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Il Cittadino Governante
ORDINE DEL GIORNO: “Realizzazione di un polo scolastico nella sede dell’ex tribunale” PDF Stampa E-mail
Giovedì 23 Febbraio 2017 12:39

 

Ex-Tribunale-GiulianovaI recenti eventi sismici hanno reso ancora più necessaria la  predisposizione di un piano per rispondere in maniera adeguata ad eventuali situazioni di emergenza futura, dando sicurezza a studenti, insegnanti e famiglie. L’obiettivo fondamentale deve essere di avere tutti gli edifici scolastici con indice di vulnerabilità pari a uno, cioè sicurezza massima. Sarebbe pertanto, innanzitutto, importante conoscere gli indici di vulnerabilità di ognuna delle scuole giuliesi. Sulla base di questi dati occorrerebbe poi approntare un piano complessivo dell’edilizia scolastica cittadina contenente progetti di ristrutturazione e relativi costi con individuazione delle modalità di finanziamento. Tutto ciò, avendo a che fare con un diritto fondamentale come quello allo studio, dovrebbe essere prioritario nelle attività di governo a tutti i livelli nell’articolazione dello stato. Ognuno deve fare la sua parte: comuni, province, regioni e governo nazionale.

In attesa di avere tutti gli elementi – Il Cittadino Governante lo ha chiesto da tempo - e di poter fare un ragionamento complessivo, magari in consiglio comunale, dedicandogli una seduta tematica, crediamo sia già possibile compiere una prima scelta: riconvertire l’ex tribunale in polo scolastico.

Quindi, considerato che:

-    L’edificio sito in via Cerulli, 1, Giulianova (TE) - precedentemente sede,  della sezione distaccata  del tribunale di Teramo -  è di proprietà comunale;

-   L’area del suddetto edificio si trova in posizione centrale e risulta un ambito ottimale per la realizzazione di un polo scolastico vista la qualità dell’aria, la viabilità e i parcheggi, e la vicinanza al parco degli Amicis;
-   L’edificio dell’ex tribunale è, inoltre, baricentrico rispetto al bacino di utenza scolastica che potrebbe accogliere;
-    La popolazione scolastica del distretto è in aumento;
-    Da più parti si ritiene opportuno ubicare altrove la Scuola primaria “De Amicis”  e la scuola d’infanzia di Bivio Bellocchio ricollocandole in luogo più opportuno da un punto di vista della viabilità, della qualità e della sicurezza degli ambienti;
-    Le analisi costi-benefici sembrerebbero sconsigliare l’utilizzo di risorse economiche sul plesso scolastico “R. Pagliaccetti”.

Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta affinché: 

-   Predispongano la struttura dell’ex tribunale ad accogliere un vero e proprio polo scolastico inteso come Istituto Comprensivo;

-    Si attivino quanto prima le procedure per compiere lo studio finalizzato ad ottenere l’indice di vulnerabilità sismica dell’edificio dell’ex tribunale;
-     Si proceda ad uno studio di fattibilità riguardo l’adeguamento a polo scolastico della sede dell’ex tribunale valutandone la capacità ricettiva.
-   Si programmi, all’uopo, una riunione con i Dirigenti Scolastici e con gli organi collegiali interessati per decidere quanti e quali istituti possano essere trasferiti in tempi brevi nel suddetto polo scolastico.

 

 

 
Una proposta argomentata e ragionevole PDF Stampa E-mail
Martedì 14 Febbraio 2017 08:33

Una proposta argomentata e ragionevole, con queste parole il vice presidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli ha accolto il documento che propone la realizzazione a Giulianova di un Ospedale di primo livello, approvato dall'assise civica cittadina, riunitasi per l'occasione nella Sala Convegni del Kursaal. 

