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Il Cittadino Governante
Il bilancio comunale dov’è? PDF Stampa E-mail
Martedì 19 Aprile 2016 06:59
Bilancio partecipatoIl Bilancio di previsione 2015 deve essere approvato entro il 30 aprile 2016.
Viene annunciato come un bilancio pieno di tagli e tasse con scelte difficili da compiere che potrebbero incidere pesantemente anche sui servizi sociali. C’è poi la riflessione da compiere su come utilizzare gli introiti derivati dalla vendita di Julia Servizi. Eppure ad oggi non c’è alcunché a disposizione dei consiglieri comunali per consentire a questi di svolgere con cognizione di causa e responsabilmente il proprio mandato.
In questa città - continuamente inondata da comunicati di propaganda -  i concetti di bilancio partecipato e di trasparenza sono solo citati ma, nella realtà, svuotati di significato.
Quest’anno era stato annunciato in pompa magna l’avvento del bilancio partecipato, con il coinvolgimento della cittadinanza sin da gennaio; ebbene siamo al 19 aprile, mancano solo 10 giorni, e non solo i cittadini non sanno niente di niente, né hanno potuto interloquire con l’amministrazione, ma non sanno niente persino i consiglieri, almeno quelli di opposizione.
Vorremmo ricordare che ci sono norme precise che tutelano i diritti dei consiglieri.
Lo Statuto del Comune all’art. 51 comma 2 dice:
“Il Comune di Giulianova per l’approvazione del bilancio preventivo e del rendiconto, adotta la metodologia del Bilancio Partecipato, per il coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte programmatiche annuali, pluriennali e per la valutazione dei risultati. Il regolamento di partecipazione conterrà la disciplina di dettaglio per le garanzie di partecipazione in sede di elaborazione, approvazione, gestione e verifica dei bilanci annuali e pluriennali.
Il Regolamento di Contabilità del Comune recita all’art. 37:
“2. La proposta definitiva di bilancio, approvata dalla Giunta sulla base del percorso di cui al comma 1 del presente articolo, viene presentata al collegio dei revisori entro 30 giorni dai termini di approvazione del bilancio stabiliti dalla normativa vigente. II collegio deve fornire il parere sulla proposta di bilancio e sui documenti allegati entro 10 giorni.
3. Lo schema di bilancio con i relativi allegati viene trasmesso al Consiglio il quale, entro 20 giorni, deve approvarlo in apposita sessione di bilancio da tenersi entro il mese di dicembre di ciascun esercizio (quest’anno prorogato al 30 aprile)
4.Gli eventuali emendamenti allo schema di bilancio devono essere presentati da parte dei consiglieri almeno 5 giorni prima di quello previsto per l'approvazione del bilancio.
Quindi se un’amministrazione vuole essere veramente trasparente e intende consentire la partecipazione consapevole e costruttiva di tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione, deve consegnare tutta la documentazione riguardante il bilancio 20 giorni prima dell’approvazione altrimenti - considerata la complessità della materia - come può un consigliere presentare emendamenti almeno 5 giorni prima della discussione in consiglio?
Se poi lo scopo è quello di rendere difficoltosa la conoscenza degli atti per costringere i consiglieri ad essere impreparati ed evitare così le analisi critiche, la strategia di non dare la documentazione è senz’altro efficace; ma quel sindaco, quell’amministrazione e quella maggioranza sono indubitabilmente poco democratici e molto probabilmente poco attrezzati per reggere il confronto e per esercitare il buon governo.
Auspichiamo che almeno il Presidente del Consiglio Comunale ed il Presidente della Commissione Bilancio sentano il dovere di tutelare i diritti di tutti i Consiglieri e recuperino almeno parte del tempo perso.
 
