Area Ex. Migliori Longari entra nel vivo il processo penale per abuso edilizio

Area-Ex.Migliori-LongariLa vicenda  dell'area ex Migliori-Longari, a ridosso di piazza Dalla Chiesa, è infine approdata nelle aule dei tribunali, con il rinvio a giudizio per abuso edilizio dei referenti della ditta costruttrice, del progettista e dell'allora dirigente dell’Ufficio Urbanistico comunale. Con questo atto la magistratura ha dunque seriamente preso in considerazione l'esposto presentato all'epoca dalla nostra associazione, che contestò - come estremo tentativo di difesa del paesaggio, della sicurezza idrogeologica, dell’asilo-nido e del campo di atletica - l'edificazione di due delle quattro palazzine, perchè in contrasto con le direttive della SUP e del Comitato Beni ambientali della Regione.
Riteniamo superfluo  ripercorrere oggi le innumerevoli tappe di una vicenda  sotto molti aspetti sconcertante che sin dall’inizio fece indignare la popolazione alla quale cercarono di dare voce oltre al Cittadino Governante anche Italia Nostra ed un appello degli intellettuali giuliesi. Ci preme piuttosto rimarcare come, con la propria decisione, la magistratura abbia ritenuto plausibile la fondatezza di quelle  irregolarità che, a suo tempo, la nostra associazione  ebbe la capacità di rilevare,  la tenacia di combattere ed il coraggio di denunciare per difendere i beni comuni.
Contro l'esposto che presentammo alla magistratura si scatenarono all'epoca veri e propri  attacchi. Sindaci (Ruffini prima e Mastromauro poi), amministratori, esponenti politici di quasi tutti gli schieramenti  ed anche una parte dei mezzi di comunicazione ci accusarono ingiustamente di voler bloccare lo sviluppo della città, di volerci  opporre “a priori” a qualunque progetto, di non aver a cuore il bene della città: accuse ingiustificate, che abbiamo  dovuto sopportare non solo in questa vicenda, in cui la proprietà è arrivata persino a querelarci per diffamazione (la magistratura, poi, archiviò), ma anche in tutte le altre circostanze in cui ci siamo schierati contro l'assalto indiscriminato al territorio ed  il superamento disinvolto dei limiti imposti dalle regole e dal buon senso.
Ma non era e non è così. A muoverci, in quella come in numerose altre situazioni analoghe (ex-Sadam, palazzo Gavioli accanto al Kursaal, Piano Integrato di via Cupa, parco sul “cannocchiale verde” del lungomare, piazza Dalla Chiesa, Pioppeto...) è sempre stata  la volontà di difendere Giulianova dalla cementificazione dissennata  e dalla speculazione edilizia; è stata la certezza che l’urbanistica è l’arte di costruire città armoniche e vivibili; è stata la convinzione che il rispetto dell’ambiente, la sicurezza idrogeologica, la salvaguardia del paesaggio e la difesa degli spazi pubblici  (piazze, parchi, giardini, scuole, impianti sportivi e piste ciclabili etc.) vanno prioritariamente garantite in una città che cresce.
Per tutti questi motivi  non  possiamo considerare  i rinvii a giudizio decisi dalla magistratura come una vittoria, ma piuttosto come la logica conclusione di una delle pagine più tristi della storia cittadina recente, caratterizzata dall'incapacità di un'intera classe dirigente di salvaguardare gli interessi generali. Quegli interessi generali che a più riprese la nostra associazione ha dimostrato con i fatti di porre al centro della discussione politica ed in cima alle scelte del proprio impegno per la città. Non sappiamo se il Comune si costituirà almeno adesso  parte civile; se ci sarà consentito noi, comunque, lo faremo.
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