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Live Consiglio comunale Giulianova dalla ore 15:30

 
Il Cittadino Governante
Alunni e insegnanti ancora sfollati PDF Stampa E-mail
Domenica 18 Febbraio 2018 20:23

Scuola ColleranescoAd un anno dalla chiusura dei due plessi scolastici, solo proclami dal sindaco e dall'assessore alla pubblica istruzione Cameli.

A più di un anno dall’improvvisa ordinanza di chiusura dei plessi scolastici di Colleranesco e della “Pagliaccetti” con trasferimenti e ripercussioni anche sulla scuola dell’Annunziata, la situazione è ancora una “ferita aperta” per molti alunni, genitori, insegnanti, personale ATA, e per il tessuto commerciale limitrofo alle due scuole oltre che per l’intera comunità. E lo sarà chissà per quanto tempo ancora. Il sindaco, l'assessore alla pubblica istruzione Cameli, l'amministrazione comunale e la maggioranza non sono ancora riusciti a dare nè tempi certi, nè tantomeno edifici scolastici a norma. Disattese e disilluse le tante richieste del Comitato genitori che si era costituito all’indomani della emergenza con riunioni, manifestazioni sotto al municipio, striscioni polemici; e poi ancora nessuna considerazione per la petizione supportata da oltre mille firme che chiedeva rispetto dei tempi di rientro a settembre; nessun accoglimento degli ordini del giorno presentati in Consiglio comunale dal Cittadino Governante riguardanti tempi e modi di gestione della situazione. Lo stesso PD che si sta spendendo a favore delle maestre degli asili non è altrettanto attento e zelante dinanzi alla situazione da “sfollati” che quotidianamente vivono alunni e personale scolastico delle elementari e delle medie.

A maggio, durante un ennesimo incontro con genitori e dirigenti scolastici è stato illustrato un crono-programma dettagliato che prevedeva: progettazione esecutiva (affidamenti, redazione genio civile, approvazione) tra maggio e giugno; acquisizione mutuo a giugno; gara e contratto da concludersi a luglio; esecuzione dei lavori e collaudo da fine luglio a tutto dicembre). Ad oggi risultano naufragate tutte le tempistiche annunciate (riapertura a settembre, poi fatta slittare a gennaio e l’ultima attesa per primavera), tutto tace sia nei pressi della scuola di Colleranesco sia attorno alla “Pagliaccetti”: nessun cantiere aperto, solo proclami e lentezze burocratiche a far da contorno alla preoccupazione di utenti, genitori, dirigenti, insegnanti, commercianti.

Eppure basta spostarsi di poco e trovare virtuosi esempi di efficienza: qualche giorno fa è stata inaugurata la nuova scuola antisismica in una frazione di Castellalto; a settembre è stata aperta, a Civitella del Tronto, la nuova struttura che ospiterà primarie e medie; a Crognaleto è stato realizzato in soli 45 giorni un plesso scolastico donato dall’azienda svedese IKEA.

A Giulianova sono in tanti ad aspettare risposte, tempi certi e serietà riguardo un tema così sensibile.

 
Nuovo caso di sciatteria amministrativa ai danni della Città PDF Stampa E-mail
Venerdì 16 Febbraio 2018 11:04

inaugurazione-ecocentro-comunaleSi chiama «centro di riuso» l'ennesima occasione persa dell’ amministrazione comunale, che ha gettato al vento senza colpo ferire un finanziamento regionale di oltre 400 mila euro, assegnato anche per il potenziamento dell’ecocentro. La somma, destinata a coprire il 70% dei costi di realizzazione e potenziamento delle strutture (con il rimanente 30% cofinanziato dal Comune che avrebbe dovuto anche identificare l'area in cui realizzarlo) faceva parte di uno stanziamento globale di oltre 13milioni e 626mila euro destinati dalla Regione alla realizzazione di più impianti, sparsi sul territorio abruzzese. È dei giorni scorsi la comunicazione della definitiva ripartizione della somma fra otto località della nostra regione, fra le quali, come detto, non risulta Giulianova, malgrado fin dall'agosto 2016 la Regione avesse comunicato l'assegnazione di una quota cospicua proprio alla nostra città.