Abbiamo speso oltre 4 milioni di euro per poi far edificare nel parco Franchi ? L’amministrazione non può offendere fino a tal punto Giulianova e i giuliesi: si fermi finchè è in tempo PDF Stampa E-mail
Giovedì 14 Aprile 2016 08:04
Chiosco Parco Franchi 02È comparsa la recinzione di un cantiere sul fronte mare del parco Franchi: lì dove c’era il verde e i bambini potevano giocare liberamente stanno già scavando per la costruzione di un ristorante (chiamato eufemisticamente chiosco). È previsto un ingombro complessivo di circa 100 mq. ( per una lunghezza di 16 metri e 35, una larghezza di 6 metri e 10); l’edificio  raggiungerà un’altezza di 4 metri e mezzo. Si intuisce facilmente, inoltre, che le ripercussioni negative sulla piena fruibilità del parco si sentiranno ben oltre l’area interessata.
E così il parco più famoso della città, che da decenni, sul lungomare, contribuisce a rendere bella paesaggisticamente Giulianova, invece di veder accrescere il verde - per la verità sempre più carente, tanto che avrebbe bisogno al più presto di un infoltimento - ospiterà nella sua prima fascia un’impattante barriera visiva al posto dei necessari nuovi alberi.
Il nostro lungomare dichiarato di notevole interesse pubblico dal Decreto Ministeriale del 1969, ben lungi dall’essere tutelato, viene, purtroppo, sempre più offeso e sfregiato.
Invece di recuperare la vista mare, curare il verde, creare aree pedonali, tutelare i beni culturali (come il Kursaal), garantire il decoro nell’arredo urbano, da tempo le amministrazioni comunali tagliano alberi e siepi, consentono l’oscuramento del panorama marino, aumentano - con le loro scelte - traffico e parcheggi, autorizzano la cementificazione di ogni spazio residuo.
Adesso è giunta l’ora del barbaro accanimento nei confronti di parco Franchi.
Sconcertati, ci chiediamo, insieme ai nostri concittadini, perché mai il Comune abbia pagato oltre quattro milioni di euro per acquisirlo come parco pubblico nel cuore del Lido se poi il suo destino è quello di essere utilizzato per finalità improprie, di fatto privatizzato nella sua porzione più importante.
Già nel 2012 in Consiglio Comunale ci battemmo contro questa prospettiva e dicemmo: “Parco Franchi deve restare un parco, e per questo andrebbe solo arricchito di prati, arbusti, siepi, alberi e panchine e dotato dei necessari bagni pubblici per poter ospitare degnamente i frequentatori. Il giorno in cui dovesse iniziare il conflitto tra i bimbi che hanno tutto il diritto di giocare e gli avventori del ristorante che si vedono arrivare il pallone sul tavolo attorno a cui stanno mangiando, quel parco non cesserebbe di essere un parco?”
Fummo inascoltati allora e pure recentemente quando, in occasione della discussione sulla deturpazione del parco di via Matteotti, abbiamo chiesto di smetterla con la penalizzazione dei parchi pubblici invitando il sindaco a non far rilasciare l’autorizzazione all’edificazione all’interno di parco Franchi. Finora non è stato possibile. Ma, come con il sostegno della cittadinanza siamo riusciti a preservare piazza Dalla Chiesa e a far ubicare la caserma dei Carabinieri all’Annunziata,  siamo convinti che l’indignazione dei cittadini travolgerà la miopia di un potere che si sta rivelando sempre più insensibile e arrogante.
Nell’autorizzazione rilasciata ci sono irregolarità tali che alla lunga (come nel caso dell’area ex Migliori Longari) sul piano giudiziario avremmo ragione, ma sarebbe ancora una volta troppo tardi. Noi vogliamo che il parco non venga edificato in alcun modo perché solo questo farebbe il bene della nostra città.
Per questo richiamiamo l’attenzione di tutti i cittadini e dei mezzi di informazione che tengono ai beni comuni e agli interessi generali su quanto sta per consumarsi all’interno di parco Franchi.
Nei prossimi giorni faremo la nostra parte per favorire una mobilitazione in grado di fermare democraticamente quanto è stato deciso dall’amministrazione comunale.

 

