Sinceramente ci auguriamo che sia svolta vera

IT NostraApprendiamo dalla stampa che il Sindaco Mastromauro esprime disappunto per la fisionomia di un nuovo edificio da realizzare, previa demolizione della palazzina esistente, in via Gramsci angolo via Cesare Battisti, affermando che il progetto "ultramoderno" sembra " fare a pugni con il contesto in cui è inserito". Naturalmente l'osservazione è condivisibile, visto che l'intervento, per la sua vicinanza al centro storico, inciderà sull’estetica di uno dei suoi ingressi. La Sezione locale di Italia Nostra è intervenuta in modo puntuale sul tema, spiegandolo e circostanziandolo, così da portare a conoscenza della cittadinanza utili elementi di riflessione e proposte.
Quel che resta poco comprensibile è il fatto che un sindaco, passeggiando come un comune cittadino lungo le vie della città che amministra ormai da anni,  si sia scoperto sorpreso e contrariato per le caratteristiche di un edificio il cui progetto ha completato l’iter procedurale.
 Eppure proprio lui avrebbe potuto prevenire tali situazioni:
1) Mettendo in campo specifiche competenze negli uffici comunali e nella commissione edilizia al fine di valutare negli interventi urbanistici la continuità di caratteri architettonici e gli equilibri di contesti anche e, soprattutto, nei singoli edifici che non rientrano nelle zone già normate e vincolate.
2) Interpellando preventivamente La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici dell’Abruzzo affinché accertasse l’esistenza dell’interesse culturale per l’edificio (come accadde per la scuola Acquaviva).
Ma ciò non è accaduto. Magari  una maggiore attenzione avrebbe potuto evitare l'insorgere di un  possibile contenzioso con conseguenti costi e situazioni di incertezza. 
Infine ci chiediamo perché il sindaco non abbia fatto le stesse riflessioni qualche anno fa quando come assessore ai lavori pubblici promosse la ristrutturazione di piazza Buozzi che ha deturpato irreversibilmente il cuore della Giulianova rinascimentale nonostante i tanti suggerimenti che all’epoca furono dati. Ci auguriamo, però, che questa tardiva svolta verso la qualità urbanistica ed architettonica sia definitiva. L’imminente passaggio sulla VAS per la Variante al PRG costituirà un buon banco di prova e così vedremo se è oro tutto quello che luccica.
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