Che cosa è accaduto dunque? Perché Giulianova non potrà potenziare l’ecocentro e non avrà il proprio centro di riuso? Non ci sono stati ripensamenti, né congiure o boicottaggi.  Più semplicemente  l'amministrazione comunale non è stata in grado di reperire la quota necessaria a cofinanziare il progetto (somma senz'altro non impossibile per il bilancio di una città di 25mila abitanti), né di identificare un'area idonea alla realizzazione della struttura.

È dunque solo per l’inadeguatezza della giunta Mastromauro se Giulianova si trova ancora una volta ad essere privata di un impianto importante, destinato nello specifico ad accogliere tutti quegli oggetti destinati all'immondizia ma ancora in buono stato, che altri avrebbero potuto riutilizzare a costo zero. In un sol colpo si è persa la possibilità di ridurre la mole dei rifiuti da raccogliere, di diminuire i costi di gestione dei rifiuti (e della TARI ai cittadini), di dare una mano a chi non può permettersi certe spese e di offrire uno stimolo al mercato delle riparazioni.

L'ennesima dimostrazione che per il buon governo della città non occorrono certo le chiacchiere e i proclami ma piuttosto sensibilità ai problemi e capacità di programmazione. 

 
INPS: cerchiamo di conservare la sede a Giulianova PDF Stampa E-mail
Lunedì 05 Febbraio 2018 20:06
inps giulianovaVenire a conoscenza dell'imminente trasferimento della sede INPS dai Portici di Giulianova all'ex facoltà di agraria di Mosciano  sorprende e preoccupa, ma ancor più colpisce ed indigna non poco apprendere (direttamente dalle parole del presidente provinciale dell'Ente) che di tale intenzione il sindaco Mastromauro era a conoscenza già da tre anni.
Dopo la chiusura degli uffici di Enel, Dogana e del Tribunale senza che almeno conservassimo la sede del Giudice di Pace, oltre che dei ridimensionamenti dell'ospedale e della stazione ferroviaria, ci si sarebbe attesi da parte del sindaco il massimo impegno per evitare un nuovo, traumatico abbandono, anche con il coinvolgimento dell'intero consiglio comunale nella ricerca di una soluzione. 
Ma questo evidentemente non è stato. L'amministrazione dei proclami vuoti e delle promesse disattese non ha ritenuto, o non è stata capace, di impegnarsi in tal senso ed impedire l'ennesimo scippo, dimostrandosi incapace non diciamo di allargare, ma quantomeno di preservare il patrimonio cittadino.
La ricerca di una possibile sede alternativa o quantomeno un sostegno istituzionale per la risoluzione del problema non rientravano evidentemente fra le priorità di chi ci governa, con la conseguenza che oggi Giulianova si trova suo malgrado a subire l'ennesima perdita pesante e dolorosa, come pesanti e dolorose sono state negli anni le conseguenze commerciali, occupazionali e di immagine provocate da scelte inadeguate.
Inghiottiti dal gioco delle candidature, di segreterie, primarie, poltrone e strapuntini il sindaco e la sua traballante maggioranza hanno osservato, ancora una volta e senza colpo ferire, l'ennesima mortificazione inflitta a una città che meriterebbe al contrario una guida competente, capace e che ne abbia a cuore cura ed interesse.

Se, comunque, rimangono dei margini facciamo di tutto per scongiurare il trasferimento dell’INPS.

 
Niente piscina, niente Biblioteca, stop in via Bindi e via Nazario Sauro: Giulianova chiude? PDF Stampa E-mail
Mercoledì 10 Gennaio 2018 11:17

piscina-giulianovaIl progressivo logoramento dei rapporti tra le forze interne alla maggioranza e l’attenzione tutta spostata verso una fantomatica candidatura alle politiche da parte del sindaco, aggiunti alla cronica insufficienza amministrativa, stanno provocando situazioni imbarazzanti che vanno a sommarsi alle tante altre problematiche irrisolte da tempo.

In particolare evidenziamo alcuni preoccupanti disservizi degli ultimi mesi: via Bindi impercorribile da mesi, Biblioteca Civica non fruibile, chiusura mattutina della Piscina comunale, lentezza dei lavori di via Nazario Sauro.