 
Continua l’urbanistica per la speculazione edilizia: il sindaco vuole altro cemento sul nostro territorio! PDF Stampa E-mail
Mercoledì 06 Aprile 2016 12:26
Annunziata aereoNel consiglio comunale di giovedì 7 aprile, a cui siamo stati costretti a non partecipare, è approdato, un punto all’ordine del giorno riguardante gli indirizzi strategici per la pianificazione territoriale in materia di sostenibilità formulati dalla Provincia: "VARIANTE N.T.A. DEL PIANO TERRITORIALE PROVINCIALE" E "PIANO STRATEGICO PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE E IL CONTENIMENTO DEL CONSUMO DEL SUOLO". Uno strumento urbanistico sovracomunale che, già nei titoli, recepisce le posizioni più moderne e avanzate nelle scelte urbanistiche di governo del territorio.
Dopo l’esorbitante, e non necessario, consumo di suolo (persino in zona agricola e in aree molto delicate sotto il profilo  paesaggistico e idrogeologico) approvato con la variante al PRG di Giulianova nel 2013, ci saremmo dovuti aspettare una piena condivisione della nuova linea propugnata dalla Provincia. Invece il sindaco Mastromauro - incredibile, ma vero – ha avuto il coraggio di proporre all’approvazione del consiglio comunale un’osservazione tesa a ottenere modifiche del PTP che possano mettere in condizione di ampliare ulteriormente, con varianti successive del PRG, l’edificabilità nel territorio giuliese.
 
Tutti ricorderanno le battaglie di civiltà urbanistica  condotte dal nostro gruppo consiliare durante l’iter della variante al  PRG che fece incassare un clamoroso stop della SUP che, giustamente, corresse d’autorità la Variante stessa eliminando ampiamente l’eccessivo consumo di territorio, lo scempio della campagna e della collina nord ed altro ancora. A causa della non conformità della Variante al Piano Territoriale Provinciale, l’amministrazione dovette  stralciare ben 601.995 mq. di territorio degli 857.000 mq. su cui era stata prevista nuova edificabilità residenziale e produttiva (aggiuntiva rispetto alla enorme quantità ancora prevista dal PRG allora vigente). Dovette ridurre, quindi, del 70,2%  il consumo di territorio a fini edificabili.
Tutti i comuni ormai cominciano a capire l’importanza di smetterla col consumo di territorio e di indirizzarsi invece verso il recupero e la riqualificazione delle aree già urbanizzate ma attualmente sottoutilizzate, degradate o dismesse. A Giulianova no, purtroppo impera ancora, in chi governa, una cultura urbanistica tipica della mentalità dedita al “sacco del territorio” che tanti danni ha altrove provocato; e non la scoraggia nemmeno la persistenza della crisi dell’edilizia per evidente sovrabbondanza di alloggi (che spesso restano invenduti) rispetto alla domanda.
Qualche tempo fa, dopo l’approvazione della Variante al PRG,  il sindaco, apparentemente fulminato sulla via di Damasco ebbe a dichiarare che da quel momento, “altro che stop al consumo del territorio”, lui avrebbe portato avanti la causa del “mattone zero” (che è una notevole corbelleria, perché stop al consumo di territorio non significa far finire l’attività edilizia, ma indirizzarla alla riqualificazione dell’esistente, ma tant’è!).
Ma ora è già tutto dimenticato, il sindaco è stato ripreso dai furori edificatori (magari sostenuti dalle pressioni clientelari) dei tempi in cui rilasciava dichiarazioni che preannunciano una nuova variante specifica per recuperare tutti i mq. di territorio e di edificabilità che la SUP e la Provincia  avevano saggiamente tagliato  poco prima dell’approvazione della Variante generale al PRG nel 2013.
In occasione della presentazione, nel 2014, del nuovo Piano Territoriale Provinciale dall’assessore provinciale all’urbanistica Falasca fu detto:
 “Le previsioni di sviluppo degli attuali Piani consentono l’iperbolica capacità edificatoria per un milione di abitanti, se a questo dato aggiungiamo il fatto che il 60% delle aree produttive della vallata del Tordino sono dismesse, salta all’occhio che l’unica economia possibile è la rigenerazione e la riconversione, non certo la nuova edificazione. L’obiettivo è quello di garantire una nuova fase di sviluppo a costo ambientale zero incentivando la ripresa degli investimenti in edilizia indirizzati verso il recupero dei centri storici, il recupero delle aree dismesse, la cura e la manutenzione del paesaggio, la rivalutazione delle superfici agricole” .
Parole sagge che tracciano una linea di indirizzo che ci sentiamo di condividere.
Il sindaco e l’amministrazione di Giulianova, invece, paiono non solo non cogliere le novità dell’urbanistica  più evoluta, ma rischiano di esporsi al ridicolo di essere bocciati dalla SUP e dalla Provincia una seconda volta, mostrando così un grave deficit culturale nelle scelte urbanistiche con rischio di pesanti ricadute negative sulla vivibilità e sull’economia della città.
E il gruppo consiliare del PD che fa? Ed il PD di Giulianova che fa? Subiscono ancora una volta, in silenzio, che il centro-sinistra a Giulianova continui la sua deriva verso l’irrilevanza culturale ed il malgoverno?
 
