Nelle scuole non ci deve essere amianto PDF Stampa E-mail
Mercoledì 04 Luglio 2018 12:13
stop amiantoCi hanno sorpreso non poco le dichiarazioni dell’Amministrazione comunale in risposta ai quesiti da noi sollevati in merito alla presenza dell’amianto nella scuola dell’infanzia di via Mattarella.
Nel comunicato istituzionale si asserisce  che “c’è una la sostanziale assenza di rischi” giacchè “il monitoraggio delle fibre aereodisperse ha evidenziato valori di concentrazione delle fibre davvero minimi, molto al di sotto del valore limite indicato dal decreto ministeriale 6 febbraio 1994”.
Noi crediamo che sia veramente grave che in una scuola girino nell’aria fibre di amianto liberate dal pavimento usurato e rotto in numerose aree. Queste fibre nella scuola di via Mattarella sono presenti da molti anni visto che il pavimento versa in condizioni di forte degrado da moltissimo tempo. Purtroppo le fibre di amianto possono essere inalate dai frequentatori (bambini, maestre e personale addetto) anche quando sono in quantità minime.
Come fa, quindi, l’Amministrazione comunale ad affermare “per noi la sicurezza è fondamentale, per cui mai abbiamo sottovalutato ogni possibile rischio”.
Sul sito dell’AIRC (associazione nazionale per la ricerca su cancro) si trova scritto: “non esiste una soglia oltre la quale si può essere certi della pericolosità dell'amianto: in teoria anche una sola fibra può provocare patologie; i rischi aumentano con l'aumentare dell'esposizione sia in termini di tempo sia di quantità”.

È chiaro, quindi che in una scuola non ci deve essere amianto. Solo questo dà la sicurezza massima. Ma questo non è stato per anni.

Ci chiediamo:

1.      Cosa ha fatto finora l’assessore alla Pubblica Istruzione Nausicaa  Cameli che si occupa di scuole comunali da circa 7 anni?

2.    Come mai il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione della scuola in questione ing. Bonaduce (che ha preceduto l’RSPP attuale) per anni non si è accorto del grave problema esistente, pur essendogli  state segnalate le condizioni di forte usura del pavimento?

3.      Perché non è stato coinvolto il servizio di Igiene della ASL?

4.   Perché per i rilevamenti ambientali non è stata interpellata l’ARTA (Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente)?

5.   Sono stati predisposti il controllo e l’eventuale piano di bonifica anche per la controsoffittatura che, forse, per la sua struttura è a rischio di impregnazione di  fibre di amianto? 

Riteniamo infine che debbano essere interessate, almeno a questo punto, il Servizio di Igiene e la Medicina del Lavoro della ASL affinché possano dare il loro contributo specifico in termini preventivi sulla necessità o meno di controlli alle persone che, frequentando quell’ambiente scolastico, sono state esposte finora al rischio di inalazione di fibre di amianto.

Con la tutela della salute non si scherza: leggerezze e superficialità non sono ammissibili.

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