antifascista e che, in considerazione del ruolo che ricopre, deve prestare molta attenzione a ciò che dice, anche fuori dalla sede istituzionale.

Addolora molto il dover constatare che in consiglio comunale, attualmente, non ci sia la consapevolezza - eccettuati i tre consiglieri del Cittadino Governante - che per stare nelle istituzioni occorra possedere i fondamentali della cultura politica e fra questi ci sono senz’altro i principi e i valori della Costituzione che vanno rispettati sempre con parole ed atti.

E, ovviamente, non bastano dichiarazioni di facciata per salvare le apparenze, occorre essere conseguenti: se si è antifascisti lo si afferma e lo si pratica. In questo caso ciò avrebbe dovuto comportare in primo luogo una chiara dichiarazione di antifascismo e poi la destituzione del presidente del consiglio Paolo Vasanella.

Abbiamo, invece, assistito a trattamenti diversi da parte della maggioranza nei confronti di  Paesani e di Vasanella (che pur aveva fatto affermazioni ancora più gravi), e al  voltafaccia del consigliere Tribuiani che aveva annunciato voto favorevole: una vera farsa!

Una cosa è certa: il consiglio comunale di Giulianova non è antifascista, eccezion fatta per gli esponenti del Cittadino Governante.

Questo spiega come mai il 25 Aprile non è stato festeggiato dal Comune: l’unica iniziativa a Giulianova è stata quella unitaria promossa dal Cittadino Governante.

Il sindaco Costantini farebbe bene a riconsegnare la tessera dell’ANPI dopo quanto avvenuto ieri nella massima assise civica. E se lui non sentisse autonomamente questo dovere, farebbe bene l’ANPI a ritirargliela, perché l’ipocrisia e l’uso strumentale di una tessera così significativa è un insulto a chi ha combattuto per la libertà e la democrazia durante la Resistenza.

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