 
Domenica 17 aprile si vota: andiamo a votare sì! PDF Stampa E-mail
Domenica 03 Aprile 2016 22:01
Venerdì pomeriggio durante lo svolgimento del consiglio comunale è stata scritta una brutta pagina della vita pubblica giuliese.
Il nostro gruppo consiliare ha proposto di approvare un appello a favore del Referendum sulle trivelle. Questo il testo:
 
“Il gruppo consiliare Il Cittadino Governante, ai sensi dell’art. 58 del regolamento del consiglio comunale, propone al massimo consesso civico di esprimere in merito al Referendum Popolare del 17 aprile 2016 la seguenteMANIFESTAZIONE DI ORIENTAMENTO :
 
Il Consiglio Comunale di Giulianova,
coerentemente con la petizione approvata all’unanimità il 18 dicembre 2014, con cui si dichiarò l’impegno a “mettere in campo ogni opportuna azione amministrativa atta a scongiurare la prospettiva che il territorio abruzzese ed il suo mare vengano deturpati, che la salute della popolazione corra dei rischi, che l’economia regionale - in primis l’agricoltura ed il turismo - sia compromessa”
 
Invita tutti gli elettori alla più ampia partecipazione alla consultazione referendaria del prossimo 17 aprile e ad esprimersi con un "Sì" all'abrogazione delle nuove norme che consentono lo sfruttamento dei giacimenti di gas e petrolio presenti nel sottofondo marino a meno di 12 miglia marine dalle linee di costa fino al loro completo esaurimento.”
 
Ci era sembrato logico e civile occuparsi di un importante appuntamento di democrazia diretta qual è il referendum.
Al momento di discutere il punto tutti gli esponenti del centro-destra (i consiglieri Retko, Di Giulio, Ciafardoni e Antelli) erano assenti. Erano presenti, invece, i consiglieri di maggioranza e del M5S.
Ma, incredibilmente, con una piroetta che ha del sensazionale, gli esponenti del PD e gli altri consiglieri di maggioranza hanno deciso di rigettare la nostra proposta-invito ai cittadini ad andare a votare compatti per difendere il nostro mare.
Si sono aggrappati, strumentalmente, al parere negativo espresso della segretaria comunale la quale ha citato la legge della Par Condicio che, notoriamente, regola sostanzialmente la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie (che c’entra, quindi, con quello che può fare un consiglio comunale?).
Hanno rigettato persino l’ulteriore proposta  che abbiamo avanzato di limitare l’appello agli elettori al solo invito ad andare a votare, come prevede la Costituzione.
Gli esponenti istituzionali del PD di Giulianova predicano bene e ancora una volta, al dunque, razzolano male.
Il PD di Renzi vuole le trivellazioni nel mare Adriatico e sta tentando di non far raggiungere il quorum per vanificare la vittoria del Sì. infatti: non ha fatto accorpare referendum ed elezioni amministrative, ha dato indicazione di astenersi al Partito Democratico, ha messo il silenziatore o quasi all’informazione sul tema referendario.
Capiamo il condizionamento degli esponenti locali del PD, si sentiranno come vasi di terracotta costretti a viaggiare tra vasi di ferro”, ma in politica occorre, quando è necessario, avere il coraggio anche di dissentire se si vuole stare dalla parte dei cittadini e dei beni comuni. E questo era il caso: dal consiglio comunale di Giulianova, come era già accaduto in altre città, doveva partire forte e chiaro l’invito a tutti gli elettori giuliesi a partecipare al referendum del 17 aprile per difendere il nostro mare, le nostre campagne, la nostra salute e le nostre attività economiche. Ma è evidente che in consiglio comunale l’appello per il voto e per il Sì lo volevano solo Il Cittadino Governante ed il M5S.
 
Cari cittadini andiamo a votare tutti domenica 17 aprile per dare un contributo al raggiungimento del quorum e votiamo Sì, perché è l’unico modo per difendere le nostre bellezze naturali e la nostra economia e per far cambiare direzione - come accadde col referendum sul nucleare - nelle scelte di politica energetica a favore delle fonti rinnovabili.
 