Nonostante la scarsa sensibilità di questa amministrazione per il decoro urbano e per la promozione e l’accoglienza turistica, Giulianova continua ad essere meta di attenti visitatori i quali, durante le festività, tra le invidiabili bellezze monumentali e naturali del Centro storico, si son trovati non solo una strada interrotta ed un Corso Garibaldi sempre più pericolosamente traballante, ma anche con un prezioso luogo di cultura interdetto alla visita, la Biblioteca Civica “Vincenzo Bindi”. Una Biblioteca riaperta al pubblico nel dicembre 2012 dopo esser stata chiusa per ben 7 anni proprio per intervenire anche sull’aspetto strutturale dell’edificio, risulta ora chiusa per un distacco di intonaco provocato dalle infiltrazioni nel lucernaio a seguito del temporale di metà novembre. Discutibili ed improprie, a nostro giudizio, le scelte che stravolsero l’atmosfera ottocentesca degli interni, ma a quanto pare anche i lavori esterni sono risultati inadeguati e insufficienti. Altra situazione di malessere per i residenti, per le attività commerciali e per la viabilità in centro storico è provocata dalla  prolungata chiusura di via Bindi. Non è ammissibile impiegare così tanto tempo per sistemare una strada così centrale, strategica e trafficata.

Inoltre è emerso in questi giorni il disservizio alla Piscina Comunale, con riduzione di giornate e di orari di apertura, a seguito di un prevedibile pensionamento da parte di un operatore; considerato che nel frattempo vi sono state assunzioni in altri ambiti meno urgenti, riteniamo grave non aver pensato in anticipo ad una soluzione che sta penalizzando un servizio sul quale molti contano e per il quale molti hanno pagato.

 

Altra tematica scottante è la  insostenibile lentezza dei lavori di via Nazario Sauro che tanti problemi stanno creando alle attività commerciali. Dalla ditta esecutrice dei lavori si sarebbero dovuti ottenere tempi rapidi e certi per la realizzazione. In sostanza: un'opera pubblica che aggiunge poco alla qualità cittadina - quanto sarebbe bello, invece, un viale-piazza come quello di San Benedetto? - ma che ha creato e sta creando troppi problemi. Giulianova ha proprio bisogno di cambiare passo, ma occorre un'amministrazione all'altezza. 

 
Hospice in piazza Dalla Chiesa: ma l’amministrazione comunale vuole difendere e valorizzare la piazza o no? PDF Stampa E-mail
Martedì 19 Dicembre 2017 19:22

Luca-RanalliDa quando in qua i funzionari o gli amministratori delle società partecipate del Comune  intervengono nel dibattito per replicare ad una forza politica presente in consiglio comunale?

L’ha fatto, sorprendentemente, l’amministratore unico della Giulianova Patrimonio Ranalli.

Le considerazioni (un po’ saccenti e un po’ fuori luogo) contenute nella nota  apparsa sul Messaggero del 17 dicembre dimostrano, però, che egli non ha compreso il senso dei rilievi critici che abbiamo mosso alla proposta di realizzare un Hospice in piazza Dalla Chiesa. Li ribadiamo sinteticamente:

1.    il Comune di Giulianova si sta battendo - con buone possibilità di successo - per ottenere sul proprio territorio uno dei due  l’ospedali per acuti di 1° livello della provincia. Una politica accorta saprebbe che non si può pretendere tutto a Giulianova e che avanzare anche la richiesta dell’hospice significherebbe indebolire la scelta strategica che abbiamo presentato alla Regione. Questo avevamo detto, non altro come lascia invece intendere il Ranalli.

2.    Piazza Dalla Chiesa è già ora molto frequentata il giovedì: il responsabile della Giulianova Patrimonio vada a controllare, così magari vede anche in quali condizioni di degrado la società partecipata a lui affidata ospita il mercato, i suoi operatori  e tutti gli acquirenti.

3.    La piazza,  inoltre,  è vocata alla centralità per la sua collocazione tra il Lido ed il Paese e proprio per questo, e per la bellezza paesaggistica che la circonda, va rivitalizzata con scelte opportune -  certamente non quelle presentate nel piano industriale del Ranalli – per renderla viva e vitale tutti i giorni. Quindi non esattamente il contesto migliore per un hospice.

