Un sindaco da premio Attila PDF Stampa E-mail
Venerdì 30 Ottobre 2015 14:28
premio-AttilaQuesto sindaco è all’altezza? La domanda è lecita perché troppo spesso non capisce ciò che è inopportuno, e così finisce con il danneggiare la città, a volte irreversibilmente, come nel caso del Parco di Via Matteotti.
Ci chiediamo: come fa un primo cittadino a non comprendere che la realizzazione di un ristorante - chiamato eufemisticamente chiosco – lì, in un sito così delicato paesaggisticamente, è inopportuna perché  sfregia la bellezza di quel luogo identitario della città che annuncia il centro storico?
Come fa a non rendersi conto che  in un fazzoletto di verde di soli 4.000 mq (l’unica area di verde pubblico rimasta  nella zona centrale del Lido, ad ovest della Nazionale) è assurdo far realizzare una costruzione lunga14 metri, larga 8 metri ed alta 3 metri e 60, con tanto di canna fumaria, di insegna pubblicitaria (di m.2,75 x1,20) e di via di accesso, e che quel peculiare luogo verde vedrebbe cambiati in peggio e per sempre i connotati?
Come fa a non cogliere che autorizzando la cementificazione del cuore dei Giardini Matteotti causerebbe una pericolosa alterazione dell’assetto idro-geologico?
E, ancora, come fa a non percepire che un intervento di fatto impattante in una piccola area di verde urbano determinerebbe la fine di uno spazio pubblico, sottratto ai bambini e a coloro che lo frequentano?
Un bravo amministratore queste cose le capirebbe da solo e non darebbe adito a contestazioni, costringendo il dibattito a pubblico a occuparsi di cose così ignominiose.
Un amministratore lungimirante saprebbe bene che in quel sito posto alla base della collina,  e pertanto molto delicato sotto il profilo idrogeologico,  l’unica cosa da fare sarebbe quella di potenziare il verde - specialmente dopo la caduta di pini con il maltempo dell’inverno scorso - per accrescerne la bellezza sul piano estetico ed aumentarne la stabilità idrogeologica.
D’altra parte era questa la volontà del compianto Tiberio Orsini quando donò quell’area al Comune e andrebbe rispettata!
Di tutto ciò, però, il sindaco non si preoccupa affatto; conferma la posizione e si trincera dietro all’affermazione che  non ci sarebbero violazioni delle norme.
Ma nemmeno sotto questo profilo può dormire sonni tranquilli. Lì non è affatto tutto in regola. Purtroppo, anche in questo caso, è lui a sbagliarsi: come nel caso ex Migliori Longari, come nel caso palazzo Gavioli, come sulla necessità della VAS  e sull’eccessivo consumo di territorio nella Variante al PRG, come nel Piano di Lottizzazione del Lido delle Palme etc. Infatti:
1)      PRP. Se prendiamo correttamente in esame il Piano Regionale Paesistico e ne interpretiamo lo spirito, dobbiamo tener conto principalmente dell’art. 4  che alla lettera A1parla di “conservazione integrale finalizzata alla tutela dei caratteri del paesaggio naturale” per l’area in questione. In ogni caso anche a voler prendere in considerazione le disposizioni sugli usi compatibili(art. 47), questi dovranno avere “come scopo la conservazione dell'ambiente naturale nella sua integrità e dell'equilibrio naturale” della zona stessa e “positivamente verificato attraverso lo studio di compatibilità ambientale” (che non è stato fatto) secondo le disposizioni fissate dall’art. 8: a chi può sembrare plausibile che c’è compatibilità ambientale tra quel sito (così piccolo e delicato) e il fabbricato che si sta costruendo?
2)      PRG. Così pure è evidente il mancato rispetto del Piano Regolatore Generale, segnatamente delle NTA all’art 2.7.5 - F4, laddove al comma 4 non è prevista l’attività di ristorazione tra le destinazioni d’uso possibili nei giardini e parchi pubblici; e al comma 5 si stabilisce che “all'interno di giardini e parchi pubblici, le costruzioni potranno essere realizzate a condizione di non arrecare danno alla libera fruizione del verde urbano, alle alberature esistenti e alle caratteristiche panoramiche ed ambientali”.
3)      SOPRINTENDENZA. Il sindaco si barrica dietro il parere favorevole espresso dalla Soprintendenza.  È veramente singolare che chi ha fatto strame proprio dei pareri di questo Ente ora se ne faccia scudo: occorre ricordare come è stata trattata la Soprintendenza qualche mese fa quando è ripetutamente intervenuta (persino il giorno stesso del consiglio comunale)  per scongiurare la riduzione delle distanze fra gli hotel nella zona E5? Tra l’altro nel caso in oggetto il Comune, esercitando la subdelega, ha indotto in errore la Soprintendenza in quanto attraverso i suoi tecnici ha dichiarato che quella costruzione “non altera le valenze paesaggistiche del contesto di riferimento”!!!
Per tutte queste ragioni ci rivolgiamo a tutti coloro che, cittadini comuni o cittadini impegnati in politica, credono ancora nelle scelte di buon senso: chiedete di fermare quello sfregio finché si è in tempo, impedite che venga schiaffeggiata ancora una volta la bellezza che – per natura e storia - contraddistingue Giulianova, di fatto segando il ramo su cui siamo seduti.
Vi ricordiamo che la nostra Città, che vive soprattutto di turismo, avrà prospettive ed offrirà lavoro – grazie alla sua capacità attrattiva -  solo fino a quando saprà salvaguardare e migliorare le sue bellezze ambientali e paesaggistiche.
E concludendo ci rivolgiamo anche al PD: - ma quanto consenso pensate che vi rimarrà sostenendo un sindaco che distrugge le piazze recingendone il cuore, cementifica i giardini pubblici,  offende beni culturali come il Kursaal, realizza piste ciclabili a spese di marciapiedi dove una mamma col passeggino rischia l’incolumità?
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