 
Vendita di Julia Servizi: Giulianova perde PDF Stampa E-mail
Lunedì 14 Marzo 2016 10:27
Julia servizi piuSulle questioni importanti occorre essere seri.
La vendita di Julia Servizi non è stata un affare per la città ed i cittadini. Ogni trionfalismo è fuori luogo.
Per decenni, prima come servizio comunale, poi come Julia Servizi (partecipata al 100% pubblica), il Comune di Giulianova - grazie alle scelte lungimiranti a favore degli interessi generali compiute dalle amministrazioni di sinistra degli anni ’70 - ha avuto notevoli introiti, decisivi per gli equilibri di bilancio, pur erogando gas a prezzi concorrenziali.
Entrando nel merito della vendita appare ancora più chiaro che davvero Giulianova ha fatto un cattivo affare. Volete sapere perchè? Basta confrontare questi dati:
Il Comune di Francavilla un anno fa ha venduto a 5 milioni 526 mila euro Alento gas (la sua partecipata per la vendita del gas) con 13.00 utenti e ricavi per circa 6 milioni nel 2013, partendo da una base d’asta di 3.664.000 euro su cui gareggiarono 4 offerte.
Il Comune di Giulianova ha venduto Julia Servizi a 5 milioni 387 mila euro pur avendo 14.700 utenti, un impianto di Trigenerazione con rete distributiva, ricavi per oltre  di 7,3 milioni di euro nel 2014. L’offerta pervenuta è stata una sola, non contrastata da alcuno, e sostanzialmente in assenza di una vera gara, grazie alla clausola prevista nel bando:  “si aggiudica anche in presenza di una sola offerta”.
In sintesi il comune di Francavilla con una società di 1.700 utenti (e ovviamente meno ricavi) e senza l’impianto di Trigenerazione ha incassato 139.000 euro in più rispetto a Giulianova.
Chi l’ha fatto l’affare, allora?
Occorre, poi, aggiungere che la sbandierata inevitabilità della vendita è assolutamente opinabile e c’erano senz’altro i margini per poter porre almeno un quesito al Ministero. Perché non lo si è voluto fare?
Sappiamo inoltre che non c’era tutta questa urgenza di alienare, come si legge anche sulle pagine nazionali del Messaggero il 9 marzo 2016: “Il decreto di attuazione della riforma Madia è stato licenziato dal governo ed è in attesa di passare al Parlamento. Entro fine anno ci sarà una ricognizione delle società controllate dei Comuni e il prossimo anno inizieranno le liquidazioni, cessioni e fusioni che ridurranno da 8 mila a mille le società”.  
Ora è tutto chiaro: l’inevitabilità e l’urgenza della vendita erano una montatura per fare cassa.
Sulla questione Julia Servizi da tempo c’erano due obiettivi diversi:
L’Amministrazione aveva l’obiettivo di fare soldi, perciò ha fatto leva su ogni cavillo per dire che era costretta all’alienazione dalle leggi. E naturalmente si è ben guardata dal ragionare su qualsivoglia ipotesi alternativa.
Il Cittadino Governante, invece, proponeva di fare di tutto per conservare, totalmente o parzialmente, la partecipata e magari potenziarla con l’autoproduzione da fonti rinnovabili. Tutto ciò indicando anche i passaggi normativi che potevano consentirlo in una legislazione in continuo divenire.
Ci siamo scontrati con chi evidentemente pensava già ad altro: agli amministratori interessava solo vendere per gestire i soldi del ricavato – magari in vista delle prossime elezioni -  e non sono stati nemmeno capaci di trarre dalla gara il massimo profitto possibile.
Ora speriamo che:
alla luce delle scadenti opere pubbliche realizzate nell’ultimo decennio,  si voglia almeno seriamente discutere di come impiegare le risorse ricavate dalla vendita della Julia Servizi;
si tenga il consiglio da noi chiesto sul tema dell’energia per parlare del destino di Julia Rete e degli investimenti nell’ambito dell’autoproduzione energetica.
Il Cittadino Governante è sempre aperto al dialogo ma il dialogo si fa in due ed avendo sullo sfondo sempre la cura degli interessi generali e dei beni comuni.

 

 
Pausa caffè con Alberta Ortolani PDF Stampa E-mail
Venerdì 11 Marzo 2016 17:14

 
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