Variante al prg: c’e’ bisogno sia di una rapida risposta alle esigenze di prima casa e dell’economia, sia di conservare e valorizzare le bellezze di Giulianova

La buona tradizione giuliese della gestione del territorio va rinverdita e aggiornata ispirandosi coerentemente alla sostenibilità, al rispetto in campo economico delle vocazioni territoriali, alla salvaguardia dell’ambiente, alla difesa del paesaggio, alla tutela dei beni culturali ed alla qualità urbana. Gli errori di una selvaggia cementificazione vanno evitati perché i danni sono generalmente irreversibili e le ripercussioni negative sulla qualità della vita cittadina, sul turismo e sull’identità giuliese non saranno apprezzate dai cittadini e dai turisti e non saranno perdonate dalle future generazioni. Per esser chiari, riteniamo che non sia saggio estendere all’intera Giulianova, come la Variante invece fa, il modello di urbanistica che: ha offeso la collina del centro storico (nell’area ex Migliori Longari); ha sfregiato il Kursaal;  ha riempito di cemento il Pioppeto;  ha autorizzato l’edificazione a ridosso del lungomare in corrispondenza dell’Annunziata. Come pure occorre evitare qualche errore del passato come quello delle barriere edilizie che hanno fatto scomparire la vista sul mare da Bivio Bellocchio.
Per questi motivi e per indicare strade più rapide nel dare risposte ai veri bisogni dei cittadini e del’economia, costruttivamente, il nostro gruppo consiliare presenterà questo emendamento lunedì in Consiglio Comunale:

1)     Per dare una risposta in tempi brevi ai bisogni veri dei cittadini  ed un impulso effettivo alle imprese edili, attualmente, in difficoltà, si proceda alla definizione di un provvedimento contenente tutte le risposte alle reali esigenze di prima casa e delle attività economiche  per poi  approvarlo rapidamente come stralcio della Variante.

2)    Nel contempo, per il resto della materia urbanistica, si compia uno studio analitico per: la conoscenza completa dell’attuazione del PRG vigente; un’approfondita ricognizione sui bisogni reali in termini di alloggi (compresa l’edilizia popolare), ricettività turistica e aree per insediamenti produttivi; l’individuazione delle aree protette da tutelare; il riordino e l’ampliamento degli spazi pubblici. Tutto questo, proprio per la maggiore sintonia con le leggi urbanistiche e con gli enti sovracomunali, potrà, in tempi ragionevoli,  far definire - utilizzando anche parte del lavoro svolto finora  - un nuovo strumento urbanistico adeguato ai tempi con: con poco consumo di suolo, molta riqualificazione dell’edificato urbano abbandonato o sottoutilizzato e una ridefinizione delle infrastrutture per una moderna impostazione della mobilità.

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