 

 
Il Cittadino Governante chiede chiarezza sulle due scuole chiuse. Occorre dare risposte adeguate per la sicurezza e per il diritto allo studio PDF Stampa E-mail
Sabato 04 Febbraio 2017 13:20
scuole 2Premesso che l’Italia è di per sé un paese che ancora oggi accusa un ritardo, in gran parte delle proprie regioni tra cui l’Abruzzo, in materia di adeguamento sismico degli edifici pubblici. Infatti poco o nulla è stato fatto, sebbene le prime normative risalissero al 2003, e nonostante fosse il 2013 il termine ultimo che chiamava ciascun Comune a far eseguire studi sulla vulnerabilità sismica, a renderli noti e trovando soluzioni adeguate qualora i criteri di sicurezza non fossero stati rispettati. La giustificazione addotta per la maggiore riguarda i costi di tali certificazioni che sono dell’ordine dei 3 euro al metro cubo, per cui si tratta di decine di migliaia di euro per ogni struttura. Il dato ad oggi conosciuto è che su 1.300 scuole esistenti sul territorio abruzzese, sono appena 280 quelle delle quali sono state eseguite le verifiche sulla vulnerabilità sismica. Ad esempio per quanto concerne le scuole superiori di Teramo, soltanto il Liceo Scientifico “Einstein” possiede tale studio dal 2013 perché interessato da un progetto pilota, mentre nel mese in corso (febbraio 2017) saranno avviati i controlli ed i relativi studi per le altre scuole superiori dell’intera provincia.
Occorre anzitutto distinguere e separare il significato di agibilità da quello di vulnerabilità sismica: la prima è la verifica dei danni dopo una scossa di terremoto per stabilire se sia stato pregiudicato o meno il grado di sicurezza sismica (in genere si adottano le schede Aedes) e può essere compiuta dalla protezione civile o dai tecnici comunali; mentre lo studio di vulnerabilità sismica è un documento scientifico complesso che richiede l’intervento di più figure competenti e concerne il modo in cui un edificio si comporta in caso di terremoto (viene espresso un indice di vulnerabilità cha va da 0 a 1: se è 0 la vulnerabilità, cioè il rischio, è massima; se è 1 invece è minima).
Focalizzando ora l’attenzione su quanto accaduto negli ultimi giorni a Giulianova (ricordiamo che lo scorso 11 novembre il Cittadino Governante aveva prodotto un comunicato stampa in cui si richiedeva all’Amministrazione comunale una Anagrafe della edilizia scolastica, e a cui aveva fatto seguire, il 18 novembre, la richiesta di accesso ai documenti amministrativi mai prodotti dal Comune) a proposito delle due scuole chiuse, quella di Colleranesco e la Pagliaccetti, registriamo l’ordinanza firmata l’1 febbraio dal sindaco Mastromauro sulla scorta della relazione redatta il 31 gennaio dall’Ufficio Tecnico comunale che suggerisce un “immediato intervento finalizzato al miglioramento e/o adeguamento sismico dei due edifici in assenza del quale si ritiene non consigliabile la prosecuzione dell’attività scolastica”.
La prima e più evidente anomalia dell’ordinanza, di cui chiediamo spiegazione al sindaco, riguarda l’inspiegabile riapertura dei due plessi nei giorni di lunedì 30 e martedì 31 e solo successivamente ad un improvviso “approfondimento delle analisi di vulnerabilità sismica” se ne decreta la chiusura. Si è trattato di una riapertura avventata o nuovi dati si sono resi disponibili solo il 31 gennaio? Tali scuole risultano regolarmente agibili sin dall’inizio dell’anno scolastico?
