Il paese chiede a gran voce moralità e competenza

Ente PortoMa i partiti a Giulianova ce l’hanno il polso della situazione nazionale e locale?
I Cittadini chiedono, ovunque, a gran voce moralità e competenza nella vita pubblica, e vogliono essere messi in condizione di partecipare.
Come è stato possibile che i partiti abbiano potuto tradire gli impegni assunti in Consiglio Comunale il 29 novembre ?
Tutti ricorderanno che il nostro gruppo consiliare chiese alle forze politiche presenti in Consiglio di abbandonare la solita logica della spartizione politica e di dare un reale segnale di cambiamento indicando, tra i rappresentanti del Consiglio di Amministrazione dell’Ente Porto, una figura operante quotidianamente nel settore in modo da rafforzare la presenza degli esperti in un ente che deve occuparsi anche della pesca, attività economica attualmente in forte difficoltà.
Nel rispetto del criterio della competenza chiedemmo, quindi, di prendere in seria considerazione la proposta avanzata dal Cogevo (importante associazione della marineria locale) di avere un loro rappresentante in seno al Consiglio di Amministrazione. Tutti conoscono i meriti dell’associazione dei vongolari:  competenza nel settore, passione per il mare, difesa attiva delle acque dagli inquinamenti provenienti dagli sversamenti nei fiumi, rispetto  del mercato ittico, atti concreti per aumentare l’occupazione nella pesca.
Perché, pur avendo quasi tutti i gruppi consiliari accettato la proposta del Cittadino Governante, quando è stato il momento delle decisioni, i partiti non hanno rinunciato ad un posto a favore di un altro esponente della marineria oltre a quello indicato dalla Camera di Commercio?
Sarebbe bastato che il PdL, avendo già la presidenza nella persona di Paolo Vasanella – a cui auguriamo buon lavoro – avesse rinunciato al secondo esponente o che il PD si fosse comportato come ha fatto a livello nazionale per le nomine nel consiglio d’amministrazione della RAI, quando ha indicato persone della società civile quali Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi.
Il cambiamento va dimostrato con i fatti e non con le declamazioni demagogiche.

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