Annunziata: la storia completa del contratto di quartiere. Si correggano almeno le scelte sbagliate ancora migliorabili PDF Stampa E-mail
Giovedì 30 Luglio 2015 08:27

Annunziata aereoEnnesimo passaggio in consiglio comunale del Contratto di Quartiere dell’Annunziata avviato dal centro-destra di Cameli nel 1998 e approvato poi nel 2000 anche dall’opposizione di centro-sinistra capeggiata da Mastromauro:  sono occorsi, per il momento, ben diciassette anni!

 

E nel frattempo tanto altro cemento si è aggiunto nell’ambito della 167 e tanto altro se ne aggiungerà grazie all’utilizzo maldestro di una legge che serviva per riqualificare i quartieri degradati ma che qui a Giulianova ha avuto una traduzione amministrativa paradossale e sconcertante: hanno ritenuto di  “riqualificare” un quartiere criticato per l’eccesso di costruzioni con altro cemento e asfalto e hanno deciso di “regalare” 1000 mq. di verde pubblico  per far realizzare un parcheggio privato nel cuore  del parco !

 

 Esageriamo? Ci pare di no, basta leggere qualche stralcio del parere della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per l’Abruzzo:

 

 Prendendo atto dell'ormai avanzato iter amministrativo percorso sino ad oggi dal comune di Giulianova per la Variante relativa al "Contratto di quartiere”, nel quale questo Ufficio non è stato coinvolto se non in quest'ultima fase, si esprimono forti dubbi sul fatto  che  un'area  dalle forti valenze paesaggistiche ed ambientali come quella in esame, tutelata dal  D.Lgs. 42/2004, ed in origine ricompresa interamente dal Piano Regionale Paesistico (P.R.P.) possa essere migliorata dal punto di vista paesaggistico con nuovi quartieri ricettivi o residenziali.” 

 

Ed ancora: Ad ogni modo, pur non condividendo le scelte  di base dell'intera pianificazione che,  nella definizione dei lotti, non ha tenuto conto dell'assetto paesaggistico dell'intorno…”.

 

Inoltre: “La realizzazione dei  singoli  edifici (con il contenimento dell'altezza massima dei nuovi edifici a 2 piani fuori terra) in ogni  caso  dovrà  essere sottoposta  alla preventiva autorizzazione di questa Soprintendenza, che si riserva di valutare altresì  la  congruenza delle scelte tipologiche ed architettoniche in relazione al contesto paesaggistico circostante”.

 

E poi: “è opportuno, al fine di tutelare le notevoli valenze paesaggistiche ancora espresse dal territorio in esame, ripristinare il vincolo A1 del Piano Regionale Paesistico, cioè della conservazione integrale, in tutte le zone a nord e a sud di Via dei Pioppi e nella zona ad est di Via dei Cedri”

 

Infine: “Si auspica una sistemazione maggiormente consona al carattere paesaggistico ed ambientale del grande  parcheggio tra il Comparto  ''A"(altra edificazione da realizzare ndr) e la  curva  di via  Pioppi in ogni  caso  ricadente nel P.R.P.”

 

Siccome è imbarazzante operare in aperta contraddizione con i principi che tutelano il paesaggio e l’ambiente si preferisce non parlarne.  Ma è importante che i cittadini sappiano, anche perché potrebbero comprendere un po’di più cosa è veramente successo in Consiglio Regionale dove evidentemente l’idea di smetterla col consumo di suolo, con le cementificazioni e con la penalizzazione degli spazi pubblici comincia far capolino.

 

A Giulianova, invece, dove gli amministratori hanno fatto di tutto per uscire dalla Riserva Naturale del Borsacchio - un atto oggettivamente autolesionistico da parte di chi governa una città dedita al turismo - raccontano sempre le cose a metà e poi si strappano le vesti prendendosela con gli altri quando gli iter delle balzane idee degli amministratori trovano degli intoppi.

 

È vero che i cittadini, quando hanno scoperto che il Contratto di Quartiere - che avrebbe dovuto riqualificare - prevedeva anche la cementificazione di una porzione del parco già esistente, hanno protestato e poi hanno accettato il male minore di veder spostato un po’ più a sud l’insediamento di altre 5 palazzine per un totale di circa 30 appartamenti di 70 mq. Ma va rimarcato che  il peccato originale risiede nelle scelte della Giunta Cameli 2 nel 2000, scelte  appoggiate da Mastromauro che all’epoca era capogruppo dei DS (non a caso nel 2014 è nata la Giunta Mastromauro-Cameli dopo la finta contrapposizione del 2009).

 

Contro quell’impostazione del Contratto di Quartiere il nostro consigliere Franco Arboretti - artefice con l’amministrazione comunale del 1995 della progettazione e del finanziamento del parco dell’Annunziata - si battè già nel 1998 insieme agli altri consiglieri di opposizione dell’epoca, ma nel tempo è rimasto uno dei pochi a mantenere coerentemente le posizioni di una visione riconosciuta anche dalla Sovrintendenza come lungimirante e che ora è espressa da tutto Il Cittadino Governante.

 

Ci chiediamo a cosa servano le leggi, i codici e i piani volti alla tutela dell’ambiente, del paesaggio e alla creazione della vivibilità se poi vengono variati in continuazione per accontentare ora l’uno, ora l’altro a scapito degli interessi generali e dei beni comuni?

 

Costruttivamente, per seguire seriamente le indicazioni della Soprintendenza e per riparare in parte ai danni finora prodotti, proponiamo  che almeno:

 

1.     Venga data una più congrua contropartita economica al Comune (e quindi alla collettività) per contribuire  al completamento della effettiva riqualificazione del quartiere negli spazi pubblici rimasti (come nell’area del vecchio depuratore). Si può prendere spunto dagli articoli sulla monetizzazione del PRG (3.1.4 e 3.1.5 delle N.T.A).

 

2.     Vengano recuperati i 1000 mq. ceduti  dal Comune ad una ditta per farne un parcheggio ad uso privato.

 

3.     Sia eliminato il parcheggio previsto all’interno del parco a sud di Via dei Pioppi.

 

4.     Tutte le aree sopradette, ora destinate a parcheggio, tornino ad essere “orti urbani” com’era nel progetto originario del parco del 1995.

 

5.     Si valuti attentamente l’impatto paesaggistico ed acustico dell’ormai anacronistica centrale del teleriscaldamento la cui realizzazione è prevista ad est del campo Castrum.

 

6.     Sia realmente migliorato esteticamente il desolato parcheggio pubblico confinante col lungomare: prevedendo una fascia alberata (com’è nella tradizione dei lungomari giuliesi sin dagli anni ’70)  e realizzando il resto con tecniche di ingegneria naturalistica ed alberi.

 

7.     Si abbatta l’edificio fatiscente che nelle settimane scorse si era pensato di concedere alla Croce Rossa, ripristinando il verde

 

Abbiamo così sintetizzato la posizione de Il Cittadino Governante sull’argomento, ed è stato necessario in quanto si è fatto in modo che il nostro consigliere non potesse partecipare al consiglio comunale che dovrà affrontare di nuovo il tema giovedì 30 luglio. Provvederemo, comunque, a protocollare le nostre proposte in forma di emendamenti da far esaminare al consiglio durante la discussione del punto, confidando che ci si orienti verso la concreta tutela del valore paesaggio-ambiente.
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