Inoltre nell’ordinanza si riferisce che “gli indicatori di vulnerabilità sismica certificati da tecnici incaricati sono 0,01 per la Pagliaccetti e 0,053 per la scuola di Colleranesco”; noi chiediamo se tali indici siano il frutto di uno studio già preesistente o se siano contenuti in un rapporto di recente compilazione. Se la risposta è quest’ultima, ci chiediamo come sia stato possibile effettuare tale studio (addirittura in un giorno!) se per redigerlo occorre una complessa procedura che necessita di oltre un mese di lavori sul campo, di elaborazioni grafiche, di relazioni, di studi geomorfologici con carotaggi, perforazioni di murature portanti e tanto altro ancora fino a stilare un corposo volume di migliaia di pagine?
E ancora chiediamo se esistano gli stessi studi anche per le altre scuole comunali e in tal caso, quali siano gli indici di vulnerabilità per ciascuna di esse? Una scuola del primo novecento con diffuse criticità come la “De Amicis” è più sicura delle due chiuse? Tra le soluzioni si prospetta un trasferimento nelle aule dell’Ipias che è un edificio addirittura collegato strutturalmente alla scuola media “Pagliaccetti”: ma l’appartenenza di un edificio al Comune o alla Provincia rende più o meno sicura una scuola? 
Infine, se il documento sulla vulnerabilità già in precedenza stilato, ed era quindi disponibile, come mai non è stato reso noto prima, cioè sin dai primi eventi sismici di agosto e poi di novembre? Oppure il sindaco non ne era a conoscenza?
Nelle foto allegate è possibile notare i particolari di alcuni carotaggi effettuati nelle murature portanti interne ed esterne di un Istituto in cui è stato redatto lo studio di vulnerabilità sismica. Sono visibili tali particolari in entrambe le scuole chiuse?)
Tutti in città, specie gli alunni, i genitori, le maestre ed il personale ausiliario di ben 25 classi, aspettano maggior trasparenza e maggior chiarezza su una questione così delicata e sentita, gradirebbero visionare e leggere documenti e relazioni ufficiali. Per dirla con Orwell: “Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario”.
Accanto alla componente razionale che esige sicurezza, va considerata anche la componente emotiva che sente, soprattutto nei giovani alunni, lo strappo degli affetti, che avverte il distacco da un luogo carico di familiarità e di sentimenti. Ogni scuola è un baluardo di diritti e di affetti, di amicizie e di cultura, uno scrigno che cresce i fiori più preziosi di una comunità per cui ogni leggerezza assume un peso ingiustificabile. Il Cittadino Governante aveva inserito nel proprio programma elettorale del 2014 la proposta di utilizzare i locali dell’ex tribunale, più sicuri e circondati dal verde, come sede per una scuola comunale (pag. 17, punto 20); mentre nel programma del 2009 il primo punto del capitolo scuole recitava: Progetto “Scuole sicure, belle e funzionali”, è necessario fare una ricognizione generale sulle condizioni strutturali […].
Oltre a ciò, per quanto riguarda Colleranesco, ricordiamo che il PRG del 1994 aveva individuato una area nei terreni limitrofi all’attuale scuola quale zona di espansione per un nuovo complesso. Tale superficie fu preservata grazie all’intervento del Cittadino Governante nei consigli comunali sulle Osservazioni alla Variante al PRG; su si essa, se il Governo stanzia risorse, si potrebbe progettare e realizzare nel verde la sede alternativa all’attuale scuola.
Riteniamo che una Amministrazione lungimirante che conosce le condizioni delle proprie strutture pubbliche, specie le scuole, dopo i segnali avuti con le scosse di agosto e di ottobre, si sarebbe dovuta preoccupare di elaborare un piano di emergenza in caso di eventuali evacuazioni o inagibilità. Sentiamo infine doveroso sollecitare il sindaco e l’assessore Cameli a trovare una soluzione feconda e fattibile nel più breve tempo possibile visti i ritardi e le accumulate che stanno, di fatto, ledendo il diritto fondamentale all’istruzione sancito dall’articolo 34 della nostra Costituzione.
 
