L’ospedale di Giulianova deve essere il secondo per importanza in ambito provinciale dopo quello di Teramo: e’ logico e razionale PDF Stampa E-mail
Mercoledì 22 Ottobre 2014 15:24
ospgiuPrima dell’incontro col Governatore  D’Alfonso e l’Assessore alla Sanità Paolucci sarebbe stato molto più utile e produttivo un lavoro corale svolto in Commissione Sanità al fine di definire una unitaria e incisiva piattaforma di richieste adeguate ai bisogni della nostra città.  
Già nel 2011  avanzammo  in una riunione della Commissione Sanità la proposta  di lavorare in tal senso per l'Ospedale e la medicina territoriale giuliese: nonostante si fosse tutti d’accordo, non se ne fece, inspiegabilmente, niente.
Auspichiamo, ad ogni buon conto, che si possano, in futuro, trovare la volontà e le vie per recuperare il tempo perduto.
Il tema dell’Ospedale è statonegli ultimi anni spesso al centro del dibattito cittadino.
Per il Cittadino Governante l’idea di un nuovo ospedale è poco realistica.
D’altra parte sarebbe uno spreco rottamare un ospedale che ha solamente bisogno di un’adeguata ristrutturazione e messa a norma (ove serve), e soprattutto di personale sufficiente ed attrezzature tecnologicamente moderne ed adeguate, all’interno di un progetto che individui le funzioni che il presidio giuliese deve svolgere nell’ambito della sanità provinciale, anche in risposta al fisiologico aumento di presenze durante il periodo estivo.
L’Abruzzo deve aver una sanità di qualità, sia ospedaliera che territoriale, a costi sostenibili, razionalmente distribuita, con strutture facilmente raggiungibili, da ogni angolo della regione.
Questo vuol dire che i 35 ospedali abruzzesi (veramente troppi per un milione 350.000 abitanti  stando ai criteri razionali e alle leggi sanitarie) vanno ridotti al fine di liberare le risorse per realizzare una rete ospedaliera regionale di grande qualità in grado di fronteggiare bene qualsiasi patologia tanto da evitare anche la migrazione verso altre regioni con riduzione dei costi della mobilità passiva. Per contrastare la suddetta mobilità passiva oltre che sulla qualità dei servizi ospedalieri occorre puntare sulle ubicazioni strategiche dei presidi sul territorio regionale e a noi sembra che la posizione e i collegamenti stradali, autostradali e ferroviari dovrebbero far preferire Giulianova sia ad Atri che a Sant’Omero.
In tale rete regionale Giulianova dovrebbe essere sede di un ospedale di media complessità, uno dei due per acuti della provincia e dovrebbe avere tutte le specialità di base.
l’Amministrazione comunale ed il Consiglio Comunale tutto, quindi, dovrebbero adoperarsi con le giuste e convincenti argomentazioni  perché a Giulianova  possa  esistere un ospedale con simili caratteristiche e in campo sanitario, in aggiunta all’esistente, ci siano anche:
  1. La riapertura del Punto nascita con Ostetricia, Ginecologia e Neonatologia. Anche in forza del fatto che sulla costa tra San Benedetto e Pescara, che vede un notevole aumento della popolazione in estate, non esistono altri punti nascita.
  2. La Risonanza Magnetica per tutti gli apparati, così da ridurre i tempi di attesa ed evitare la fuga verso le strutture private convenzionate (il costo di tale importante apparecchio diagnostico verrebbe recuperato nel giro di poco tempo).
  3. Potenziamento del Pronto Soccorso in termini di personale (particolarmente nei periodi estivi) e attrezzature, dotandolo di Astanteria per ridurre i ricoveri non necessari.
  4. La piena autonomia (e autosufficienza) dell’Ortopedia.
  5. Realizzazione di una Riabilitazione di grande qualità per tutte le patologie.
  6. La restituzione della centralità al Centro di Riferimento Regionale di Fisiopatologia della Nutrizione che non solo non ha visto potenziata la propria attività ma addirittura  è stato letteralmente svuotato a favore di un’annunciata nuova struttura a Popoli (ASL di Pescara).
  7. L’apertura della RSA (Residenza Sanitaria Assistita).
  8. l’organizzazione dei Nuclei delle Cure Primarie (NCP)  per la medicina generale sul territorio.
  9. Forte snellimento delle liste d’attesa che raggiungono ormai livelli intollerabili. Per risolvere questo problema occorre che nel nostro ospedale e sul territorio, da una parte si potenzino i servizi diagnostici dotandoli di attrezzature sufficienti e di qualità (ecografi ed ecocolordoppler per i vari apparati, ECG, Holter pressorio e dinamico, spirometria, etc.), e dall’altra si colmi, con l’arrivo di sufficiente personale medico e paramedico (a partire dai concorsi per i numerosi primari mancanti), l’annosa carenza che si è venuta creando.
Auspichiamo, comunque, che la nuova Giunta Regionale valuti attentamente le riflessioni e le proposte avanzate dal Cittadino Governante in merito alla sanità giuliese nel contesto provinciale. Auspichiamo, altresì, che ci siano risposte adeguate ai bisogni dell’importante realtà della Piccola Opera Charitas.
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