Alberi tagliati e impiego di ingenti risorse pubbliche per mettere a rischio pedoni, ciclisti e automobilisti (persino) e realizzare brutture PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Marzo 2015 13:44
pista-ciclabile-GiulianovaÈ stato aperto il cantiere della pista ciclabile sul lungomare sud. Stando al progetto si tratta dell’ennesima opera pubblica mal concepita che farà sperperare soldi pubblici (390.000 euro) e probabilmente, più che facilitare la mobilità sostenibile e abbellire la città, realizzerà brutture  e creerà problemi.
L’Amministrazione comunale dice: “la ciclabile correrà parallelamente al marciapiede lato est, inglobando gli spazi attualmente adibiti a parcheggio, su una superficie colorata e rialzata, pari a quella del marciapiede, con una larghezza di circa 2,50 metri. L'intervento prevede anche il rifacimento dell'attuale marciapiede, limitatamente alle parti rovinate dalle radici dei pini. I pini vanno eliminati, anche perché interferiscono in maniera determinante con la costruzione della ciclabile. In ogni caso provvederemo a sostituirli con altre essenze meno invasive in accordo con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per l'Abruzzo”.
Cioè tra la fine del Lungomare Monumentale e l'anfiteatro in legno sul Lungomare Spalato avremo: 
·        Un marciapiede ad uso promiscuo per pedoni e ciclisti in spazi angusti e rischiosi per la loro sicurezza (il marciapiede, già stretto, verrà ridotto di 80cm.; la pista ciclabile, rialzata, sarà “a picco” direttamente sul traffico              automobilistico).
·        La perdita dei parcheggi esistenti sul lato est.
·        La strada (notoriamente ad alta intensità di traffico) a doppio senso di marcia ridotta di circa mezzo metro.
·        il taglio ingiustificato di molti alberi, oltretutto  in assenza di serio e qualificato progetto alternativo del verde.
 
Risultato: sarà abbattuto un patrimonio arboreo importante;  saranno in sofferenza e a rischio pedoni, ciclisti e persino gli automobilisti, visto anche l’alto numero di attraversamenti per le numerose attività esistenti in quel tratto.
A nostro avviso si poteva optare per soluzioni diverse, meglio pensate, di maggiore qualità, meno costose e, per questo, estese ad altri tratti del lungomare.
Innanzitutto l’opera pubblica suddetta  andava collocata all’interno di una visione strategica e lungimirante, coerente con l’idea della mobilità sostenibile per l’intera città  e con quella di un lungomare a valenza paesaggistica.
Poi, più razionalmente la sequenza logica delle cose da fare poteva essere:
1)    Scelta a favore di una diversa organizzazione della mobilità cittadina improntata alla mobilità sostenibile con un progetto unitario da realizzare poi per stralci.
2)    Piano traffico per l’intera città accompagnato dalla previsione di una rete urbana di piste ciclabili e di tutte le infrastrutture per la mobilità sostenibile.
3)    Diversa e più funzionale organizzazione del trasporto pubblico.  
4)    Progetto di restyling di tutto il lungomare affidato ad architetti del paesaggio e a botanici per farne una passeggiata amena di grande qualità estetica.
 
Avendo elaborato preliminarmente tutto ciò, sul tratto in questione del lungomare, sicuramente si poteva realizzare qualcosa di più bello, funzionale, sicuro e meno costoso per la pista ciclabile e per la passeggiata est del lungomare:
Ø Con una convincente azione diplomatica si poteva ottenere il passaggio della pista ciclabile, in corrispondenza del tratto in questione, sulla banchina di riva del porto o in alternativa su parte della carreggiata del lungomare prevedendo come a San Benedetto del Tronto il senso unico.
Ø L’ampliamento del marciapiede est per renderlo pari  alla larghezza esistente da decenni nel primo segmento (in corrispondenza dell’ex Golf bar), dopo averlo  concertato con tutti gli interlocutori insistenti sul demanio marittimo. Si sarebbe ottenuto, in economia, uno spazio finalmente configurato come una vera passeggiata degna di un lungomare, in grado di raccordarsi con il tratto già  realizzato del Lungomare Spalato.
Ø Il verde progettato da esperti, partendo da quello esistente, e pensato per abbellire paesaggisticamente il lungomare.
CCome al solito non verremo ascoltati perché non si è mai visto un sindaco così poco capace di dialogo e arroccato nelle proprie convinzioni. Eppure almeno i partiti che lo sostengono dovrebbero fargli notare che con precedenti come i suoi (vedi piazza Buozzi, piazza del Mare, Lungomare ovest, anfiteatro dietro al comune, etc.) non può permettersi il lusso di avere comportamenti autarchici.
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