 

Ad ogni buon conto certamente non spetta all’amministratore della Giulianova Patrimonio compiere le scelte strategiche per questa città, bensì ai politici democraticamente eletti ed, eventualmente, ai cittadini tramite gli organismi della partecipazione. In ogni caso l’amministrazione comunale sa che il Cittadino Governante ha da tempo avanzato proposte di riqualificazione e di rivitalizzazione di piazza Dalla Chiesa e del Mercato Coperto, condivise nel 2015 anche dal  Consiglio Comunale.

 
Dopo la caserma, l’hospice: ma è tanto difficile pensare che una piazza è preziosa e va rispettata come piazza? PDF Stampa E-mail
Lunedì 11 Dicembre 2017 19:12

Piazza-Dalla-Chiesa“La politica non è l’arte dell’improvvisazione. Essere leader esige studio, preparazione, esperienza.” Ci è tornato in mente questo monito di Papa Francesco nell’apprendere la notizia che in piazza Dalla Chiesa l’amministrazione comunale intende realizzare un hospice, una struttura socio-sanitaria  della ASL destinata alla cura dei pazienti gravemente malati nella fase finale della loro vita. La notizia ci ha lasciati esterrefatti per più di un motivo:

1.    Come si può ipotizzare la realizzazione di una così delicata struttura sanitaria nel cuore di una piazza - tra l’altro sede di un mercato (quello dei prodotti agricoli e alimentari locali) molto frequentato – a sua volta importante cerniera di collegamento tra il Lido ed il Paese? Strutture di questo tipo vanno realizzate in luoghi tranquilli e nel verde.

2.    Come si concilia una simile scelta - che riguarda i malati cronici che non rispondono più ai trattamenti farmacologici in termini di guarigione e hanno necessità di cure finalizzate al controllo del dolore e di altri sintomi che generano profonda sofferenza - con la proposta che il Comune di Giulianova ha già avanzato di essere sede di uno dei due ospedali di primo livello per acuti nella provincia di Teramo? Mostrarsi contraddittori nelle scelte strategiche non fa altro che indebolire la posizione di Giulianova al tavolo della trattativa in corso con la Regione e con la ASL.

3.    Gli hospice li realizza o li accredita la ASL: non è compito dei comuni e, comunque, nella ASL di Teramo esiste già, non crediamo ne possa essere realizzato o convenzionato un altro.

4.    Piazza Dalla Chiesa ha la vocazione di spazio pubblico centrale e vitale nella quotidianità cittadina e per quelle finalità Il Cittadino Governante si impegna da anni. Con spirito costruttivo, nel 2015 mettemmo a disposizione del Consiglio Comunale il progetto di riqualificazione di piazza Dalla Chiesa e di ristrutturazione e riconversione del Mercato Coperto (elaborato dalla nostra associazione) affinché il  Comune potesse partecipare al bando sui finanziamenti statali per il recupero di aree urbane degradate. Il Consiglio Comunale approvò l’o.d.g. che prevedeva:

·       CONFERMA DELL’INTERA AREA COME SPAZIO PUBBLICO.

·       ABBELLIMENTO E AUMENTO DELLA VIVIBILITA’ DELLA PIAZZA.

·       TUTELA DELLA BELLEZZA  PAESAGGISTICA CIRCOSTANTE.

·       POTENZIAMENTO E VALORIZZAZIONE, AL PIANO TERRA,  DEL MERCATO DEI PRODOTTI AGRICOLI LOCALI.

·       RISTRUTTURAZIONE E RICONVERSIONE DEL MERCATO COPERTO IN NUOVE FUNZIONI PUBBLICHE,  CON LA REALIZZAZIONE, AI PIANI SUPERIORI, DI  SPAZI POLIFUNZIONALI PER LA CULTURA, PER IL LAVORO E PER IL SOCIALE.

Crediamo che quella decisione vada rispettata e la si smetta una volta per tutte di improvvisare soluzioni in luoghi così cruciali sotto il profilo urbanistico e significativi per gli spazi pubblici.

 

     

 
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