Assemblea al Kursaal tutti d’accordo: Giulianova è la sede ideale di un ospedale di 1° livello PDF Stampa E-mail
Lunedì 30 Gennaio 2017 12:41
Grande partecipazione sabato scorso al Kursaal per ragionare intorno al tema lanciato dal Cittadino governante “Giulianova, sede ideale di un ospedale di 1° livello”. Erano presenti tantissimi cittadini, esponenti dei comitati di quartiere, il sindaco Francesco Mastromauro, l’on. Tommaso Ginoble, numerosi consiglieri ed amministratori comunali, il segretario del PD Filipponi,  molti medici e paramedici.
Molti e qualificati sono stati gli interventi che hanno animato il dibattito. Tutti, cittadini, operatori sanitari e politici presenti hanno concordato con l’innovativa proposta della nostra associazione. Sono state illustrate anche le motivazioni  a sostegno della proposta:
1)    Un ospedale unico per acuti è insufficiente a fronteggiare la domanda di cura della popolazione provinciale. Quattro in effetti non sono più sostenibili ma ne occorrono due di primo livello di cui uno, quello teramano, con caratteristiche  di 2° livello in connessione funzionale con quello dell’Aquila.
2)     Smettere di difendere genericamente l’ospedale giuliese senza occuparsi della rete ospedaliera teramana, e finalmente parlare di quale deve essere il ruolo dell’ospedale di Giulianova nel contesto provinciale.
3)     Rivendicare, sulla base dei parametri nazionali che lo consentono e dei fattori locali favorevoli, oggettivamente presenti, un ospedale di 1° livello ubicato a Giulianova.
4)   Far notare che tenere aperto il nosocomio di Sant’Omero non sta affatto riducendo la spesa per la mobilità passiva della ASL di Teramo, risultato che potrebbe invece senz’altro conseguire con un ben organizzato ospedale di 1° livello ubicato in una sede così baricentrica e ottimamente collegata come Giulianova.
Esse sono state ritenute incisive e valide per convincere la Regione  e la ASL a modificare il piano per la rete ospedaliera provinciale.
Attualmente la linea suddetta è condivisa dal Cittadino Governante, dal PD, dalla Lista Mastromauro e da Giulianova Rinasce di Antelli. Dal confronto, però,  è emersa la necessità urgente di mettere assieme la massima unità di intenti nel consiglio comunale al servizio della forte pressione democratica che viene dalla popolazione per scongiurare il rischio di perdita dell’ospedale (insito nell’idea che sta avanzando di ospedale unico nella provincia di Teramo) e di arrestare il progressivo declino dei reparti ospedalieri ancora presenti.
Sebbene invitati erano assenti i consiglieri di FI-NCD, Linea Retta, M5S e Civicamente che nei giorni scorsi avevano deciso di non sottoscrivere il documento-piattaforma elaborato dai consiglieri comunali che hanno partecipato alle riunioni di preparazione del consiglio comunale sull’ospedale che si terrà nei prossimi giorni.
Si è da più parti rinnovato loro l’invito a riflettere al fine di creare una forte unità politico-istituzionale in occasione dell’imminente consiglio comunale. Ed è quello che ci auguriamo.
Se così non dovesse essere, sarà inevitabile chiedere:
I gruppi consiliari che non voglio sottoscrivere il documento-piattaforma da presentare alla Regione e alla ASL sono, quindi, contrari alla proposta di indicare Giulianova come sede ideale di un ospedale di 1° livello? Già perché questo è quello che si chiede, per la prima volta, ai governanti regionali che stanno cancellando Giulianova dalla nuova  rete ospedaliera provinciale e regionale, e che hanno, evidentemente, cestinato il documento elaborato dalla commissione sanità comunale (da noi non sottoscritto perché ritenuto mal impostato e quindi inefficace) e consegnato lo scorso anno al governatore D’Alfonso.
 
