Piazza Dalla Chiesa: perchè danneggiarla irreversibilmente, spendendoci pure soldi pubblici ?

mercato-copertoA Giulianova da molti anni classi dirigenti inadeguate producono danni alla città, talvolta in maniera irreversibile, in particolare con scelte amministrative in materia urbanistica e con la realizzazione di opere pubbliche. Esempi se ne possono fare a iosa (Lungomare monumentale ovest e Piazza del Mare, Piazza Buozzi ed il cantiere continuo di Corso Garibaldi, taglio di 250 alberi sul lungomare nord, cementificazione del Pioppeto, sfregio al Kursaal e al paesaggio collinare delle Fontanelle etc.). Ma si può continuare così? La città è ancora in grado di sopportare le conseguenze di scelte sbagliate che possono pregiudicarne la bellezza, la vivibilità e l’economia?
L’ultima in ordine di tempo è quella che prevede la militarizzazione di una piazza!
Si tratta di Piazza Dalla Chiesa che i cittadini difesero dalla cementificazione nell’estate del 2006 con una forte mobilitazione ed una nutrita raccolta di firme. Una piazza tanto bella e strategica per la sua posizione-cerniera tra il cuore del Lido ed il Centro Storico e la sua quinta collinare sullo sfondo, quanto maltrattata e dimenticata (anche da chi amministra ormai da 11 anni!).
La balzana idea, annunciata con toni trionfalistici dal sindaco, prevede la ristrutturazione a carico del Comune (tramite la sua  società partecipata Giulianova Patrimonio) di una parte del mercato coperto  (la porzione rettangolare), mentre per la parte circolare sarebbe stata programmata  una non meglio precisata fruizione pubblica!
Ora, noi pensiamo, che a nessuno, che si ispiri alla ragionevolezza, potrebbe venire in mente una cosa simile: una sorta di centauro edilizio! Se poi si considera che la caserma necessita di una recinzione alta 3 metri e mezzo, allora ci chiediamo se abbiamo a che fare con amministratori o con simpatici burloni; e se, infine, viene affermato che verrà anche mantenuto l’attuale mercato dei prodotti agricoli, si è portati a pensare che abbiamo a che fare con dei prestigiatori.
Le obiezioni sarebbero tante, sotto il profilo finanziario, urbanistico, dei lavori pubblici e dell’ubicazione dei servizi, ne solleviamo alcune:
1)      Come mai non è stata presa in considerazione, nel 2010, la proposta di  costruzione della nuova caserma da parte di quell’imprenditore che probabilmente l’avrebbe realizzata a proprie spese (nella prevista area dell’Annunziata)  per poi riscuotere per un certo numero di anni l’affitto dal ministero preposto? (clicca ed apri il documento)
2)      Perchè non si è risposto favorevolmente alla richiesta del Comando della Compagnia dei Carabinieri di ottenere, all’Annunziata, l’area  contigua alla palazzina residenziale dei carabinieri, fatta nel febbraio del 2011 e reiterata nel settembre e nuovamente nel novembre 2013? Era quanto previsto sin dal 1995 dall’accordo esistente  tra Comune e Arma dei Carabinieri. Ora si sarebbe già risolto tutto in maniera più logica e senza oneri per il Comune visto che la Legione dei Carabinieri avrebbe attivato autonomamente finanziamenti da parte del Provveditorato delle Opere Pubbliche! (clicca ed apri i documenti)
3)      Il  Comune di Giulianova versa in condizioni finanziarie molto precarie e per la nuova  legge sulla Pubblica Amministrazione risponde pienamente delle proprie società  partecipate e probabilmente con il decreto delegato sulle partecipate (di imminente definizione) la Giulianova Patrimonio non potrà nemmeno più esistere. Come fa quindi a caricarsi di un cospicuo onere finanziario per  realizzare  un’opera che, tra l’altro, non spetta al Comune e per cui la sua partecipata, oltre alla contrazione di un consistente mutuo, dovrà anche vendersi un bene pubblico?
4)      È mai possibile prevedere, senza batter ciglio, una recinzione alta 3 metri  e mezzo nel cuore di una piazza, senza dedurne che la piazza da quel momento cesserà di esistere?
5)   Come si può immaginare la coesistenza fra le delicate funzioni della Compagnia dei Carabinieri e le attività commerciali che lì si svolgono da decenni?
6)      Per quale motivo si continua a dire no alla razionale proposta, che da anni avanziamo, di riqualificazione di Piazza Dalla Chiesa e di ristrutturazione del mercato coperto per ospitare al piano terra di nuovo, e in maniera decorosa, la vendita dei prodotti agricoli a km zero (come fatto recentemente dal Comune di Roseto in collaborazione con la Confederazione Italiana Agricoltori e la Coldiretti)  e ai piani superiori la “Cittadella Creativa” con strutture e servizi culturali e ricreativi da destinare ai giovani?
7)      Perché non si opera seriamente per creare le condizioni per la realizzazione della caserma dei Carabinieri all’Annunziata e senza oneri finanziari per il Comune?
Non sappiamo se il sindaco vorrà riflettere su tutto ciò e modificare le scelte annunciate - darebbe prova di senso della cosa pubblica. Vogliamo, però, soprattutto, chiedere al Partito Democratico se è convinto di questa scelta e se vorrà seguire anche questa volta il sindaco su una strada che susciterà - come è facilmente prevedibile -  molte proteste da parte dei cittadini.
Occorre, però, che questo partito ritrovi con coraggio e tempestività la sua autonomia e la sua capacità di governo, perché non accada, in maniera di gran lunga più amplificata, quello che è accaduto con la recente pista ciclabile: era stata autorizzata dal Comandante Capezzera all’interno del porto e si è voluto, invece, ostinatamente realizzarla in maniera distruttiva, pericolosa e poco funzionale sul lungomare tra le proteste dei più.
Noi nel frattempo porteremo all’attenzione della città il destino di Piazza dalla Chiesa perché la partecipazione non si sbandiera ma si pratica coinvolgendo i cittadini, specialmente su scelte così importanti.
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