La farmacia comunale va salvata, se l’amministrazione si ostina a vendere realizzi almeno molto PDF Stampa E-mail
Giovedì 10 Novembre 2011 00:00

La farmacia comunale non va venduta perché:
  • E’ un’attività economica pubblica che produce guadagni annuali consistenti e migliorabili ulteriormente.
  • Può produrre servizi importanti per la collettività.
  • Si doveva evitare di creare una situazione finanziaria così deficitaria nel Bilancio Comunale: oltre alle cause esterne, ci sono, infatti, molte cause locali di cui sono responsabili gli amministratori comunali.
  • Ci sono altre vie concrete da percorrere per fronteggiare il buco finanziario creatosi in Bilancio.
  • C’è un fronte molto ampio di forze (di cui Il Cittadino Governante fa parte), che attualmente rappresenta la maggioranza della popolazione, che responsabilmente dice no alla vendita e che sta trovando notevole consenso nella raccolta di firme per la salvezza della farmacia comunale. 
E comunque se la Giunta volesse venderla, nonostante tutto, il Comune deve, almeno, realizzare un lauto introito. A tal fine il Bando per la vendita va, quindi, modificato e prorogato perché:
  • E’ autolesionistico aggiudicare la gara anche in presenza di un solo partecipante (la “svendita” della scuola elementare Acquaviva - quando ci fu un solo partecipante - lo dovrebbe aver insegnato!).
  • La base d’asta può, congruamente, essere superiore e partire dai 4 milioni di euro. Si fa sempre in tempo a ridurre in caso di gara deserta.
  • Occorre garantire una conoscenza maggiore a livello regionale e       nazionale della notizia della vendita per avere una vera competizione tra le offerte.
  • Visto che possono partecipare solo farmacisti vanno informati tutti gli ordini dei farmacisti sul territorio nazionale e non solo quelli abruzzesi.
  • Occorre concedere più tempo per favorire una maggiore partecipazione alla gara e per dare il tempo ai potenziali partecipanti di organizzarsi nel reperimento del denaro necessario (presso le banche o creando cordate forti economicamente): venti giorni circa sono veramente pochi.
  • Vanno modificate le clausole che tendono a restringere la possibilità di partecipazione alla gara.
  • Andrebbe favorita la creazione di società di giovani farmacisti disoccupati ma in possesso dei titoli previsti.
  • Vanno inseriti nel bando aspetti rilevanti per stimolare l’interesse a partecipare all’asta e cioè: l’entità del ragguardevole volume di affari annuale della farmacia ed anche il fatto che si trovi in una città balneare, ubicata in centro, in una strada molto trafficata e con facilità di parcheggio.
Si torni, responsabilmente, indietro, quindi: questo è la strada maestra per tutelare gli interessi generali.
Altrimenti si creino, almeno, le condizioni perché il Comune introiti il più possibile.
Ricordiamo che i cittadini stanno a guardare e si interrogano su quanto dovranno ancora perdere a causa delle conclamate  incapacità di questa amministrazione.
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