 
 
 
Assemblea pubblica sull’ Ospedale di Giulianova PDF Stampa E-mail
Martedì 24 Gennaio 2017 19:43
volantino-OspedaleL’ospedale di Giulianova è a rischio chiusura: prima è stato ridimensionato e, progressivamente, lasciato decadere; ora si stanno creando le condizioni per decretarne la chiusura con la scelta dell’ospedale unico nella provincia di Teramo, che naturalmente sarà ubicato a Teramo, essendo città capoluogo.
Eppure il nostro ospedale è un bene prezioso e irrinunciabile per gli abitanti di Giulianova, della costa teramana (che durante l’estate ha una significativa presenza turistica) e del suo immediato entroterra, per l’importante funzione che ha sempre svolto e per la sua strategica posizione. Meriterebbe, perciò, maggiore attenzione nelle scelte politiche regionali e provinciali che dovrebbero essere guidate dalla volontà di garantire al nosocomio giuliese condizioni ottimali in termini strutturali, di personale e di attrezzature.
Davanti alla prospettiva dell’ospedale provinciale unico e a tutto quello che comporterebbe,  noi crediamo che occorra attivarsi onde evitare il peggio per la sanità giuliese e del territorio limitrofo, rivendicando con forza il diritto di dire la nostra e di contare come Città di fronte a scelte strategiche riguardanti il futuro di tutta la sanità teramana.
Noi del Cittadino Governante, nel novembre scorso, con una lettera aperta abbiamo messo a fuoco il rischio e chiesto a tutte le forze politiche istituzionali di fare fronte comune a difesa dell’ospedale giuliese. La risposta da parte del Sindaco e di gran parte dei gruppi consiliari è stata positiva e concreta. Ad oggi, in ambito istituzionale, è stata definita una piattaforma dirichieste razionale, responsabile, realistica e convincente da presentare al governo regionale ed alla ASL.
Ma per raggiungere il risultato è necessario il sostegno di tutta la popolazione che sappiamo avere molto a cuore la sanità pubblica e  che peraltro ha diritto ad un’occasione di confronto su un tema così rilevante.
Perciò abbiamo deciso di convocare un’Assemblea Cittadina sul tema: “GIULIANOVA SEDE IDEALE DI UN OSPEDALE DI 1° LIVELLO” che si terrà sabato 28 gennaio alle  ore 17 nella Sala Convegni  KURSAAL  di Giulianova.
Invitiamo, quindi, tutti i cittadini a partecipare all’Assemblea, consapevoli del fatto che solo da una forte mobilitazione democratica potranno derivare le scelte migliori.
 
