Annunziata: la storia completa del Contratto di Quartiere, si correggano almeno le scelte sbagliate ancora migliorabili PDF Stampa E-mail
Lunedì 16 Marzo 2015 13:23

Parco-AnnunziataTutti i nodi, prima o poi, vengono al pettine. Se si riqualifica un quartiere criticato per l’eccesso di costruzioni anche  con… altro cemento e asfalto e sostanzialmente si regalano 1000 mq per far realizzare un parcheggio privato nell’ambito di un parco  a volte si possono incontrare negli enti sovracomunali punti di vista più civili che disapprovano. È quello che sta capitando col Contratto di Quartiere dell’Annunziata  voluto dal centro-destra di Cameli nel 1998 e approvato poi nel 2000 anche dall’opposizione di centro-sinistra capeggiata da Mastromauro. Basta leggere il parere della Sovrintendenza per i beni ambientali e architettonici per l’Abruzzo per rendersene conto.

In esso è scritto: Prendendo atto dell'ormai avanzato iter amministrativo percorso sino ad oggi dal comune di Giulianova della Variante al Piano di Recupero di che trattasi, nel quale questo Ufficio non è stato coinvolto se non in quest'ultima fase, relativamente al "Contratto di quartiere (variante piano di recupero di cui alla delibere di C.C. n. 64 del 14/09/2000 e del  15/11/2006)… si esprimono forti dubbi sul fatto  che  un'area  dalle forti valenze paesaggistiche ed ambientali come quella in esame, tutelata dal  D.Lgs. 42/2004, ed in origine ricompresa interamente dal Piano Regionale Paesistico (P.R.P.) possa essere migliorata dal punto di vista paesaggistico con nuovi quartieri ricettivi o residenziali.”   
Inoltre: Ad ogni modo, pur non condividendo le scelte  di base dell'intera pianificazione che,  nella definizione dei lotti, non ha tenuto conto dell'assetto paesaggistico dell'intorno…”.
E ancora: “La realizzazione dei  singoli  edifici (con il contenimento dell'altezza massima dei nuovi edifici a 2 piani fuori terra) in ogni  caso  dovrà  essere sottoposta  alla preventiva autorizzazione di questa  Soprintendenza, che si riserva di valutare altresì  la  congruenza delle scelte tipologiche ed architettoniche in relazione al contesto paesaggistico circostante”.
Infine: “Si auspica una sistemazione maggiormente consona al carattere paesaggistico ed ambientale del grande  parcheggio tra il Comparto  ''A" e la  curva  di via  Pioppi in ogni  caso  ricadente nel P.R.P.” 
Siccome tutto ciò è imbarazzante si preferisce non parlarne.  Ma è importante farlo sapere ai cittadini, anche perché aiuterebbe a capire un po’di più cosa è veramente successo in Consiglio Regionale dove evidentemente l’idea di smetterla col consumo di suolo, con le cementificazioni e con la penalizzazione degli spazi pubblici deve essere finalmente arrivata.
A Giulianova, invece, dove hanno fatto di tutto per uscire dalla Riserva Naturale del Borsacchio – un atto oggettivamente autolesionistico da parte di un’amministrazione che governa una città dedita al turismo  -  raccontano sempre le cose a metà e poi si strappano le vesti prendendosela con gli altri.
È vero che i cittadini, quando hanno scoperto che il Contratto di Quartiere - che avrebbe dovuto riqualificare - prevedeva anche la cementificazione di una porzione del parco già esistente, hanno protestato e poi hanno accettato il male minore di veder spostato un po’ più a sud l’insediamento di altre 5 palazzine per un totale di circa 30 appartamenti di 70 mq. Ma va rimarcato che  il peccato originale risiede nelle scelte della Giunta Cameli 2 nel 2000  appoggiate da Mastromauro, all’epoca capogruppo dei DS (forse non a caso nel 2014 è nata la Giunta Mastromauro-Cameli dopo la finta contrapposizione del 2009). 
Contro quell’impostazione del Contratto di Quartiere il nostro consigliere Franco Arboretti si battè già nel 1998 insieme agli altri consiglieri di opposizione, ma nel tempo è rimasto uno dei pochi a mantenere coerentemente le posizioni di una visione riconosciuta anche dalla Sovrintendenza come lungimirante e che ora è espressa da tutto Il Cittadino Governante in consiglio comunale.
Non sappiamo come andrà a finire ma se le cose rimarranno così proponiamo  che almeno:
 
·         Venga data una più congrua contropartita economica al Comune (e quindi alla collettività) per contribuire  al completamento della effettiva riqualificazione del quartiere negli spazi pubblici rimasti (come nell’area del vecchio depuratore). Si può         prendere spunto dagli articoli sulla monetizzazione del PRG (3.1.4 e 3.1.5 delle N.T.A).
·         Vengano recuperati i 1000 mq. ceduti  dal Comune ad una ditta per farne un parcheggio ad uso privato.
·         Siano eliminati i parcheggi previsti all’interno del parco a sud di Via dei Pioppi.
·         Tutte le aree sopradette   ora destinate a parcheggio tornino ad essere destinate ad “orti urbani” com’era nel progetto originario del parco del 1995.
·         Si valuti attentamente l’impatto paesaggistico ed acustico dell’ormai obsoleta centrale del teleriscaldamento la cui realizzazione è prevista ad est del campo Castrum.
·         Sia migliorato esteticamente il desolato parcheggio pubblico confinante col lungomare: prevedendo una fascia alberata (com’è nella tradizione dei lungomari giuliesi sin dagli anni ’70)  e realizzando il resto con tecniche di ingegneria naturalistica.
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