Tutti insieme per l’ospedale di primo livello a Giulianova PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Gennaio 2017 12:07
ospedale-civile-giulianovaI cittadini, temiamo, saranno ormai sbigottiti dal frastuono che da qualche settimana tenta di raggiungere l’opinione pubblica sul tema dell’ospedale.
Proviamo, allora, a diradare la cortina fumogena delle chiacchiere.
Il Cittadino Governante il 28 novembre scorso di fronte al fatto ormai evidente del rischio di perdere l’ospedale, cosa di cui nessuna forza politica stava accorgendosi, diffuse una lettera aperta in forma di riflessione e proposta per cercare di unire tutte le forze consiliari, sia di maggioranza che di opposizione, intorno ad una piattaforma rivendicativa di un ruolo strategico per Giulianova nella rete ospedaliera provinciale.
Tutti sono tornati a parlare di ospedale: è ripartito il solito teatrino in cui varie forze politiche continuano a rinfacciarsi le responsabilità sul declino e sulla fine del nostro ospedale, alcune si sono perfino appropriate della nostra proposta (di cui, evidentemente, hanno colto la bontà) senza riconoscerne la paternità, altre indugiano su sterili posizioni demagogiche.
Insomma a noi pare che sull’ospedale di Giulianova questa babele di voci, ansiose solo di addossare la colpa agli altri e di mettersi in evidenza, stia generando una confusione dove ormai tutti – persino i malcapitati cronisti -  fanno fatica a capire qual è la vera materia del contendere.
A chi si fosse distratto, vorremmo far notare che la lettera aperta del 28 novembre 2016 indirizzata a sindaco, consiglieri comunali, comitati di quartiere e cittadinanza era ben oltre le sterili polemiche, fatte di demagogiche accuse reciproche sulle responsabilità del declino dell’ospedale di Giulianova. In quella lettera abbiamo proposto, costruttivamente, un terreno più avanzato di discussione per definire una linea che possa fare breccia laddove si decidono le sorti della rete ospedaliera teramana. O si capisce questo, oppure oggettivamente si rema contro la città per un miserabile pugno di voti che nulla aggiunge al bene comune. Per questo invitiamo tutti di nuovo a leggere la lettera aperta  e a fare uno sforzo di assunzione di responsabilità per tutelare al meglio, insieme, la città.
 Nella lettera aperta i punti salienti sono:
denuncia dell’inconcludenza di tutti per 20 anni,
svelamento del rischio di perdita dell’ospedale,
nostra innovativa proposta strategica sul ruolo del nosocomio giuliese,
invito alle forze politiche a costruire intorno ad essa tutte insieme l’unità di intenti per conferire forza alla città.
La novità strategica da noi introdotta è stata quella di dire: si smetta di porre al centro il tema del contenitore, si parli, invece del contenuto, e cioè quale tipo di ospedale prevedere a Giulianova nell’ambito della rete ospedaliera teramana.
Concordiamo sul fatto che quattro ospedali per acuti (Teramo, Giulianova, Atri e Sant’Omero) nell’ambito nella provincia non sono più sostenibili e sono anche irrazionali sotto il profilo della qualità, della sicurezza e dell’efficienza, ma riteniamo che non possa far fronte alla domanda di cura di tutti gli abitanti della provincia  e di tutti i turisti che affollano la costa teramana in estate l’ospedale unico di cui si va parlando con l’appendice di un piccolo ospedale di base a Sant’Omero per far fronte alla mobilità passiva verso le Marche.
Noi abbiamo proposto, invece, che nella nostra città (strategicamente collocata in maniera baricentrica sulla costa teramana e molto ben collegato con le altre località) sulla base delle norme nazionali sugli standard ospedalieri, ci sia un ospedale di primo livello (previsto per bacini di utenza fra i 150.000 e i 300.000 abitanti), uno dei due per acuti della provincia.
E abbiamo specificato che ospedale di primo livello significherebbe: conferma di tutti i reparti ancora esistenti ( ma in forma autonoma e non dipendenti dall’O.C. di Teramo), riapertura  di tutti quelli chiusi negli anni passati come Ostetricia  e Ginecologia, Pediatria, Otorinolaringoiatria e Urologia, acquisizione di nuovi come Oncologia, Neurologia e Oculistica, oltre  all’Osservazione Breve Intensiva accanto al Pronto Soccorso.
Questo sarebbe anche un modo serio ed efficace di rispondere al grosso problema della mobilità passiva che porta molti pazienti della nostra provincia a rivolgersi fuori provincia e fuori regione, visto che il mantenimento dell’ospedale di Sant’Omero non riesce a frenare l’esborso di oltre 60 milioni di euro annui (!) da parte della ASL di Teramo.
Il sindaco ha accolto il nostro invito ed ha convocato il tavolo di lavoro istituzionale che sta elaborando il documento da approvare in consiglio. Attualmente non tutti i gruppi consiliari sono presenti. Noi auspichiamo che prima di tornare in consiglio decidano responsabilmente di essere presenti tutti per contribuire alla stesura unitaria del documento con le richieste da inviare alla Regione ed alla ASL.
La linea dell’ospedale di primo livello a Giulianova sarà vincente se saremo uniti in città, se coinvolgeremo tutta la cittadinanza e se avremo il sostegno di tutti i consigli comunali e le popolazioni delle città costiere e dell’immediato entroterra.
Il Cittadino Governante è pienamente impegnato in questa battaglia e per questo sta contribuendo ai lavori del tavolo istituzionale e promuoverà un’assemblea pubblica il 28 gennaio al Kursaal alle 17 sul tema dell’ospedale di Giulianova a cui sono invitati, sin da ora, tutti i cittadini, i comitati di quartiere, gli operatori sanitari e le forze politiche e sindacali.
 
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